Gli USA intensificano i bombardamenti in Siria con il supporto dell’Aeronautica italiana
“Alle ore 12.30 locali di sabato 10 gennaio 2026, le unità aeree del Comando
Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (CENTCOM), insieme alle
forze dei paesi partner, hanno condotto attacchi in larga scala contro multipli
obiettivi ISIS attraverso la Siria”.
Con
una nota ufficiale, il Dipartimento della Difesa USA ha confermato i vasti bombardamenti
effettuati ieri nel paese mediorientale.
A
partire dal 19 dicembre 2025, l’amministrazione Trump ha dato il via in Siria
alla cosiddetta operazione “Hawkeye Strike” in risposta ad un attacco sferrato
cinque giorni prima da presunte milizie filo-ISIS nei pressi della città di
Palmira, in cui hanno perso la vita due militari e un interprete civile statunitensi.
“Gli
odierni bombardamenti che hanno colpito l’ISIS in tutto il territorio siriano sono
parte del nostro costante impegno per sradicare il terrorismo Islamico contro i
nostri combattenti, prevenire futuri attacchi e proteggere le forze americane e
dei partner nella regione”, aggiunge il Pentagono. “Le forze armate USA e della
coalizione rimangono risolute nel perseguire i terroristi che cercano di fare
del male agli Stati Uniti d’America”.
“Il
nostro messaggio vuole essere forte: se tu colpisci i nostri militari, ti troveremo
e ti uccideremo in qualsiasi parte del mondo, non importa quanto duramente tu
provi ad eludere la giustizia”.
Fin
qui la nota truce e minacciosa dei vertici militari USA.
Washington
ha esplicitato come le operazioni militari in Siria vengano svolte in stretta
collaborazione con i propri partner, ma non ha voluto indicare la loro identità.
E’
certo però che ai bombardamenti USA in Siria stia dando il proprio supporto
logistico l’Aeronautica Militare italiana.
Il
giorno precedente al massiccio strike rivendicato dal Pentagono (venerdì 9
gennaio), il sito specializzato ItaMilRadar
che traccia il traffico aereo militare nell’area mediterranea e mediorientale,
ha documentato il prolungato volo di un aereo tanker Boeing KC-767A dell’Aeronautica
Militare (codice di registro, MM62229 –
c/s GOSSIP12), impegnato nelle operazioni di rifornimento in volo, in
particolare sullo spazio aereo della Siria centrale, nella regione di Palmira.
Il
velivolo italiano è decollato dalla base militare di Ali Al Salem, in Kuwait,
dove ha quartier generale il Comando della task force dell’Aeronautica Militare
che coordina le operazioni nazionali anti-ISIS in Iraq e Siria.
“A
differenza delle precedenti sortite limitate allo spazio aereo più sicuro,
questa missione si è svolta nelle profondità del teatro siriano e appare
strettamente legata alle operazioni in atto da parte della coalizione militare
contro l’ISIS”, commentano gli analisti di ItaMilRadar.
“Ciò rappresenta
una notevole evoluzione rispetto le numerose missioni precedenti dei velivoli
per il rifornimento in volo dell’Aeronautica Militare italiana in connessione
con lo sforzo della coalizione internazionale”, aggiunge ItaMilRadar. In passato, infatti, le attività italiane erano state
condotte sullo spazio aereo iracheno e lungo i suoi confini con la Siria. “Il
rifornimento in volo direttamente sopra l’area di Palmira posiziona il tanker
italiano molto più vicino al cuore operativo delle odierne attività aeree della
coalizione”, annotano gli analisti.
“Posizionare
gli aerei cisterna sopra l’area di Palmira, ripetutamente impiegata nei mesi
scorsi come corridoio logistico ed operativo dell’ISIS, consente ai cacciabombardieri
e ai velivoli d’intelligence della coalizione di estendere i tempi di
permanenza in volo, ridurre i vincoli di transito e mantenere una pressione costante
sugli obiettivi nemici”, spiega ItaMilRadar.
“Per l’Italia, tutto ciò conferma la rilevanza pratica ed operativa della sua
flotta di rifornimento aereo, che rimane uno degli attori più richiesti all’interno
delle campagne aeree multinazionali”.
“Mentre
l’Italia non conduce strike cinetici in Siria, il suo contributo alle operazioni
di rifornimento costituisce un moltiplicatore di forze critico”, concludono gli
analisti di ItamilRadar. “Missioni
come quella del 9 gennaio consentono agli aerei alleati di operare più a lungo,
raggiungere obiettivi più profondi e mantenere una presenza persistente su aree
contese senza doversi basare esclusivamente su basi regionali (…) La flotta
italiana dei KC-767A rimane un elemento indispensabile delle campagne aeree, consentendo
una pressione sostenuta contro ciò che resta delle milizie jihadiste”.



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