I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

mercoledì 16 marzo 2016

Droni. Dalla Sicilia con Slancio


Grandi manovre a Sigonella. E grandi ampliamenti. La costruzione di una SATCOM Antenna Relay facility necessaria per collegare le stazioni terrestri presenti negli Stati Uniti con gli aerei senza pilota operativi nella regione dell’Oceano atlantico. Sigonella con il suo centro UAS SATCOM assicurerà un vero e proprio backup – una copia di riserva - alle trasmissioni della stazione di Ramstein. Il bando, con il codice n. 3319116r1007, prevede la demolizione e la rimozione delle vecchie infrastrutture ospitate nell’area e la realizzazione del nuovo centro per il controllo dei droni con relative strade d’accesso per un importo compreso tra i dieci e i venticinque milioni di dollari, a cui si aggiungeranno 1.225.000 dollari per varie ed eventuali…

 

La piattaforma di lancio dei raid USA e NATO con i droni killer viene promossa sul campo a terzo centro strategico mondiale per il controllo via satellite di tutte le operazioni di guerra dei velivoli senza pilota delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Entro due anni, la grande stazione aeronavale di Sigonella in Sicilia ospiterà l’UAS SATCOM Relay Facility per coordinare insieme all’installazione “sorella” di Ramstein, Germania, le operazioni di telecomunicazione satellitare con tutti i droni USA impiegati nei più sanguinosi conflitti planetari, dall’Ucraina al Caucaso, dal Corno d’Africa allo Yemen, dalla Libia al Mali, dall’Iraq alla Siria, dall’Afghanistan al Pakistan. Concretamente, il centro UAS SATCOM di Sigonella assicurerà un vero e proprio backup alle trasmissioni della stazione di Ramstein, una copia “indispensabile” nel caso in cui si registrassero interruzioni o difficoltà nel flusso dei segnali diretti ai satelliti militari operanti nello spazio in banda Ku, alla grande base aerea di Creech (Nevada), la principale instalalzione di US Air Force per le operazioni con gli aerei senza pilota e alle numerose basi aeree da cui decollano quotidianamente i più moderni strumenti di guerra automatizzati (Akrotiri, Cipro; Ali Al Salem, Kuwait; Batman, Incirlik e Sivrihisar, Turchia; Niamey, Niger; Chabelly, Gibuti; Risalpur, Pakistan; Balad, Iraq; Al Dhafra, Emirati Arabi Uniti; Arba Minch, Etiopia; Jalalabad, Kandahar e Khost, Afganistan; Um Almalh, Arabia Saudita).

Si deve dunque guardare all’UAS SATCOM Relay Facility di Ramstein per comprendere quali saranno le funzioni, le responsabilità, gli interventi e i conseguenti crimini che saranno affidati dal Pentagono alla grande infrastruttura siciliana. Realizzato dopo una specifica autorizzazione del ministero tedesco della difesa nell’aprile 2010, il centro di controllo delle operazioni di volo dei droni di Ramstein ha operato sin dall’anno successivo per conto di US Air Force e di US Africom (il comando delle forze armate statunitensi per le operazioni nel continente africano, attivato a Stoccarda nel 2008) nell’individuazione dei target e nella pianificazione degli attacchi in Africa e Medio Oriente.

Nell’aprile 2015 è stata una lunga inchiesta del settimanale Spiegel ad analizzare minuziosamente il ruolo chiave della stazione tedesca di controllo delle telecomunicazioni satellitari nella cosiddetta “guerra globale al terrorismo” scatenata dal presidente premio Nobel per la pace Barack Obama. Grazie all’acquisizione di documenti top secret provenienti dalle centrali dell’intelligence USA datati luglio 2012, i giornalisti di Spiegel hanno accertato che l’installazione di Ramstein è “al centro di ogni attacco di droni dell’US Air Force”. “La stazione UAS SATCOM di Ramstein è il punto focale per le comunicazioni con i velivoli senza pilota”, spiegava poi Dan Gettinger, co-direttore del Center for the Study of the Drone del Bard College di New York. “Anche se i piloti stanno seduti nelle basi aeree in Nevada, Arizona o Missouri, e anche se gli obiettivi sono localizzati in Corno d’Africa o nella Penisola Arabica, il quartiere generale dell’US Air Force di Ramstein è sempre più coinvolto. I diagrammi pubblicati dai servizi d’intelligence rivelano come esistano al mondo due luoghi indispensabili per la guerra dei droni: Ramstein e la base aerea di Creech, in un’area ermeticamente sigillata nel deserto del Nevada a un’ora d’auto da Las Vegas, che serve da hub di trasmissione per una decina di basi dell’aeronautica militare di diversi Stati USA. Attualmente i cable in fibra ottica garantiscono la rapida trasmissione dei dati, che sono anche inviati alla National Security Agency e all’Air and Space Operation Center (AOC) di Ramstein”.

Al centro per le operazioni aero-spaziali ospitato in Germania, più di 500 militari statunitensi effettuano 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, il monitoraggio dello spazio aereo di tutta Europa e del continente africano. “Una volta che la connessione è stata stabilita tra i piloti dei droni in Nevada e l’AOC di Ramstein, i comandi sono dirottati dalla base tedesca ai satelliti”, aggiunge il settimanale Spiegel. “Dallo spazio essi sono poi trasmessi ai droni. E qui è quando l’installazione geografica di Ramstein entra in gioco. Nessun satellite che ruota intorno alla Terra ha l’abilità di inviare direttamente un segnale dal Pakistan agli Stati Uniti. La distanza è enorme e la curvature della Terra sono troppo grandi. Senza un secondo trasmettitore satellitare, accrescerebbe il tempo di latenza del flusso dei dati e sarebbe impossibile avere risposte celeri e manovre precise perché le immagini video dal drone non giungerebbero in tempo reale agli Stati Uniti. In altre parole, senza l’assistenza da Ramstein, è come se i piloti operassero più o meno alla cieca”. Con l’entrata in funzione dell’UAS SATCOM Relay Facility di Sigonella, i sistemi di comando e controllo dei velivoli-killer opereranno con ulteriore precisione ma soprattutto si eviteranno gli effetti negativi di eventuali black-out ai network di guerra architettati dai moderni dottor Stranamore di Washington e dintorni.   

Il bando di gara per la realizzazione a NAS 2 Sigonella della “stazione gemella” per le telecomunicazioni via satellite del Sistema degli aerei senza pilota (Unmanned Aircraft System - UAS) è stato pubblicato il 14 novembre 2015 dal Naval Facilities Engineering Command Office per l’Europa e l’Asia sud-occidentale della Marina militare Usa con sede a Napoli. Il bando, classificato con il codice n. 3319116r1007, prevede la demolizione e la rimozione delle vecchie infrastrutture ospitate nell’area e la realizzazione del nuovo centro per il controllo dei droni con relative strade d’accesso per un  importo compreso tra i 10 e i 25 milioni di dollari, a cui si aggiungeranno 1.225.000 dollari per l’acquisto delle apparecchiature destinate al sistema di comando, controllo e telecomunicazione. La società contractor dovrà consegnare i lavori entro 550 giorni dalla stipula dell’accordo con il Dipartimento della marina statunitense.

Il nuovo sito di trasmissione occuperà un’area di 1.200 metri quadri circa. “Nel nuovo centro saranno installati dodici ripetitori UAS SATCCOM con antenne, macchinari e generatori di potenza con la possibilità di aggiungere altri otto ripetitori della stessa tipologia”, è riportato nella scheda progettuale fornita dal Dipartimento della difesa. “Il progetto prevede inoltre tutti i sistemi infrastrutturali, meccanici, elettrici, stradali, di prevenzione incendi ed allarme per supportare il sito per le comunicazioni satellitari”.

“La costruzione di una SATCOM Antenna Relay facility a Sigonella è necessaria per supportare i link di comando dei velivoli controllati a distanza, in modo da collegare le stazioni terrestre presenti negli Stati Uniti con gli aerei senza pilota operativi nella regione dell’Oceano atlantico”, aggiunge il Pentagono. “Il sito di Sigonella garantirà la metà delle trasmissioni del Sistema dei velivoli senza pilota UAS e opererà in appoggio al sito di Ramstein (Germania). Con il completamento di questo progetto saranno soddisfatte le richieste a lungo termine di ripetitori SATCOM per i “Predator” (MQ-1), i “Reaper” (MQ-9) e i “Global Hawk” (RQ-4). Il nuovo sito supporterà inoltre il sistema si sorveglianza aeronavale con velivoli senza pilota UAV Broad Area Maritime Surveillance (BAMS) di US Navy e le missioni speciali del Big Safari di US Air Force”. Il programma BAMS vede l’acquisizione di una quarantina di droni di ultima generazione “Global Hawk” da schierare nelle stazioni aeronavali di Jacksonville (Florida), Kadena (Giappone), Diego Garcia, Hawaii e Sigonella; il Big Safari è invece un articolato programma di acquisizione, gestione, potenziamento di speciali sistemi d’arma avanzati (velivoli senza pilota, grandi aerei da trasporto e per le operazioni d’intelligence e riconoscimento, ecc.) coordinato dal 645th Aeronautical Systems Group dell’US Air Force con sede a Wright-Patterson (Ohio) e infrastrutture di supporto nelle basi aeree di Hanscom (Massachusetts) e Greenville (Texas).

All’implementazione del programma che sancirà il ruolo di Sigonella come capitale mondiale dei droni partecipano ancora una volta le società statunitensi e italiane che hanno progettato quasi tutte le installazioni di proprietà e uso esclusivo delle forze armate USA in Italia. La scheda progettuale dell’UAS SATCOM Relay Facility di Sigonella è stata predisposta dalla società di architettura, ingegneria e design RLF and Transystems con sede a Winter Park, Orlando, Florida. Fondata nel 1935 dal noto architetto James Gamble Rogers II, la RLF and Transystems è una dei maggiori contractor del Dipartimento della difesa per il design di installazioni militari in territorio italiano (8.552.071 dollari di contratti firmati negli ultimi quattro anni).

Quasi tutte le infrastrutture realizzate a Sigonella nell’ultimo ventennio grazie allo stanziamento di oltre un miliardo di dollari con il cosiddetto programma “Mega”, recano la firma dei progettisti di RLF and Transystems. In particolare, la società della Florida ha disegnato l’Aircraft Hangar Maintanance and Operations Complex, il complesso per le operazioni e la manutenzione dei veicoli da guerra – aerei e terrestri - che le forze armate USA schierano nella base siciliana, utilizzato anche dalle forze NATO; il P-635 Base Ops Support I, otto infrastrutture primarie in tre diverse aree di NAS 2 destinate ad ospitare officine riparazione veicoli, uffici vari, stazioni di carburante, depositi per il trasferimento di rifiuti pericolosi, ecc.; il Morale, Wellness and Recreation (MWR) Complex, il complesso destinato alle attività ricreative, sportive e culturali del personale USA, con due sale di proiezione cinematografiche, palestre, un superbowling, ristoranti, fast food e una piscina all’aperto. Per la cronaca, la realizzazione di tutte queste opere è stata affidata sempre e solo alla CMC – Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna, azienda leader di LegaCoop.

RLF and Transystems ha pure progettato la moderna versione di NAS 1, la porzione di stazione aeronavale che la Marina USA installò in Sicilia a fine anni ’50 in un’area poco distante dall’odierno scalo aeroportuale, già utilizzata dalle forze alleate dopo lo Sbarco in Sicilia del 1943. Dopo la demolizione di ben 39 vecchi edifici militari, a Sigonella - NAS 1, la società d’architettura ha previsto sette grandi costruzioni da adibire ad alloggi, uffici, centri comunitari, amministrativi ed educativi e una cappella per le funzioni religiose, con annessi due grandi impianti per la produzione e la distribuzione di energia elettrica.

Al design dell’UAS SATCOM Relay Pads and Facility di Sigonella ha pure collaborato in qualità di “consulente italiana” la Nesco International Srl, una società di ingegneria costituita a Roma nel 1986, in grado di offrire un’ampia gamma di servizi, dalla progettazione di opere infrastrutturali, alle indagini e agli studi di fattibilità, alla direzione lavori. Anche nel caso della Nesco International siamo di fronte ad un’azienda di assoluta fiducia del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America: dal 2000 ad oggi, essa ha ottenuto infatti ben 13 contratti per studi, consulenze e servizi per un ammontare di 5.587.649 dollari nelle basi militari USA di Napoli Capodichino, La Maddalena, Sigonella, Camp Ederle (Vicenza), Camp Darby (Livorno), Aviano (Pordenone) e del nuovo complesso “Dal Molin” di Vicenza, dove è stata trasferita la 173^ Brigata di fanteria aviotrasportata dell’esercito USA proveniente in buona parte dalla Germania.

A certificare la “qualità ambientale” dell’UAS SATCOM Relay Pads and Facility di Sigonella è stato infine l’architetto romano Paolo Bongi. “Avendo partecipato alla progettazione del progetto nella Naval Station II, Sigonella, Sicily, Italy, e avendo esaminato accuratamente i documenti contrattuali completi, dichiaro che il progetto delle infrastrutture è conforme a tutte le norme e leggi italiane applicabili”, ha dichiarato per iscritto il professionista il 25 luglio 2014. Project Manager presso Banca Mediolanum, l’architetto Paolo Brogi vanta nel suo curriculum “un’esperienza pluriannuale come progettista e consulente per certificazioni in conformità alle norme e alle leggi italiane applicabili per progetti USA/NATO/US NAVY in Italia”. In verità, dal gennaio 1994 al febbraio 2002, cioè per 8 anni e 2 mesi, Brogi è stato alle dipendenze della Nesco International in qualità di “project manager, disegnatore, progettista e coordinatore capitolati tecnici Italiani e USA per diverse basi NATO presenti in Italia: Capodichino, Camp Derby, Caserma Ederle, Aviano, Sigonella”. Nel febbraio 2000, l’architetto-certificatore ambientale del super-centro dei droni di Sigonella ebbe pure l’onore di relazionare sulle normative tecniche USA e italiane in una conferenza internazionale organizzata proprio nella sede della RLF and Transystems di Orlando, Florida.

 
Articolo pubblicato in Casablanca, n. 43, gennaio-marzo 2016. https://issuu.com/casablanca_sicilia/docs/cb43/35?e=1081625/30000297 

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