I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

giovedì 23 settembre 2010

In Sicilia Centro manutenzione dei Global Hawk delle forze armate USA

Lo scontro tra il Pentagono e il Congresso degli Stati Uniti d’America è andato avanti per quattro anni. Alla fine, però, l’hanno spuntata i falchi della difesa e più di 31 milioni di dollari sono stati riservati per realizzare a Sigonella un megacomplesso per le attività di manutenzione dei Global Hawk, gli aerei senza pilota in dotazione alle forze armate USA. A perorarne l’«importanza strategica» per gli interessi planetari di Washington era scesa in campo perfino la vicesegretaria del Dipartimento della difesa Kathleen Ferguson, che in una audizione nel giugno 2009, aveva chiesto ai membri del Congresso di non bloccare ancora una volta i fondi per il grande hangar-officina di Sigonella. Tre mesi più tardi, il Dipartimento della difesa aveva inviato un appello ad Ike Skelton, presidente del Comitato per i servizi armati della Camera dei rappresentanti, definendo il progetto una delle «priorità maggiori» delle forze amate per l’anno fiscale 2010. 
«Il Senato sta ritardando l’approvazione di un nuovo hangar nella base aeronavale di Sigonella che deve supportare l’aereo senza pilota Global Hawk», si legge nel rapporto-appello del Pentagono. «Il Comitato per gli acquisti militari sostiene che le infrastrutture della Marina USA ospitate a Sigonella sono oggi sotto-utilizzate e possono pertanto sostenere la domanda a breve termine, quando giungerà il primo sistema Global Hawk. Il Comitato raccomanda di posticipare l’investimento per le facilities di volo aggiuntive a NAS Sigonella perlomeno sino a quando la Quadrennial Defense Review non chiarisca il futuro dei nuovi pattugliatori marittimi P-8 dell’US Navy e degli ulteriori programmi per gli aerei senza pilota. Il Dipartimento della difesa si oppone a questa visione del Senato in quanto le infrastrutture di Sigonella sono inadeguate e non possono ospitare assolutamente il programma del Comando di Guerra “High Altitude Transition - HAT” con cui l’US Air Force sta progressivamente sostituendo nell’area operative dell’US EUCOM i velivoli-spia Lockheed Martin U-2 con i velivoli senza pilota Global Hawk».
«I sistemi elettronici altamente sensibili del Global Hawk – prosegue la nota della Difesa - devono essere ospitati all’interno di un hangar con condizioni climatiche sotto controllo e le odierne facilities della base italiana non rispondono a queste condizioni. L’US Air Force avverte poi che “la mancanza di idonee infrastrutture limiterà severamente la manutenzione e le riparazioni in accordo con le richieste tecniche e così i velivoli non saranno in grado di eseguire le loro fondamentali missioni di riconoscimento nel teatro europeo. Ciò potrà anche rappresentare un significativo degrado delle capacità e della vita operativa del velivolo e la crescita dei rischi di essere oggetto di un serio incidente”. Ritardare ulteriormente la costruzione di questo hangar avrà inoltre impatti negativi sui tempi operativi del Global Hawk e ridurrà il numero delle sortite possibili per rispondere alle richieste del Comando di Guerra».
A fine 2009, la richiesta del Dipartimento della difesa è stata accolta dal Congresso che ha autorizzato lo stanziamento di 31.300.000 dollari per la realizzazione del soprannominato “Global Hawk Aircraft Maintanance and Operations Complex”. L’11 aprile 2010 il Comando d’Ingegneria navale per l’Europa, l’Africa e l’Asia sud-orientale (NAVFAC EURAFSWA), un’agenzia del Dipartimento della Marina militare, ha pubblicato il bando di gara per i lavori, invitando i contractor privati a presentare le offerte per la «costruzione a Sigonella di un nuovo hangar con una superficie di 5.700 metri quadri e quattro compartimenti per le attività di manutenzione, riparazione ed ispezione dei velivoli senza pilota e l’installazione di generatori elettrici, sistemi idrici e dei sistemi anti-terrorismo». Dalla scheda analitica predisposta dall’Air Force Command si evince che nel nuovo complesso saranno pure ospitati uffici, centri amministrativi, officine e attrezzature varie, nonché saranno stoccate le componenti aeree a supporto dei velivoli Global Hawk». I tempi previsti per il completare le opere sono stimati in 820 giorni, mentre il valore del progetto va da «un minimo di 25 milioni di dollari ad un massimo di 100 milioni».
Con la realizzazione del Global Hawk Aircraft Maintanance and Operations Complex, Sigonella rafforza il proprio status di “capitale mondiale operativa” dei micidiali velivoli senza pilota UAV già in dotazione alle forze armate USA e che presto saranno acquisiti dalla NATO. Il primo Global Hawk è atterrato nei giorni scorsi nella base siciliana, ma stando alle previsioni dei general manager della Northrop Grumman, l’azienda produttrice, entro il 2013-2014 Sigonella ospiterà sino ad una ventina di UAV. Mentre il Parlamento continua ad essere tenuto all’oscuro sui progetti di riarmo e militarizzazione del territorio italiano, nuove indiscrezioni trapelano dagli Stati Uniti d’America. Il Global Hawk giunto in Sicilia appartiene alla versione “Block 30I” «ottimizzata oltre che per la sorveglianza radar anche per la raccolta d’immagini ad alta definizione diurne e all’infrarosso grazie all’Enanched Integrated Sensor Suite messa a punto da Raytheon», spiega George Guerra, vice-presidente di HALE-Northrop Grumman. Guerra ammette che ci sono stati ritardi nel completamento dei più sofisticati sistemi elettronici del velivolo e che il “Block 30” «non può ancora svolgere funzioni di multi-intelligence, non disponendo per ora del previsto Airborne Signals Intelligence Payload che installeremo prossimamente».
Il colonnello Ricky Thomas, direttore del programma Global Hawk dell’US Air Force, spiega che per il loro funzionamento a Sigonella «opereranno stabilmente 66 militari dell’US Air Force e 40 dipendenti civili della Northrop Grumman». In una prima fase i “piloti” che guideranno da terra le missioni degli UAV potrebbero utilizzare come centro di comando e controllo le infrastrutture dell’aeronautica statunitense ospitate nella grande base di Ramstein (Germania). «Oltre all’US Air Force – aggiunge il colonnello Thomas -  anche l’US Navy è intenzionata a installare nella base siciliana i Global Hawk ordinati nell’ambito del suo nuovo programma di sorveglianza aereo-marittima BAMS, mentre la NATO prevede di trasferire in Sicilia 8 Global Hawk nella versione “Block 40” con il nuovo sistema di sorveglianza terrestre alleato AGS (Alliance Ground Surveillance)».
Qualche mese fa, US Navy e Air Force hanno sottoscritto un accordo per coordinare gli sforzi per lo sviluppo dei reciprochi sistemi UAV destinati allo spionaggio e alla conduzione di nuove guerre nei principali scacchieri internazionali. «La Marina militare prevede l’integrazione dei pattugliatori P-3 “Orion” (9 dei quali ospitati a Sigonella n.d.a.) nel programma BAMS», spiega il capitano Bob Dishman, direttore del nuovo programma di sorveglianza aeronavale dell’US Navy. «Contemporaneamente avvieremo la sostituzione dei P-3 con i nuovi pattugliatori marittimi multi-missioni P-8A “Poseidon” e la loro integrazione nel BAMS. Abbiamo poi deciso di dotarci dei velivoli Global Hawk già acquistati dall’US Air Force. Sarà così possibile condividere con l’aeronautica le opportunità di addestramento e le infrastrutture logistiche. Tra le principali basi che abbiamo individuato come hub operativi comuni ci sono quelle di Andersen (Guam) e la Naval Air Station di Sigonella (Italia)». Per il generale David Deptula, capo dello staff d’intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) dell’US Air Force, la condivisione di basi, aree logistiche e manutenzione e centri di comando e controllo, potrebbe avere come effetto il potenziamento dell’efficienza delle due forze armate. «Per esempio – afferma Deptula – l’installazione di ambedue I sistemi UAV a Sigonella, consentirebbe spostamenti più rapidi per accedere al teatro europeo e, possibilmente, in Medio oriente».
Il programma Global Hawk varato dalla Marina USA ha un valore complessivo di 3,74 miliardi di dollari. In una prima fase (2015) è prevista la fornitura da parte di Northrop Grumman di 68 velivoli per un valore di 1,16 miliardi di dollari.

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