Gli interessi dei capitalisti italiani in Israele
Made
in Italy parte dell’arsenale di morte di Israele per la campagna genocidaria
contro il popolo palestinese e le operazioni belliche contro Libano, Siria,
Yemen ed Iran. Negli ultimi due anni sono stati inviati dal nostro paese allo
stato sionista non meno di 416 carichi
di armi e centinaia di migliaia di tonnellate di carburante. E’ quanto emerge
dal rapporto presentato nelle settimane scorse dall’associazione dei Giovani
Palestinesi in Italia. Alle forze armate di Tel Aviv sono giunti apparecchiature tecnologiche, componenti per aerei e droni, materiali
ottici avanzati, strumentazione per la protezione elettronica e la
sorveglianza, munizioni per armi
leggere e giubbotti antiproiettile.
Nell’elenco dei carichi bellici compaiono inoltre sensori, sistemi radar e torrette di
disturbo per la guerra elettronica prodotti da aziende romane, come Elt Group. Componenti aerospaziali e avionici sono stati
trasferiti dalla holding a capitale pubblico Leonardo SpA (150 spedizioni
secondo i Giovani Palestinesi), utilizzati poi probabilmente per la produzione
dei velivoli che hanno bombardato la Striscia di Gaza.
Il
coinvolgimento del complesso militare industriale italiano nei sanguinosi raid
contro i palestinesi è confermato dall’ultima Relazione annuale del Governo
sull’export di armi. Nel 2025 sono state autorizzate spedizioni militari ad
Israele per il valore di 22,6 milioni
di euro. Tra le forniture spiccano pezzi di ricambio per i 30 caccia addestratori
M-346 prodotti da Leonardo nello stabilimento di Venegono Inferiore (Varese) e
venduti nel 2021 all’Aeronautica militare israeliana.
L’import-export di sistemi
militari tra Roma e Tel Aviv era progressivamente cresciuto negli ultimi lustri;
inoltre le maggiori industrie dei due paesi hanno promosso innumerevoli
programmi di coproduzione.
Nel quinquennio 2016-2020
l’Italia ha autorizzato esportazioni a Israele per un valore complessivo di
oltre 90 milioni di euro (armi semiautomatiche, bombe e missili, strumenti per
la direzione del tiro e apparecchi per l’addestramento). Negli stessi anni
il nostro paese ha acquistato dalle aziende israeliane materiali e sistemi
militari per circa 150 milioni di euro.
Tra gli affari più rilevanti,
oltre ai caccia M-346 spicca la vendita di
cannoni navali 76/62 Super Rapido MF
prodotti a La Spezia da OTO Melara, azienda
controllata dall’immancabile Leonardo SpA. Il Super Rapido è una specie di cannone-mitragliatore in grado di
sparare fino a 120 colpi al minuto ed è stato montato a bordo delle corvette israeliane
che hanno raso al suolo il porto di Gaza e i quartieri limitrofi già nelle
prime settimane dopo il 7 ottobre 2023.
A fine
2021 le autorità militari di Tel Aviv hanno pure perfezionato l’ordine di
acquisto
di 12 elicotteri di addestramento avanzato AW119KX
“Koala”
prodotti nello stabilimento USA di Filadelfia del gruppo Leonardo. I primi
velivoli sono stati consegnati a partire del 2024.
C’è poi una fusione di
capitali finanziari tra Leonardo e un’azienda israeliana leader nella produzione di radar tattici militari, software
avanzati, sistemi di sorveglianza delle frontiere e di difesa anti-aerea e
anti-drone. Nel giugno 2022 Leonardo
DRS, azienda con sede negli Stati Uniti d’America, ha firmato un accordo di fusione con RADA Electronic Industries Ltd., società di Tel Aviv. Nello specifico, la controllata statunitense di
Leonardo ha acquisito il 100% del capitale sociale di RADA in cambio
dell’assegnazione del 19,5% delle proprie azioni ai titolari della società
israeliana.
Articolo
pubblicato in Tribuna libera, maggio
2026



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