Cacciabombardieri nucleari F-35 a Trapani Birgi. La Difesa stanzia oltre 100 milioni di euro

La rivista specializzata Ares rende noto stamani che Il Ministero della Difesa ha dato un colpo di acceleratore al programma di realizzazione del primo Centro internazionale di formazione dei piloti dei cacciabombardieri F-35 fuori dal territorio degli Stati Uniti d'America.

Con una Determinazione a Contrarre (DAC) la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA) ha impegnato 112,6 milioni di euro su un arco temporale quinquennale, per la creazione del centro di addestramento avanzato, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per l’Aeronautica Militare, ma per tutti i partner mondiali del programma JSF (joint Strike Fighter, così come viene indicato il velivolo da guerra di quinta generazione).

Secondo Ares, il Ministero della Difesa realizzerà nello scalo di Trapani Birgi la terza Main Operating Base (MOB) per la flotta F-35 in dotazione all’Aeronautica Militare, affiancandola alle basi di Amendola (Foggia) e Ghedi (Brescia).

“Il progetto su Trapani è però più ambizioso e mira a istituire un vero e proprio ecosistema operativo e formativo”, aggiunge la testata specializzata. “Il piano prevede infatti la coesistenza di tre realtà distinte ma integrate: un Gruppo Volo Operativo nazionale (ITAF OPS Squadron), un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo (PTC Squadron) e il Centro di Addestramento Comune (LTC) oggetto dell’attuale contratto”.

“L’obiettivo – aggiunge Ares - è intercettare la crescente domanda di addestramento dei paesi NATO ed europei, istituendo in Italia il primo Pilot Training Center per F-35 al di fuori dei confini statunitensi”.

Ad oggi i Paesi che hanno acquistato o hanno espresso l’intenzione di dotarsi del caccia di quinta generazione F-35 (a doppia capacità di armamento, convenzionale e nucleare), oltre a Stati Uniti d’America e Italia sono: Arabia Saudita, Australia, Belgio, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Germania, Giappone, Grecia, Israele, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Spagna, Svizzera, Thailandia e Turchia.

Sotto il profilo amministrativo, il Ministero della Difesa ha affidato i lavori di realizzazione del Pilot Training Center al Raggruppamento Temporaneo di Imprese formato dall’italiana Leonardo S.p.A. e dal colosso statunitense Lockheed Martin.

“La scelta – spiega ancora Ares - è dettata da vincoli tecnologici e normativi stringenti. Lockheed Martin è infatti l’unico soggetto titolato a distribuire i simulatori del programma JSF, mentre Leonardo è stata individuata dal costruttore americano come l’unica realtà industriale nazionale in possesso delle competenze e delle autorizzazioni (tramite accordi approvati dal governo USA) per gestire i dati ingegneristici classificati necessari all’opera”.

Leonardo e Lockheed Martin operano congiuntamente nello stabilimento di Cameri (Novara) dove vengono assemblati i cacciabombardieri F-35 acquistati da Aeronautica e Marina Militare italiana e da alcuni paesi europei.

La Difesa ha già predisposto il cronogramma per il completamento del progetto nella base militare siciliana.

Il documento programmatico prevede che la prima capacità di training a bordo degli F-35 prenda il via entro dicembre 2028, con il completamento definitivo dell’edificio LTC entro il 1° luglio 2029.

La spesa sarà ripartita progressivamente, passando dagli 8,2 milioni per l’anno 2026 fino a raggiungere il picco di spesa nel biennio 2028-2029, periodo in cui si concentreranno oltre 87 milioni di euro di investimenti.

Dalla fine di dicembre 2025, lo scalo di Trapani Birgi è stato elevato ad avamposto per le operazioni di intelligence e guerra elettronica della NATO, con il trasferimento dei grandi aerei radar E-3A AWACS.

I velivoli concorrono quotidianamente alle operazioni di comando, controllo, intelligence e sorveglianza delle forze armate NATO nel sanguinoso scacchiere di guerra russo-ucraino.

Dalla Sicilia l’aereo radar E-3A supporta con maggiore efficienza i compiti di sorveglianza in tutto il Mediterraneonei Balcani e nelle più lontane aree orientali di interesse, “così come mantiene un rapido accesso ai teatri operativi meridionali ed orientali della NATO”, come spiegano gli analisti di ItaMilRadar“La location di Trapani offre anche vantaggi logistici e minori tempi di transito in comparazione con le basi del Nordconsentendo ai velivoli di trascorrere meno tempo in volo”.

 

 

Articolo pubblicato in Stampalibera.it il 7 gennaio 2025,  https://www.stampalibera.it/2026/01/07/cacciabombardieri-nucleari-f-35-a-trapani-birgi-la-difesa-stanzia-oltre-100-milioni-di-euro/?fbclid=IwY2xjawPLfEZleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEePJDobW506uU3feJeaupxVIckynR1tbOFXT7SbIYy8o_32Lz2KZ7OxfLEwp4_aem_jG-T33zIxcFjrx3swA3xQg

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