Marocco arricchisce il suo arsenale bellico made in Israel
Industrie di sistemi militari dello Stato
ebraico fanno affari d'oro con Rabat. Sistemi missilistici di ultima
generazioni pronti per colpire i "ribelli" saharawi
Missili terra-aria made in Israel per le forze armate del
Marocco.
Fonti
militari di Rabat confermano che è diventato pienamente operativo il sistema di
“difesa” aerea e antimissile BARAK MX prodotto dalla holding industriale
bellica IAI - Israel Aerospace Industries.
Rabat
aveva ordinato in Israele il sistema missilistico nel 2023. Valore presunto
della commessa 540 milioni di dollari.
Il
BARAK MX è stato progettato per contrastare un ampio ventaglio di minacce aeree
fino ad una distanza di 150 km.: velivoli senza pilota, cacciabombardieri,
missili da crociera e balistici.
Secondo
la testata specializzata Israel Defense,
le forze armate marocchine impiegheranno il sistema missilistico come una
specie di “Iron Dome” (scudo di ferro)
nel deserto del Sahara, specialmente nelle aree più “sensibili” del sud del
Paese.
La
piena operatività del BARAK MX è stata raggiunta in tempi record perché le
autorità di Rabat temono le “crescenti attività ostili” nella regione
meridionale da parte di attori non statali che utilizzano droni e altre armi
d’attacco guidate da remoto.
“Uno
di questi gruppi armati è rappresentato dal Fronte Polisario, organizzazione
separatista che opera dai campi profughi presenti nella confinante Algeria”,
riporta Israel Defense, omettendo di
ricordare che in quei campi vive da più di 50 anni la popolazione Saharawi
espulsa con la forza dopo l’occupazione militare dell’ex Sahara spagnolo da
parte del Marocco.
L’acquisto
del sistema BARAK MX si inquadra all’interno delle sempre più strette relazioni
diplomatico-militari tra il Marocco e Israele. La partnership si è sviluppata a
seguito della firma dei cosiddetti “Accordi di Abramo” nel 2020 e non si è
incrinata dopo l’attacco genocida di Tel Aviv contro i palestinesi della
Striscia di Gaza.
Secondo
il SIPRI, l’autorevole istituto internazionale di ricerca sui temi della pace
di Stoccolma, lo Stato di Israele è divenuto il terzo esportatore di armi e
apparecchiature militari al Marocco, conquistando una fetta del mercato pari al
10% di tutte le acquisizioni del Regno.
Lo
scorso mese di agosto, nella regione orientale del paese nordafricano,
l’esercito ha testato il nuovo missile supersonico “Extra” prodotto da Elbit
Systems Ltd, altra importante azienda israeliana del settore aerospaziale, con
quartier generale ad Haifa.
Le
forze marocchine hanno dichiarato che con l’adozione di questo nuovo sistema
d’arma, saranno rafforzate le capacità di strike in profondità.
Gli
“Extra” di Elbit System sono razzi di artiglieria da 306 mm; possono trasportare
testate esplosive da 120 kg e colpire centri di comando e comunicazione ed
installazioni protette.
Sempre
con la stessa azienda di Haifa, le autorità militari marocchine hanno firmato di
recente un contratto per la fornitura di 36 semoventi ruotati di artiglieria
ATMOS (Autonomous Truck Mounted Howitzer
System).
Gli
ATMOS, avio trasportabili, sono dotati di cannoni da 155 mm, in grado di
sparare fino ad otto colpi al minuto ed ingaggiare bersagli entro un raggio di
circa 40 km.
Anche
la Marina del Regno del Marocco è intenzionata a dotarsi di sistemi
missilistici di produzione israeliana. Le proprie unità navali potrebbero armarsi
fin dai prossimi mesi di missili “Spike NLOS” (Non-Line-of-Sight) realizzati da Rafael Advanced Defense Systems.
Gli “Spike
NLOS” sono in grado di colpire obiettivi navali o terrestri con un raggio
d’azione di 32 Km.
A
bordo delle unità marocchine è già operativa una versione meno sofisticata
degli “Spike”, nota con la sigla “LR II”, la cui consegna è stata completata
nel giugno 2025.
La
Marina Militare di Rabat sta pure valutando la possibilità di acquisire una
versione navale del sistema missilistico sviluppato da IAI - Israel Aerospace
Industries, il BARAK 8. Si tratta di un’arma superficie-aria a lungo raggio,
anch’essa in grado come il BARAK MX di intercettare e distruggere in volo
aerei, droni e missili.
Il
Marocco non è solo un cliente del complesso militare-industriale israeliano. Lo
scorso mese di novembre, a Benislmane, nell’area industriale di Casablanca, è
stato inaugurato uno stabilimento per la produzione dei droni kamikaze SPY X.
Lo
stabilimento è di proprietà dell’azienda aerospaziale BlueBird Aero Systems
Ltd. con quartier generale nel parco industriale di Emek-Hefer, distretto
centrale di Israele, interamente controllata da IAI.
Buona
parte della produzione a Benislmane avrà come acquirenti le forze armate
marocchine; il resto finirà nel mercato africano.
Gli
SPY X possono essere impiegati senza la necessità di disporre di ampie piste di
decollo. Hanno un duplice uso: possono fare da velivoli a pilotaggio remoto per
attività di intelligence, sorveglianza e riconoscimento, o da veri e propri
droni killer/kamikaze per colpire target fino a 50 km di distanza.
Nel
settembre 2022, dal gruppo BlueBird Aero Systems il Marocco aveva acquistato
pure i droni WanderB e ThunderB.
Articolo
pubblicato il 9 gennaio 2026 in Africa
ExPress, https://www.africa-express.info/2026/01/09/marocco-arricchisce-il-suo-arsenale-bellico-made-in-israel/



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