I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

sabato 25 settembre 2010

Contractors Usa, la Vicenza Connection

I lavori nella nuova base americana I lavori nella nuova base americana
Dire che industrie ed enti di Vicenza abbiano consolidati rapporti d'affari con l'esercito Usa è scoprire l'acqua calda. E in questi anni di roventi polemiche sulla nuova base americana al Dal Molin sono stati versati fiumi d'inchiostro sull'indotto, gli "schei" che i militari del Pentagono farebbero piovere attraverso appalti, subappalti e affitti. A tutt'oggi, la fetta più grossa (245 milioni di euro per la costruzione degli edifici) se la sono aggiudicata la Cmc di Ravenna e la Ccc di Bologna, le due maggiori cooperative (ex) rosse legate al Partito Democratico. Per i subappalti finora si sa solo della Isnardo Carta di Montecchio Precalcino, impresa di impiantistica che sta lavorando a preparare il terreno per l'edificazione. Quanto alla ricaduta immobiliare, proprio in questi giorni gli Americani stanno cercando casa attraverso banali inserzioni sul giornale, dopo il no del Comune di Quinto ad un nuovo villaggio a Quintarello, fra il fiume Tesina e l'autostrada Valdastico. Resta da vedere, infine, quante imprese locali saranno coinvolte nei servizi interni alla nuova caserma: alla Ederle i lavoratori civili italiani si aggirano sulle 700 e più unità.




Quote confindustriali
Ma, eccezion fatta per quest'ultimo dato e l'importo del maxi-appalto vinto dalle coop, ciò che colpisce dell'intreccio fra il comando Setaf e l'economia vicentina è la tradizionale assenza di cifre. Un ricercatore pacifista siciliano, Antonio Mazzeo, attivo da trent'anni nei movimenti no-war e anti-mafia, è riuscito a scovarne qualcuna di interessante. Segugio del click, grazie a due siti americani,http://www.fedspending.org , http://www.governmentcontractswon.com, ha ricostruito parte dei legami economici fra Dipartimento della Difesa statunitense e mondo vicentino. A cominciare dalla sua istituzione di potere più importante, l'Associazione Industriali, ramo locale di Confindustria. «Sono sei i contratti a favore dell'Associazione Industriali», scrive Mazzeo nell'articolo "La Vicenza connection delle basi Usa in Italia", inviato a testate e movimenti in tutta Italia: «I primi due risalgono al 2004 (uno con la causale "Policy Review/Development Services", valore 3.277 dollari e l'altro "Other Education and Training Services" per 300 dollari); uno è del 2005 ("Other Professional Services" per 3.277 dollari); un altro ancora del 2007 ("Technical Assistance" per 4.572 dollari); gli ultimi due per "servizi" non meglio specificati ed un valore complessivo di 5.691 dollari recano la data del 15 luglio 2008». In realtà, come ci dicono a Palazzo Bonin Longare, la Setaf dal 1996 è iscritta ad Assindustria come una qualsiasi altra impresa presente sul territorio berico. Solo che gli Americani contrattualizzano tutto, e perciò il versamento delle quote associative risultano come contratti. Il cui ammontare, difatti, è poca cosa: al massimo 5 mila e rotti euro in un anno. I servizi cui Mazzeo si riferisce sono quelli offerti agli associati: consulenze fiscali, informazioni finanziarie, eccetera.
Gemmo sicula
Gemmo spa Gemmo spa
Molto più significative ma già note sono le ingenti somme di dollari conquistate da ditte vicentine inserite nel giro dei contractors di fiducia del Pentagono. Prime fra tutte la Gemmo Spa di Arcugnano (ricordiamo che Irene Gemmo, molto vicina al governatore Giancarlo Galan, è la presidente uscente della finanziaria Veneto Sviluppo). Scrive Mazzeo: «Nel solo periodo compreso tra il 2000 e il 2007, la Gemmo ha eseguito per conto delle forze armate Usa lavori per oltre 36.848.000 dollari. Settantatre i contratti sottoscritti per interventi che spaziano dalla realizzazione d'infrastrutture ed edifici per le truppe, alla manutenzione di piste aree, la riparazione di oleodotti, l'esecuzione di servizi vari come la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, la derattizzazione, ecc..». Battuta nella gara per la bonifica dell'area Dal Molin, la Gemmo «si è prontamente rifatta in Sicilia, ottenendo in consorzio i lavori per l'installazione entro il 2010 di tre potentissime antenne radar del nuovo sistema satellitare a microonde MUOS nel Centro di trasmissione dell'US Navy di Niscemi (Caltanissetta). Il MUOS servirà per i collegamenti con i Centri di Comando e Controllo delle forze armate USA, i gruppi operativi terrestri e marittimi in combattimento, i cacciabombardieri in volo e gli aerei senza pilota "Global Hawk" che stanno per diventare operativi nella vicina base di Sigonella. Il consorzio ha il nome di "Team MUOS Niscemi", ma la sua sede è ad Arcugnano, in viale dell'Industria 2, lo stesso indirizzo degli uffici centrali della Gemmo S.p.A». Ma il business in Sicilia non finisce qui: « Con un secondo consorzio ("Team Bos Sigonella"), presenti la "LA.RA. Costruzioni" di Motta Sant'Anastasia (Catania) e la statunitense Del-Jen Inc., la società vicentina ha sottoscritto un contratto per 16 milioni di dollari per l'"esecuzione, supervisione, trasporto di armamenti, materiali ed attrezzature necessarie ai servizi operativi e di supporto", la "gestione ed amministrazione dei servizi ambientali" e il "controllo delle sostanze nocive, la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti" nella stazione aeronavale di Sigonella e nelle installazioni siciliane collegate, prime fra tutte il complesso portuale di Augusta (base di appoggio per portaerei e sottomarini nucleari), la stazione di telecomunicazione di Niscemi e il Pachino Target Range, in località Marza (Siracusa), centro di supporto per le esercitazioni aeree e navali USA e NATO nel Mediterraneo centrale. Il consorzio aspira tuttavia ad ottenere un'estensione del contratto almeno sino al 2013 ed incassare così 96 milioni di dollari».

Maltauro pigliatutto
Maltauro spa Maltauro spa
L'altro colosso palladiano che macina utili grazie alle servitù militari americane è la Maltauro. Secondo Mazzeo, «sedici contratti per un valore complessivo di 12.410.282 dollari è il bottino incamerato grazie alle basi USA dall'Impresa Costruzioni Maltauro», che all'interno della Ederle 1 «ha realizzato un centro d'intrattenimento di 3.000 mq per i soldati e le famiglie statunitensi, dotato di 16 piste da bowling, due sale giochi, due sale meeting, una cucina con area self-service, un bar e diversi uffici amministrativi. Un altro complesso ricreativo è stato realizzato all'interno della base aerea di Aviano (Pordenone). Nell'ambito del cosiddetto "Piano Aviano 2000" avviato da Washington per potenziare le infrastrutture e le funzioni dello scalo friulano, la società vicentina sta realizzando un edificio di circa 1.000 mq per nuovi uffici operativi e ristrutturando tre aree destinate a parcheggio, ricovero ed officine dei cacciabombardieri a capacità nucleare dell'US Air Force. I lavori per un ammontare di 11.514.816,40 euro, sono iniziati nel gennaio 2007 e avranno una durata di circa quattro anni». Poi c'è la new town di Caldogno. Quello che non è riuscito a Quinto, infatti, pare avverarsi nella cittadina confinante con la zona dove sorgerà il Dal Molin a stelle e strisce: «Tra i progetti in pole position quello per centinaia di milioni di euro che la Maltauro sta eseguendo a Caldogno, comune che dista pochi chilometri dall'ex aeroscalo vicentino. I lavori, autorizzati dall'amministrazione locale il 3 dicembre 2007, prevedono la costruzione di due blocchi per 76 unità abitative di lusso, un grande centro commerciale, bar, ristoranti, negozi, centri fitness, impianti di calcetto e finanche una piscina olimpionica». Per finire in bellezza, il siciliano Mazzeo rammenta i piani della Maltauro in Sicilia: «Ancora più ambizioso è il piano presentato dalla stessa società a Lentini, in Sicilia, per un "complesso insediativo chiuso ad uso collettivo", destinato ad "esclusiva residenza temporanea dei militari americani della base US Navy di Sigonella". In due terreni per complessivi 91,5 ettari, il cui cambio di destinazione d'uso è stato autorizzato dal Comune il 18 aprile 2006, la Maltauro intende realizzare "1.000 casette a schiera unifamiliari con annesso verde privato e parcheggi, un residence per la sistemazione temporanea per i militari in attesa dell'alloggio definitivo, attrezzature ad uso collettivo per l'istruzione, lo svago e il terziario, impianti sportivi, relative opere di urbanizzazione primaria e un sistema di guardiole per il presidio di controllo e sicurezza". Si prevede un investimento per oltre 300 milioni di euro con l'insediamento di 6.800 abitanti e un volume complessivo di 670.000 metri cubi di costruzioni ed una superficie coperta di 195,000 mq.. Una vera e propria città satellite in un'area di particolare pregio paesaggistico, storico e naturale, a cui potrebbero aggiungersi le opere viarie e i servizi per "rendere facilmente fruibile" ai militari USA il lago di Lentini, Sito di Interesse Comunitario (Sic) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) della Provincia Regionale di Siracusa. Per l'affaire di Lentini, la Maltauro ha costituito ad hoc la "Scirumi S.r.l.", congiuntamente ad una società nella titolarità dei cinque figli del cavaliere Mario Ciancio, editore-proprietario del quotidiano La Sicilia e di numerose emittenti radiotelevisive siciliane, nonché azionista degli altri due quotidiani regionali, il Giornale di Sicilia e la Gazzetta del Sud». A Lentini, tra l'altro, la Gemmo ha ottenuto nell'agosto 2008 l'assegnazione dell'illuminazione comunale per cinque anni, con un canone annuo di 484.665,98 euro.

Fra Genova e San Biagio
Altri gruppi segnalati da Mazzeo sono la Thiene Costruzioni Srl di Longare, che tra il 2000 e il 2007 si è accaparrata sei contratti per la realizzazione e la manutenzione di edifici del personale US Army di Vicenza, per un ammontare complessivo di 2.094.056 dollari; e, sempre iscritta alla Confindustria vicentina, la Ignazio Messina & C. S.p.A. di Genova (sic), uno dei maggiori nomi nel settore della navigazione, che nel 2003 «per il trasporto di uomini, mezzi e sistemi d'arma destinati al teatro di guerra iracheno, ha ricevuto 16.927.443 dollari dal Military Sealift Command delle forze armate USA». In ultimo, da annotare nella speciale lista delle società contrattate dalle agenzie del Pentagono ci sono pure «l'ACI Leasing Vicenza S.r.l. (300.000 dollari per "servizi vari" offerti nel 2003) e la Camping Vicenza Sport (36.031 dollari per l'utilizzo di strutture alberghiere tra il 2004 e il 2007)».
E gli enti e le società pubbliche? Secondo Mazzeo, la multiservizi del Comune capoluogo, l'Aim, «risulta aver ricevuto 739.654 dollari direttamente dall'US Army. Due i pagamenti contabilizzati, presumibilmente in cambio della fornitura di energia elettrica: il primo nel 2006 per soli 14.309 dollari, il secondo in data 10 dicembre 2007 per 725.345 dollari». Cercare di avere una conferma o smentita da San Biagio è fatica sprecata: la regola è che "non si può parlare dei contratti coi clienti per tutelare la privacy". Mistero fitto anche sul deposito di Longare, anche se Mazzeo assicura: «per la "raccolta e lo smaltimento di rifiuti solidi", 40.753 dollari sono invece finiti direttamente nelle casse del Comune di Longare, il cui territorio ospita una base sotterranea delle forze armate Usa, utilizzata come deposito di testate nucleari tattiche che dopo essere stata parzialmente smantellata ma mai bonificata, è stata segretamente riattivata lo scorso anno». Persino l'ospedale San Bortolo avrebbe ricevuto (quattro) soldi americani: «l'Unità locale socio-sanitaria numero 6 di Vicenza che a partire dal 2004 ha ricevuto 4.146 dollari per la fornitura di prestazioni mediche e 2.504 dollari per ignoti "servizi di formazione e training"». Conclude Mazzeo: gli Americani si confermano lungimiranti «fabbricanti del consenso» a suon di dollari. Senza rendersi conto, così facendo, di fornire argomenti a chi sostiene la teoria dell'indotto. Quando invece bisognerebbe elencare, come ad esempio ha già fatto egregiamente l'ingegner Guglielmo Vernau, i costi che la comunità vicentina e lo Stato italiano dovrà accollarsi per far insediare al Dal Molin i parà della 173sima brigata aviotrasportata. Costi economici (per gli allacciamenti e le condutture, per la tangenziale nord), ambientali (rischio inquinamento della falda, smog, perdita di un possibile polmone verde) e politici (volontà popolare calpestata, sovranità nazionale offesa, legalità violata).

Alessio Mannino
Articolo pubblicato sul numero 168 di VicenzaPiù, domenica 25 Ottobre 2009

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