Trump ora vuole l’attacco all’Iran. Gli Usa rafforzano la presenza in Medio Oriente
Si rafforza l’ipotesi di un’opzione militare USA anti-Iran. Il Comando Centrale unificato delle forze armate degli Stati Uniti (U.S. Centcom) con un laconico comunicato ha reso noto che nella giornata di lunedì 18 gennaio sono stati trasferiti i cacciabombardieri F-15 “Strike Eagle” del 494th Expeditionary Fighter Squadron di US Air Force, dallo scalo britannica di Lakenhealth ad una base aerea del Medio oriente. “La presenza degli F-15 rafforza la prontezza al combattimento e promuove la sicurezza e la stabilità regionale”, conclude U.S. Centcom.
Grazie
al monitoraggio dei tracciati radar nello spazio aereo mediterraneo, la rivista
specializzata Defense Security Asia
ha accertato che i cacciabombardieri sono stati trasferiti nella base militare
di Muwaffaq Salti ad Azraq, Giordania. “Sono perlomeno dodici gli F-15 “Strike
Eagle” USA giunti nella base aerea giordana”, aggiunge Defense Security Asia. “Insieme ad essi hanno volato dal Regno
Unito anche quattro aerei cisterna KC-135 “Stratotanker” di US Air Force per il
rifornimento in volo”.
I
cacciabombardieri F-15 includono le due varianti recentemente rinnovate per la
superiorità aerea e le missioni d’attacco in profondità, mentre i velivoli
tanker assicureranno l’estensione geografica e temporale delle attività aeree
USA fino all’Iraq e al nord della Penisola Arabica, rafforzando le capacità di
pattugliamento aereo e di strike.
La
base giordana di Muwaffaq Salti è stata già impiegate dalle forze armate
statunitensi nelle più recenti campagne militari contro Teheran per contrastare
le operazioni aeree, missilistiche e dei velivoli senza pilota.
Un
ufficiale delle forze armate USA ha confermato a Defense Security Asia il dislocamento degli assetti da guerra nel
Regno di Giordania ma ha negato che esso rappresenti un “cambio della postura
di Washington in Medio oriente a seguito delle proteste scoppiate a Teheran”.
Secondo l’interlocutore statunitense il trasferimento degli F-15 nella regione
mediorientale è solo una “rotazione di routine” e non “accresce la forza USA
nella regione”.
Di
diverso avviso gli analisti della testata giornalistica. “Il movimento degli
F-15 e degli aerei cisterna rappresenta un’escalation nella presenza militare
di Washington in Medio oriente, delle sue capacità di deterrenza e di prontezza
operativa in un momento in cui si intensificano le tensioni con l’Iran e cresce
l’instabilità regionale”, commenta Defense
Security Asia. “Il dislocamento dei caccia F-15 in Giordania rafforza in
modo significativo la potenza di combattimento aereo USA ai confini occidentali
dell’Iran, rende ancora più rapido l’accesso allo spazio aereo dell’Iraq, della
Siria e dell’Iran, pur mantenendo una distanza sufficiente a mitigare i rischi
rappresentati dai missili balistici e dai droni a lungo raggio iraniani”.
Oltre
all’invio in Giordania dei velivoli d’attacco e degli aerei cisterna di US Air
Force, è stato documentato nei giorni scorsi un intenso traffico aereo da
alcune basi degli Stati Uniti d’America e da quella britannica di Mildenhall
verso il Medio oriente. In particolare sono stati tracciati i voli dei grandi
aerei da trasporto C-17 “Globemaster” III e C-5M “Galaxy”, impiegati di norma
per trasferire mezzi e veicoli da guerra, armi, munizioni e reparti di pronto
intervento. “Questi transiti sono un ulteriore segnale che Washington sta
rafforzando non solo le proprie capacità belliche ma anche quelle logistiche,
di sostentamento e comando e controllo nel teatro mediorientale”, aggiungono
gli analisti militari.
Tra i
velivoli USA monitorati in volo nella regione ci sono anche i temibili
quadrimotori AC-130J “Ghostrider” impiegati come cannoniere volanti (per questo
noti anche come Angeli della morte).
Il
Dipartimento della Difesa ha accresciuto pure le operazioni di intelligence,
riconoscimento e sorveglianza dello spazio aereo, terrestre e marittimo
mediorientale impiegando in particolare i pattugliatori P-8A “Poseidon” di US
Navy schierati stabilmente nella base siciliana di Sigonella. Nell’area del
Golfo Persico si sta anche rafforzando la presenza navale USA: al gruppo da
combattimento guidato dalla portaerei nucleare USS Theodore Roosevelt già
operativo nel Mar Rosso, si sta per sommare anche quello con a capo la
portaerei USS Abraham Lincoln. Nei giorni scorsi il Pentagono ha ordinato il
trasferimento del gruppo d’attacco composto dalla “Lincoln” e da
cacciatorpediniere lanciamissili della classe “Arleigh Burke” dal Mar Cinese
Meridionale alle acque mediorientali.
Il 12
gennaio, l’U.S. Central Command (CENTCOM) ha reso nota la costituzione nella
base aerea Al Udeid in Qatar di un nuovo Centro di difesa anti-missile (Middle Eastern Air Defense – Combined
Defense Operations Cell (MEAD-CDOC) per “rafforzare il coordinamento e la
difesa integrata in Medio Oriente”. La nuova struttura vede operare fianco a
fianco militari USA e dei principali paesi della regione.
Nello
scalo qatariota è operativo da più di vent’anni il Combined Air Operations Center (CAOC), centro per le operazioni
aeree combinate in uno scacchiere di guerra che comprende Siria, Iraq ed Iran.
Al CAOC Al Udeid sono assegnati reparti militari di 17 paesi tra cui l’Italia
con una “cellula nazionale interforze” (Esercito, Aeronautica, Marina e
Carabinieri).
“Il
MEAD-CDOC crea una struttura affidabile per lo scambio di informazioni sulle minacce
incombenti in modo da poter prevedere soluzioni collettive insieme ai nostri
partner regionali”, ha dichiarato il generale Derek France, comandante dell’U.S.
Air Force Central – AFCENT.
L’inaugurazione
del MEAD-CDOC in Qatar fa seguito all’apertura, nel corso del 2025, di altre due
postazioni di comando combinati bilaterali per la “difesa” aerea e missilistica
da parte delle forze USA con Qatar e Bahrein. Le nuove strutture fungono da hub
per la pianificazione, il coordinamento e le operazioni di difesa aerea
integrata.



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