I Padrini del Ponte

I Padrini del Ponte
Affari di mafia sullo Stretto

mercoledì 25 marzo 2015

Dalla Sicilia alle guerre globali


Intervista di Pina La Villa ad Antonio Mazzeo, giornalista e autore di diverse inchieste e saggi sulla militarizzazione del territorio in Sicilia, sui migranti e sui diritti umani.

1) Ho appena consultato uno dei tuoi primi libri, Sicilia armata. Basi, missili, strategie nell’isola portaerei della Nato. E’ del 1991, circa 25 anni fa. Da allora i tuoi articoli e le tue inchieste hanno seguito da vicino lo sviluppo delle strategie della Nato e degli Stati Uniti sul fronte europeo e non solo. Poi è arrivato il MUOS (Mobile User Objective System a Niscemi). C’è una continuità fra la situazione che descrivevi nel libro e l’installazione del MUOS a Niscemi?

Sì, anch’io ho riletto da poco quel volume ed è sconcertante che le denunce che facevamo allora, i timori che esprimevamo sulla tendenza bellica verso cui marciava l’Isola, non siano mai stati seriamente al centro delle attenzioni delle forze politiche, sociali e sindacali o dei grandi organi di stampa regionali e nazionali in questi 23 anni.

Eppure dalla pubblicazione ad oggi, la Sicilia ha fatto da piattaforma avanzata per le operazioni nei Balcani negli anni ‘90, per le guerre globali scatenate da Stati uniti, Nato e paesi partner mediorientali dopo l’11 settembre 2001 (Afghanistan, Iraq, Yemen, Corno d’Africa, Libia, Siria, ecc.), per le recenti crociate contro le migrazioni nel Mediterraneo.

Infine è stata la volta del MUOS di Niscemi, della base di Sigonella promossa da Washington e Bruxelles a capitale mondiale dei droni e del dislocamento, sempre a Sigonella della neocostituita forza di pronto intervento del Corpo dei marines, sempre più impegnata nei blitz e in operazioni sporche top secret in Nord Africa e Somalia. Un’escalation senza fine, purtroppo, del processo di militarizzazione che ha avuto effetti devastanti per la società, l’economia e la politica siciliana e che temo già nei prossimi mesi avrà altri e più pericolosi effetti nel vissuto di tutti i siciliani.

2) Contro il MUOS è nato un forte movimento di cittadini che da un lato si battono per un Mediterraneo di pace, dall’altro condividono un’idea di crescita e di sviluppo che non distrugga il territorio e i suoi abitanti. Il movimento fa ormai storia a sé, per le energie che ha mobilitato e per l’attenzione che ha alimentato anche rispetto ad altre aree interessate dagli affetti della militarizzazione del territorio. A fine gennaio il movimento sembrava sconfitto, ma il 23 febbraio è arrivata la sentenza del TAR. In cosa consiste esattamente la decisione del tribunale?

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto del tutto fondati i ricorsi presentati da Legambiente e dai Comitati No MUOS contro i provvedimenti della Regione Siciliana, presieduta da Rosario Crocetta, che il 24 luglio 2013 avevano revocato lo stop ai lavori di costruzione del megaimpianto militare ordinato dalla stessa regione il 29 marzo precedente. Concretamente, il TAR di Palermo ha evidenziato come le autorità regionali abbiano fondato i loro atti senza seri e oggettivi studi sui rischi del MUOS per la popolazione e l’ambiente e sul traffico aereo di ben tre scali siciliani, Comiso, Catania-Fontanarossa e Sigonella. Il terminale terrestre del MUOS, realizzato all’interno di un’area protetta, la sughereta di Niscemi, è dunque abusivo e illegittimo.

3) Si può dire che, alla fine, le lotte pagano?

Le lotte, quando hanno obiettivi chiari e netti, rifiutano la delega alla politica “istituzionale” e formale, sono autorganizzate e autogestite e sperimentano pratiche coerenti (azioni dirette, disobbedienza civile, ecc.) pagano sempre. E se anche alla fine arriva una sconfitta, i movimenti si autorigenerano per affrontare nuove campagne, opporsi ad altri crimini della globalizzazione e dello sviluppo capitalista. Seminano democrazia, autogestione, voglia di esserci e decidere. Sono sempre e comunque una grande scuola di partecipazione e democrazia diretta.

4) Cosa succederà adesso, dopo questa sentenza?

Bisogna essere sinceri sugli effetti reali della storica sentenza del Tar. Sapevamo di avere ragione su tutti i 1.000 motivi per opporci all’installazione del MUOS e non abbiamo mai dubitato che alla fine il Tar avrebbe accolto le tesi dei legali no MUOS.

Ma non ci siamo mai fatti illusioni: solo la lotta dei volti, dei sorrisi e dei corpi potrà liberarci dal MUOStro di Niscemi e imporre al governo nazionale e regionale un cambio a 360 gradi delle scelte politiche in ambito internazionale.

La sentenza legittima ulteriormente il senso e le pratiche delle nostre lotte e ci consente ad affrontare a testa alta nuove e più difficili campagne di mobilitazione per la pace, contro le basi militari che soffocano l’Isola e per poter affermare l’Utopia di un’Isola che sia davvero il ponte di pace di tutti i popoli del Mediterraneo.

Infine discredita ulteriormente i mille provvedimenti restrittivi e la gratuita violenza delle forze dell’ordine, il clima fortemente repressivo e fascistoide instaurato a Niscemi contro le attiviste e gli attivisti No MUOS. Si è colpito il Movimento a suon di botte e denunce mentre si sono chiusi entrambi gli occhi di fronte le gravi e comprovate violazioni commesse nei lavori e l’infiltrazione mafiosa nei cantieri del MUOS.

5) In uno dei tuoi ultimi articoli ti sei occupato del riposizionamento delle basi e degli uomini dell’esercito degli Stati Uniti in Europa. Che conclusioni ne hai tratto? Quanto c’entrano queste decisioni con le “guerre globali del XXI secolo” e quanto con la situazione in Ucraina?

Beh direi che le scelte di riposizionamento della Nato e degli Stati Uniti d’America sul Fronte Sud (Spagna e Italia) e ad Est sono l’ultimo tassello di una feroce campagna di riarmo, di potenziamento dell’apparato bellico e di affinamento delle strategie geo-militari globali avviata progressivamente dopo il 1989 e resasi ancora più acuta dopo il 2001.

Il rafforzamento del dispositivo bellico multinazionale in Georgia, Repubbliche baltiche, Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Ucraina non è iniziato purtroppo con le violenze dei fascisti filo-governativi in Crimea e nell’Est dell’Ucraina; è un processo lungo, intrapreso scientificamente da Washington e le grandi potenze europee dopo al caduta del Muro di Berlino, con finalità neocoloniali per asservire al Capitale occidentale le economie dei paesi dell’Est Europa e accerchiare e soffocare il gigante russo. Con le conseguenze orribili per i popoli orientali che oggi sono sotto gli occhi tutti.

Antonio Mazzeo ha pubblicato nel 2010 I padrini del ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina (Edizioni Alegre) e nel 2013 Il MUOStro di Niscemi. Per le guerre globali del XXI secolo (editpress). I suoi articoli sono pubblicati, oltre che sul blog, anche sulle riviste on-line www.girodivite.it e www.isiciliani.it


Intervista a cura di Pina La Villa, pubblicata il 23 febbraio 2015 in www.ricostruirepc.it., http://www.ricostruirepc.it/dalla-sicilia-alle-guerre-globali-intervista-ad-antonio-mazzeo/

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