Come e perché il Rugby italiano va alla guerra…
Venerdì
23 gennaio lo Stato Maggiore dell’Esercito e la Federazione Italiana Rugby (FIR)
hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa volto a “rafforzare la collaborazione
tra le due istituzioni, fondata su valori condivisi quali coraggio, disciplina,
spirito di squadra, rispetto delle regole e impegno al servizio della
collettività”.
A
firmare l’accordo il sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Salvatore
Cuoci, e il vice presidente vicario della Federazione Rugby, Paolo Vaccari.
“L’intesa
riconosce il valore dello sport, e in particolare del rugby, quale strumento
formativo ed educativo, parte integrante dell’addestramento militare e della
crescita personale dei giovani”, riporta l’ufficio stampa dell’Esercito
italiano. “Le caratteristiche proprie del rugby, basate su lealtà, sacrificio e
lavoro di squadra, trovano una naturale convergenza con i principi e le
pratiche della professione militare”. Sport e guerra tornano ad essere, così come
ai tempi del Ventennio, due facce della stessa medaglia.
Il
Protocollo d’Intesa prevede in particolare che la FIR “dedichi all’Esercito” una
delle partite del Torneo Sei Nazioni,
“assicurando una significativa visibilità internazionale alla Forza Armata”
attraverso specifiche iniziative, tra cui il cerimoniale pre-partita, la
presenza all’interno del Villaggio Terzo Tempo e attività di rappresentanza
istituzionale. È inoltre prevista la realizzazione di operazioni di
comunicazione congiunte per valorizzare le attività.
“L’Esercito
Italiano, compatibilmente con le prioritarie esigenze istituzionali, fornirà il
proprio concorso mediante assetti promozionali in occasione degli eventi
sportivi, il supporto di unità della Forza Armata per attività addestrative e
di team building a favore degli atleti delle Nazionali di rugby, nonché la
messa a disposizione di sedi militari per seminari, workshop e iniziative
formative”, aggiunge lo Stato Maggiore. “L’accordo, della durata di tre anni, si
inserisce nel quadro delle iniziative volte a promuovere la cultura dei valori,
dello sport e del servizio al Paese, rafforzando il legame tra Forze Armate e
società civile. Si prevede inoltre il sostegno allo sviluppo del rugby
dilettantistico di base attraverso l’utilizzo di idonee strutture militari”.
L’intesa
punta infine a “consolidare” le attività di cooperazione già avviate tra la
Federazione Rugby e l’Esercito nel gennaio 2023, quando prese il via la partnership
alla vigilia delle gare in Italia del “Guinness Sei Nazioni” e della preparazione
della squadra in vista della Rugby World
Cup 2023.
Prima dei mondiali di rugby in
Francia, gli atleti convocati effettuarono uno stage dal 13 al 16 luglio a Corvara (Dolomiti), presso il
Villaggio Alpino “Tempesti”, base dell’Esercito italiano. “Istruttori
delle truppe alpine e di altre unità specialistiche dell’Esercito si sono
impegnati in intense attività addestrative di
Team Building in favore della nazionale di Rugby”, spiegò l’ufficio
stampa della Federazione sportiva. “Gli atleti della Nazionale iniziano la loro
giornata alle 6 del mattino schierati per l’alzabandiera. Divisisi in tre
gruppi è stata raggiunta la vetta del Monte Lagazuoi. A seguire il gruppo al
completo si è spostato presso Col Gallina dove ha seguito altre attività di
addestramento fino alla costruzione del bivacco per il pernotto in quota”.
“Tutti
gli atleti – aggiungeva la FIR - sono stati seguiti da personale qualificato
dell’Esercito in varie attività di addestramento tipicamente militare,
apprendendo nozioni di base per la sopravvivenza in montagna e confrontandosi
con attività quali le marce con affardellamento, il primo soccorso, il
mascheramento, l’arrampicata e la topografia con esercizi specifici e attività
di orienteering ponendo il focus anche su attività che avevano come obiettivo
di lavorare su Team Working, leadership e comunicazione efficace”.
Nonostante la dura preparazione
psico-fisica a cui sono stati sottoposti i rugbisti sotto la supervisione delle
truppe alpine, i risultati in campo sono stati a dir poco disastrosi. Alla Rugby World Cup 2023 l’Italia è uscita
di scena dopo il girone eliminatorio, collezionando due striminzite vittorie
con Uruguay e Namibia e due pesantissime batoste con Francia e Nuova Zelanda. Questi
due ultimi incontri si sono conclusi con un 60 a 7
(Francia-Italia) e un 96 a 17 (Nuova Zelanda-Italia): gli Azzurri con le
stellette hanno subito cioè un punto per ogni minuto di gioco (156 punti in 160 minuti).
Non è andata
meglio la partnership FIR-forze armate il 24 febbraio 2025, in occasione dell’incontro
a Roma tra le nazionali di Italia e Francia, nell’ambito del “Guinness Six Nations”.
“Alla
presenza del Capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello e
dell’omologo francese, general Pierre Schill, il tricolore Italiano e quello
d’oltralpe, seguiti dalle insegne dell’Esercito e della Federazione Italiana
Rugby sono arrivati dall’alto con i paracadutisti della brigata Folgore”,
ricordano i vertici militari italiani. “Le note dell’inno nazionale, eseguito
dalla Banda dell’Esercito, precedute dall’ingresso in campo della fanfara dei
bersaglieri e degli atleti militari che hanno portato in campo l’ovale della
partita, hanno trasportato giocatori e spettatori nel clima competitivo
dell’incontro. Fuori dal campo di gioco, i tanti tifosi hanno avuto la
possibilità di avvicinarsi ai vari stand messi a disposizione dall’Esercito
Italiano, tra questi una mostra di veicoli, il simulatore di volo
dell’Aviazione dell’Esercito, una palestra di roccia, una stazione con
istruttori del Metodo di Combattimento Militare e un percorso
ginnico dedicato al military fitness”.
Uno
sfoggio di potenza bellica che non ha per nulla intimidito gli atleti d’oltralpe.
Il punteggio finale dell’incontro non lascia dubbi: Francia 73, Italia 24.
Federazione
Rugby ed Esercito insieme anche per gli incontri della nazionale femminile. In
occasione della partita tra Italia e Scozia del “Guinness Six Nations”, svoltosi
a Parma il 24 aprile 2024, la bandiera tricolore, le insegne della FIR, della
Scozia e la palla ovale sono stati portati sul campo da gioco da una
rappresentanza di allievi e ufficiali dell’Accademia Militare dell’Esercito, con
tanto di inni nazionali eseguiti dalla banda dei parà della “Folgore”.
“Il
calcio d’invio è stato anticipato al mattino da una partita ufficiale del
“Trofeo del Ducato”, tappa ufficiale del campionato nazionale di Rugby Touch,
alla quale ha partecipato la squadra del gruppo sportivo dell’Accademia
Militare che ha avuto l’opportunità di confrontarsi con altre realtà sportive
rugbistiche del nord Italia”, ricorda lo Stato Maggiore. Per la cronaca l’incontro
Italia-Scozia si è concluso con una sconfitta di misura per le Azzurre di 10 a
17.
Il 28 luglio 2023 in occasione del triangolare Under 20 delle
rappresentative femminili di Italia, Irlanda e Scozia tenutosi a L’Aquila, la collaborazione
della FIR si è estesa alle grandi aziende del comparto militare industriale. L’evento
è stato organizzato infatti insieme a Thales Alenia Space Italia, la joint
venture tra due gruppi europei leader del settore aerospaziale militare, la
francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo SpA (33%).
“Thales
Alenia Space opera dal 1983 sul territorio di L’Aquila e dopo il terremoto del
2009 ha ricostruito un nuovo stabilimento che ha inaugurato nel 2013, simbolo
di una rinascita industriale nonché del proseguimento di un cammino nell’alta
tecnologia, con nuove opportunità e nuove ambizioni industriali che pongono
l’azienda in assoluto primo piano nel comparto spaziale europeo”, ricorda
enfaticamente l’ufficio stampa della Federazione Rugby. “Quest’anno Thales
Alenia Space celebra 40 anni di attività spaziale e 10 anni dall’inaugurazione
del nuovo stabilimento”.
Le Azzurrine hanno vinto il triangolare
in terra abruzzese, anche se il torneo “non era valido
per il riconoscimento della presenza internazionale”, come ha specificato la
stessa Federazione Rugby. Poca importa. Quel che è necessario è invece
rimarcare in ogni occasione che la palla ovale in Italia si è affidata ormai
agli artigli delle forze armate. “La collaborazione con la FIR – enfatizza lo
Stato Maggiore - è volta a promuovere attivamente su tutto il territorio
nazionale i valori che il mondo del rugby e l’Esercito condividono, sinonimo di
impegno, disciplina e rispetto: aspetti che mettono alla prova le nuove
generazioni, le aiutano a superare limiti, nutrire speranze e realizzare sogni,
contribuendo alla crescita individuale e collettiva”.



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