Bugie di guerra, il governo minimizza ma la NATO conferma: le basi USA in Italia sono la piattaforma degli attacchi all’Iran
Crosetto tranquillizza: solo autorizzazioni tecniche. Smentita del segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte: partiti migliaia di voli dall'Europa
Se le bugie hanno le gambe corte, quelle del governo Meloni sulla “non
belligeranza italiana contro l’Iran” devono averle proprio cortissime, gambe e braccia.
“L’Italia non è in guerra, ma agisce nel pieno rispetto della Costituzione e dei trattati internazionali: l’utilizzo delle basi militari si inserisce in una
linea di continuità seguita da tutti i governi, che negli anni hanno sempre
applicato questi accordi senza metterli in discussione”. Così
ha dichiarato il 7 aprile scorso il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel
corso del dibattito parlamentare sull’uso del territorio italiano per le
operazioni di guerra all’Iran.
“L’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e logistiche,
non cinetiche”, hanno successivamente ribadito la premer
Giorgia Meloni e Crosetto. “Senza tema di smentita, non è stata autorizzata né
consentita attività al di fuori delle previsioni vigenti”.
Peccato
che a sbugiardare il governo ci abbia pensato il segretario generale della
NATO, Mark Rutte. “Per sostenere l’operazione Epic Fury in Iran, dalle basi in Europa sono state effettuate tra
le 4.000 e le 5.000 missioni di volo statunitensi”, ha spiegato Rutte
all’emittente Fox News. “Dalle basi
USA in Italia sono decollati 500 aerei americani, mentre la Romania ha dovuto
ridurre il traffico aereo commerciale perché l’aeroporto di Bucarest veniva
utilizzato come deposito per le aerocisterne statunitensi”.
L’Italia
ha indubbiamente svolto un ruolo chiave nelle operazioni di guerra contro
Teheran e non ci volevano i vertici NATO per rivelare quello che agli occhi
degli analisti più attenti era un vero e proprio segreto di Pulcinella.
Dalla
base aerea di Aviano (Pordenone) per tutto il periodo del conflitto è stato
registrato il via vai di grandi aerei da trasporto di US Air Force. Il Fatto Quotidiano ha documentato non
meno di cinque transiti dal 21 febbraio fino al 3 marzo 2026 dei Lockheed C-5M
“Super Galaxy” del Pentagono, in grado di trasportare fino a 127.000 kg di
sistemi d’arma e munizioni, compresi carri armati ed elicotteri d’attacco.
Dal 27 marzo al 13 aprile
ancora il Fatto Quotidiano ha
tracciato 23 voli di aerei cargo Lockheed Martin C-130J “Hercules”, da Aviano
alla base inglese di Fairford, utilizzata
dai bombardieri strategici USA B1 e B52 per gli strike contro il
territorio iraniano.
“La
base aerea di Aviano in Italia, è una delle principali installazioni dell’US
Air Force che ospita gli aerei cisterna per il rifornimento dei caccia a lungo
raggio impiegati per bombardare in Iran”, ha riportato l’autorevole The Wall Street Journal in un lungo
articolo su come l’Europa stesse giocando “silenziosamente” un ruolo chiave
nella Guerra in Iran, pubblicato il 23 marzo.
E’ stato pure accertato il trasferimento da Aviano a
due basi in Arabia Saudita e Giordania, il 16 febbraio, di dodici
cacciabombardieri “Fighting Falcon” del 31st Fighter
Wing di US Air Force, con quartier generale proprio nello scalo
friulano.
Durante il
loro passaggio sul Mediterraneo, i velivoli sono stati riforniti in volo da due Boeing
KC-135 decollati da Ramstein e Spangdahlem (Germania). Dal 28 febbraio i dodici F-16 sono stati impiegati per
colpire l’Iran.
Ancora più cruciale il ruolo
assunto dalla stazione aeronavale siciliana di Sigonella sin dalle fasi calde
che hanno preceduto l'attacco statunitense e israeliano.
Anche Sigonella è stata utilizzata
dai Boeing
KC-135 “Stratotanker” di US Air Force per rifornire in volo i bombardieri strategici
diretti dagli Usa e il nord Europa verso Il Medio oriente.
Tutti
i giorni di conflitto, dalla Sicilia sono decollati poi alcuni velivoli senza
pilota e i pattugliatori marittimi delle forze armate USA, per dirigersi verso
il Golfo Persico con il compito di individuare i potenziali obiettivi da
colpire in Iran.
Protagonisti
d’eccellenza i droni MQ-4C “Triton” di US Navy, tra i velivoli più avanzati e sofisticati per lo
svolgimento di lunghe e complesse missioni di sorveglianza dei corridoi marittimi
strategici e per la raccolta di dati d’intelligence sulle forze “nemiche”.
Le
attività dei “Triton” sono state propedeutiche alle operazioni di attacco vero
e proprio. L’esempio più eclatante risale all’8 marzo 2026, quando un MQ-4C partito da Sigonella ha condotto una lunga missione in prossimità delle coste
nordorientali iraniane, presso il distretto di Bushehr che ospita una delle
maggiori infrastrutture della Marina militare iraniana ed un impianto per
l’arricchimento dell’uranio.
Il
velivolo si è poi diretto verso l’isola di Kharg, terminal petrolifero da cui
viene esportato quasi il 90% del greggio di produzione iraniana. Sia il
distretto di Bushehr che l’isola di Kharg sono stati oggetto di un massiccio
bombardamento USA, la notte del 14 marzo. Senza il monitoraggio dell’area e
l’individuazione dei potenziali target da parte del “Triton” di Sigonella, non
sarebbe stato possibile effettuare con successo gli strike.
Da Sigonella hanno poi operato i
velivoli da pattugliamento aeronavale Boeing P8A “Poseidon”, anch’essi in
dotazione alla Marina militare degli Stati Uniti d’America. Come i “Triton”,
essi hanno svolto missioni di intelligence, sorveglianza e riconoscimento dei
potenziali obiettivi civili e militari iraniani.
Qualche
ora prima che venissero lanciati i raid la notte del 28 febbraio 2026, un
“Poseidon” è decollato da Sigonella per dirigersi verso lo spazio
aereo mediorientale per monitorare l’intero scacchiere operativo e cooperare
alla direzione delle operazioni belliche.
L’Italia è stata, è e sarà
sempre piattaforma di guerra. Con buona pace del governo fascioleghista e della
balbettante ed imbarazzata “opposizione” di centrosinistra: il sì alle basi USA
e NATO è bipartisan, nonostante la loro esistenza sia in totale violazione della
Costituzione e del diritto internazionale.
Articolo pubblicato in AfricaExPress il 28 giugno 2026, https://www.africa-express.info/2026/06/28/bugie-di-guerra-il-governo-minimizza-ma-la-nato-conferma-le-basi-usa-in-italia-sono-la-piattaforma-degli-attacchi-alliran/


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