I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

mercoledì 27 ottobre 2010

Le forze armate USA si riprenderanno Comiso?

Il Comandante della base di Sigonella annuncia "l'ipotesi" di riutilizzare a fini militari l'aeroporto di Comiso. Alla vigilia dei lavori di realizzazione dello scalo civile la spada di Damocle di un nuovo processo di militarizzazione della Sicilia orientale.

Una commissione di esperti statunitensi del Comando europeo interforze (Eucom) sta valutando “l’opportunità” che la ex base missilistica nucleare di Comiso possa essere riutilizzata dagli USA. Lo ha dichiarato alla stampa siciliana l’alto ufficiale Timothy Lee Davison, Comandante della Stazione aeronavale di Sigonella, la base della US Navy che sorge a pochi chilometri dalla città di Catania. “Gli esperti delle forze armate”, ha spiegato il comandante Davison, “hanno recentemente compiuto una visita di routine in tutte le basi USA in Europa, comprese quelle in Sicilia, nell’ambito di un processo di riorganizzazione delle infrastrutture nel continente”. Proprio all’interno di questo programma di potenziamento del Fianco Sud, sarebbe sorta l’ipotesi di congelare il trasferimento alle autorità italiane della parte della ex base di Comiso attualmente nella disponibilità dell’US Air Force, trasferimento che un precedente accordo bilaterale prevedeva di completare entro il gennaio 2005 al costo simbolico di un dollaro.

La dichiarazione del Comandante in capo della base di Sigonella, al centro di un vasto piano di ampliamento finalizzato presumibilmente al trasferimento di reparti USA dalla Germania, giunge alla vigilia dell’aggiudicazione dei lavori di riconversione della ex base missilistica in aeroporto civile di secondo livello. I lavori sono stati interamente finanziati con i fondi europei di Agenda 2000 e un mese fa è stato pubblicato il bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale. È prevista una spesa di 47.407.976 di Euro per realizzare una pista di atterraggio, la torre di controllo e le relative attrezzature di volo, le aree passeggeri, i parcheggi, gli uffici, la logistica, ecc… L’inaugurazione del nuovo scalo di Comiso dovrebbe avvenire entro l’ottobre 2006.

Immediata la reazione degli amministratori della provincia di Ragusa. Il sindaco di Comiso, Giuseppe Digiacomo, ha definito la notizia una “bufala elettorale”. “La realizzazione dell’aeroporto di Comiso – ha aggiunto Digiacomo - è ormai un processo irreversibile che niente e nessuno potrà mai arrestare. Inoltre il Dipartimento regionale Trasporti ha già disposto un primo accreditamento a favore del Comune di Comiso delle somme è per competenze tecniche ed espropri”.

Fu l’allora ministro della difesa Lelio Lagorio a comunicare nell’agosto 1981 la decisione della NATO di utilizzare il vecchio aeroporto “Magliocco” di Comiso per installarvi i 112 missili Cruise previsti dal programma di riarmo nucleare dell’Alleanza Atlantica. La struttura fu messa a disposizione dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti che vi insediarono il 478th Tactical Missile Wing; nonostante la massiccia mobilitazione pacifista i missili giunsero a Comiso nel dicembre 1983 e furono custoditi nei bunker della base sino alla fine degli anni ’80, quando fu sottoscritto un accordo USA-URSS per l’eliminazione dei missili a medio raggio installati nel teatro europeo. I militari statunitensi abbandonarono la base solo nel 1991 a conclusione delle prima Guerra del Golfo. Da allora l’infrastruttura è presidiata da un piccolo contingente dell’Aeronautica militare italiana mentre una porzione dell’area è stata convertita ad uso civile ed assegnata in gestione all’amministrazione comunale di Comiso.

Articolo pubblicato in Terrelibere.org il 20 giugno 2004

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