Guerra all’Iran. Lo spettro della morte attraversa lo spazio e il territorio nazionale
Ancora
più evidente il coinvolgimento dell’Italia negli attacchi Usa-Israele se
guardiamo al ruolo assunto da alcune delle principali installazioni NATO e/o a
stelle e strisce “ospitate” da Nord a Sud. Ad esempio la base aerea di Aviano
(Pordenone) dove ha sede uno dei depositi con le testate nucleari tattiche di
nuova generazione B61-12, in dotazione all’US Air Force: da quando è scoppiato
il conflitto nel Golfo, da Aviano operano gli aerei cisterna per il
rifornimento in volo dei caccia a lungo raggio impiegati per bombardare in
Iran.
Lo
scorso 23 marzo dalla base friulana sono decollati verso il Medio oriente un
grande aereo tanker KC-46A e cinque aerei radar di pronto allarme e controllo
Grumman “E-2D Advanced Hawkeyes” di US Navy. Dotati
di sofisticate suite elettroniche, sistemi satellitari e del nuovo radar APY-9
in grado di individuare anche velivoli stealth e aerei di piccole dimensioni, i
velivoli possono essere impiegati per guidare attacchi con sistemi missilistici
di precisione. Gli analisti ritengono che il loro
trasferimento nel Golfo Persico punti a rafforzare le operazioni USA di
contrasto ai velivoli senza pilota e ai missili da crociera che l’Iran sta
impiegando per colpire le installazioni e i sistemi radar ospitati dai paesi
alleati di Washington.
Da
Aviano erano pure decollati il 17 febbraio dodici cacciabombardieri Lockheed Martin F-16 “Fighting
Falcon” del 31st Fighter Wing della US Air Force. Dopo aver attraversato il
Mediterraneo, gli aerei da guerra si sono diretti presumibilmente in Giordania
o negli Emirati Arabi Uniti. Dal 28 febbraio essi partecipano agli strike
contro l’Iran.
Ancora
più inquietanti le attività che si susseguono dalla stazione aeronavale di
Sigonella in Sicilia, certamente l’avamposto chiave delle forze armate USA e
NATO in un ampio spazio geostrategico che comprende il continente europeo,
l’Africa e il Medio oriente. Secondo quanto denunciato dai parlamentari di M5S,
Sigonella è stata utilizzata per il supporto tecnico-logistico ai
cacciabombardieri F-15 “Strike Eagle” statunitensi in transito dalle basi nord
europee verso l’Iran. “Abbiamo tracciato nello scalo a Sigonella il 19 e 21
marzo il transito di F-15 in configurazione tattica,
ovvero di combattimento con armi e bombe montate”, spiegano i parlamentari. Da
Sigonella, prima, durante e dopo il 28 febbraio, sono decollati
regolarmente aerei con e senza pilota delle forze armate statunitensi, in
particolare i pattugliatori P8A “Poseidon” e i droni MQ-4C “Triton”, dotati di
tecnologie ultrasofisticate per svolgere missioni di intelligence, sorveglianza
e ricognizione. Questi velivoli operano ad alta quota e sono in grado di
monitorare vaste aree, individuando e selezionando con precisione obiettivi che
vengono poi distrutti dai cacciabombardieri.
Di
rilevanza strategica le missioni svolte dai sistemi aerei schierati a Sigonella
in vista del raid ordinato dal presidente Donald Trump, la notte del 14 marzo,
contro le infrastrutture militari ospitate nell’isola di Kharg da cui viene
esportato quasi il 90% del petrolio dell’Iran. Sei giorni prima, l’isola era
stata al centro delle attività di riconoscimento e sorveglianza di un drone
“Triton” decollato dalla stazione aeronavale siciliana. In particolare, dopo
aver attraversato il Mediterraneo orientale, il velivolo si era diretto verso
le coste nordoccidentali iraniane per sorvolare il distretto di Bushehr, sede di
importanti basi navali del regime e di un impianto per l’arricchimento
dell’uranio. Successivamente il “Triton” ha raggiunto Kharg per raccogliere
dati ed informazioni sui potenziali target dell’isola-hub petrolifero.
A meno
di una cinquantina di km più a sud di Sigonella, a Niscemi (Caltanissetta), all’interna
di una riserva naturale, sorge una delle più importanti stazioni di
telecomunicazioni al mondo della Marina militare USA. La base ospita
innanzitutto il terminale terrestre del MUOS, il più potente sistema di
telecomunicazioni satellitari di Washington per la trasmissione di informazioni
di intelligence, immagini top secret ma soprattutto degli ordini operativi e di
attacco ad ogni singolo reparto militare, unità navali, sottomarini, bombardieri, missili da
crociera ed intercontinentali, ovunque essi siano schierati nel pianeta.



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