Conflitto all’Iran. L'Aeronautica militare italiana vola in Medio Oriente
Sette volte avanti e indietro dalla grande base di Pratica di Mare (Roma) alle infrastrutture aeroportuali di Riyadh (Arabia Saudita), Dubai e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti).
Da mercoledì 4 ad oggi 7
marzo, l’Aeronautica Militare italiana ha effettuato diverse missioni nell’area
del Golfo dove si estende a macchia d’olio il conflitto bellico generato dall’attacco
USA e Israele contro l’Iran.
Secondo quanto rivelato dagli
analisti di ItaMilRadar ci sono stati
perlomeno 14 voli (sette di andata e sette di ritorno) tra l’Italia ed Arabia
Saudita ed Emirati. Nello specifico sono stati impiegati due grandi aerei
cisterna Boeing KC-767A (numeri di
registrazione MM62227 ed MM62229) in forza al 14° Stormo dell’Aeronautica
Militare di Pratica di Mare.
Gli
scopi delle missioni non sono stati specificati dalla Difesa italiana ma è
presumibile che con i velivoli si sia consentito il trasferimento e/o il
rimpatrio di una parte dei militari italiani dislocati in alcune basi militari
del Golfo, sotto attacco dei droni e dei missili iraniani.
“Il tracciato delle rotte dei
voli degli ultimi due giorni mostra un consistente movimento a navetta operato da
due aerei cisterna KC-767A”, scrive ItaMilRadar.
“Fin dall’inizio della settimana, l’aereo aveva effettuato diversi viaggi di
andata e ritorno da Pratica di Mare a diverse destinazioni del Golfo Persico,
principalmente Riyadh, Dubai ed Abu Dhabi. La flotta degli aerei KC-767A dell’Aeronautica
italiana è normalmente impiegata per missioni di rifornimento in volo e
trasporto strategico. Tuttavia, oltre alle operazioni di rifornimento di
carburante, questo aereo può trasportare anche passeggeri e carichi vari, rendendolo
adatto per la movimentazione rapida del personale durante situazioni di
emergenza”.
Data la frequenza dei voli, gli analisti ritengono che
si sia trattato di uno sforzo operativo di natura logistica più che di un’attività
di trasporto rutinaria.
“L’Italia mantiene diverse presenze militari nell’area
e periodi altissima tensione regionale possono aver condotto ad una movimentazione
precauzionale del personale”, conclude ItaMilRadar.



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