I Padrini del Ponte

I Padrini del Ponte
Affari di mafia sullo Stretto

giovedì 9 dicembre 2010

Vicenza è sempre più Africom

Dal dicembre 2008, il comando SETAF (Southern European Task Force) dell’esercito USA di stanza a Vicenza ha assunto il nome di US Army Africa, componente terrestre di Africom, l’organismo delle forze armate statunitensi che sovraintende a tutte le operazioni di guerra nel continente africano. Mentre proseguono i lavori per trasformare il vecchio scalo aeroportuale Dal Molin, la città di Vicenza rafforza il suo ruolo di base avanzata per la proiezione di Stati Uniti e alleati NATO in Africa, ospitando il principale centro di formazione strategica degli eserciti dei paesi africani (alcuni dei quali in testa nelle classifiche relative a crimini di guerra, violazione dei diritti umani e repressione di organizzazioni e movimenti sociali).

Quello che ricorda per certi aspetti la famigerata “Scuola delle Americhe” che formò migliaia di ufficiali latinoamericani nelle decadi in cui le dittature imperversavano nel continente, si chiama “Center of Excellence for Stability Police Units, (CoESPU)”, e dal marzo 2005 è ospitato presso la Caserma “Chinotto” di Vicenza, sotto il comando dell’Arma dei Carabinieri.

Il 4 e 5 maggio, il centro di formazione e addestramento internazionale delle “forze di polizia” africane è stato visitato dal generale William “Kip” Ward, a capo del Comando Africom di Stoccarda. Nell’occasione, Ward ha incoraggiato l’alto ufficiale dei Carabinieri Umberto Rocca, responsabile del CoESPU, a proseguire nello “sviluppo delle abilità degli ufficiali delle forze di polizia africane affinché operino nelle missioni di peacekeeping nel continente”, assicurando che “Africom continuerà a mantenere stretti legami con il Centro d’Eccellenza di Vicenza”.

“Fate buon uso di quest’esperienza”, ha poi raccomandato ai militari di Camerun, Nigeria, Mali e Burkina Faso, ospiti di uno dei corsi attualmente in fase di realizzazione nella città veneta. Prima di lasciare la caserma “Chinotto”, lo zar delle nuove campagne USA in Africa ha rivelato che Serbia, Nepal ed Indonesia potrebbero inviare presto propri reparti per potenziare le missioni internazionali di “peacekeeping” nel continente.
 
L’idea di dar vita al Centro d’Eccellenza per le Unità di Polizia di Vicenza, sorse in occasione del vertice dei Paesi del G8 tenutosi nel 2004 a Sea Island, Stati Uniti. Allora fu adottato un piano d’azione denominato “Espansione della Capacità Globale nelle Operazioni per il Supporto della Pace”, con l’obiettivo di “aumentare la capacità di sostegno agli interventi di “peacekeeping”. In nome della “stabilità”, il G-8 di Sea Island decise di dare il via all’addestramento di 75.000 “peacekeepers” internazionali entro il 2010, 500 dei quali da destinare in “operazioni speciali” di “gestione della transizione da situazioni di post-crisi a contesti di maggiore stabilità per la ricostruzione”, prendendo come modello le Unità Multinazionali Specializzate (MSU) utilizzate dalle forze alleate e dalla NATO in Bosnia, Kosovo, Afghanistan ed Iraq.
“L’ambizioso progetto del G8 richiederà chiaramente accresciute capacità di peacekeeping per quei paesi le cui forze potrebbero essere messe a disposizione di Operazioni in Supporto della Pace”, – si legge nella scheda CoESPU predisposta dall’Arma dei carabinieri. “Sarà così necessario favorire la creazione di forze del tipo Carabinieri/Gendarmerie, preparate ad intervenire rapidamente, con apparati logistici autonomi, interoperabilità con componenti militari, e la capacità di stabilire una forte presenza di polizia in territori ostili”.

Ecco allora l’asso nella manica, il Centro d’Eccellenza di Vicenza, target a breve termine la formazione di almeno 3.000 ufficiali e sottufficiali africani e lo “sviluppo di dottrine e procedure operative per prendere parte al Network strategico mondiale, interagendo con organizzazioni internazionali, istituti accademici e centri di ricerca”.
 
La lista dei partner del Centro di Vicenza è lunga e variegata: oltre ad Africom ed US Army Africa, compaiono la NATO, l’Unione Europea, l’OSCE, il Dipartimento delle Nazioni Unite per le Operazioni di Peacekeeping, e una serie di centri di studi strategici statunitensi, come l’United States Institute of Peace (USIP), the “Pearson Peacekeeping Training Center”, the “Defense Institute for International Legal Studies”, l’“US Peacekeeping Support Operation Institute”, il “George Marshall Center”, ecc... sino ad oggi sono stati inviati a Vicenza poliziotti e militari di nove paesi africani (Burkina Faso, Camerun, Egitto, Kenya, Mali, Marocco, Nigeria, Senegal e Sud Africa), cinque europei (Francia, Romania, Russia, Serbia ed Ucraina), cinque asiatici (Giordania, India, Indonesia, Nepal e Pakistan) ed uno latinoamericano (Cile).
 
Dal punto di vista operativo, il CoESPU organizza annualmente una decina di corsi la cui durata varia dalle 5 alle 7 settimane e a cui partecipano sino a 100 ufficiali e sottufficiali alla volta. Le lezioni sono rigorosamente in lingua inglese e alla fine viene rilasciato un certificato che “abilita all’impiego ONU”.
La caserma “Chinotto” ha riservato al Centro un’ampia e moderna sezione comprendente aule con attrezzature ad alta tecnologia, alloggi in grado di ospitare sino a 300 persone, sale multimediali e internet, un poligono di tiro indoor, una palestra e ampi spazi sportivi all’aperto, una biblioteca e una serie di servizi generali (barbiere, lavanderia, ecc.).

L’infrastruttura militare è la stessa che ospita la sede del comando di Eurogendfor, la forza di gendarmeria europea entrata in funzione nel 2006 con oltre 3.000 uomini della polizia militare di Italia, Francia, Spagna, Portogallo ed Olanda, che può essere messa a disposizione dell’Unione europea, dell’ONU, della NATO, dell’OCSE e di altri organismi internazionali.
 
Durante la sua visita a Vicenza, il capo supremo di Africom si è recato pure a Camp Ederle. A conclusione dell’incontro con il generale William B. Garrett III, comandante di US Army Africa, William Ward ha voluto ringraziare ufficialmente i militari statunitensi per il ruolo assunto nelle missioni in terra d’Africa. “US Army Africa sta supportando Africom in una serie d’incarichi finalizzati a migliorare le funzioni dei militari africani, costruire partenariati e promuovere forze militari professionali”, ha dichiarato l’alto comandante USA.
“In Ruanda, il personale US. Army lavora attualmente insieme ai militari della Gran Bretagna per addestrare i soldati ruandesi. In Liberia, più di una dozzina di sottufficiali dell’esercito statunitense appoggiano il Liberia Security Sector Reform, un programma diretto dal Dipartimento di Stato per aiutare la ricostituzione delle forza armate liberiane”, ha aggiunto Ward.

“Altre missioni degne di menzione includono i programmi logistici a favore di Botswana, Uganda e Rwanda. Ufficiali dell’US Army operano con la African Partnership Station, la missione della marina statunitense in Africa occidentale, e con la Combined Joint Task Force - Horn of Africa, la forza militare che opera congiuntamente con i nostri partner in Africa orientale”.

Vicenza si conferma sempre più il cuore strategico delle operazioni terrestri di Africom.

Articolo pubblicato in Agoravox.it l'8 maggio 2009 

Nessun commento:

Posta un commento