Anche un drone americano partito da Sigonella all’assalto dell’Iran
Come ormai accade immancabilmente da oltre cinquant’anni, la base militare di Sigonella si rivela un avamposto strategico per le operazioni di guerra USA-NATO.
Sabato 28 febbraio alle ore 01.30
circa, un grande velivolo da pattugliamento aeronavale Boeing P8A “Poseidon” in
dotazione alla Marina Militare degli Stati Uniti d’America è decollato dallo
scalo siciliano per dirigersi verso il Mediterraneo orientale dove da lì a
qualche ora è stato scatenato il brutale attacco di USA ed Israele contro
l’Iran.
Il “Poseidon” viene impiegato di norma da US Navy per le operazioni di intelligence, sorveglianza e riconoscimento di potenziali obiettivi “nemici”. Grazie a sofisticate sonoboe e al sistema radar APY-10 è in grado di intercettare sottomarini in immersione.
Anche se le caratteristiche
e le potenzialità belliche delle attrezzature sono secretate, il velivolo può
mappare un’area di 10.000 metri quadri da una distanza di più di 220 miglia. Il P-8A può anche disturbare i radar annullandone i segnali.
Il P8-A “Poseidon”
può essere impiegato anche per operazioni di attacco con missili antinave
AGM-84 Harpoon e siluri Mark 54.
La sua
presenza nello scacchiere di guerra mediorientale durante il raid contro
Teheran ha certamente favorito le operazioni di individuazione e selezione degli
obiettivi da colpire. I P-8A “Poseidon” di Sigonella sono già stati utilizzati
in innumerevoli interventi di US Navy nel Mar Nero e ai confini con Ucraina,
Russia e Bielorussia, a fianco delle forze armate di Kiev.
I
pattugliatori realizzati dal colosso industriale Boeing operano stabilmente dal
settembre 2016 dalla grande base militare siciliana sotto il comando e il
controllo di un distaccamento del Patrol
Squadron 45 di US Navy appositamente trasferito in Sicilia da Jacksonville,
Florida.
A confermare
il ruolo chiave di Sigonella nella campagna di guerra USA-israeliana contro
l’Iran va altresì rilevato che sempre sabato 28 febbraio è atterrato nella base
aerea siciliana un drone-spia MQ-4C “Triton”, anch’esso in dotazione a US Navy.
Il grande
velivolo senza pilota è rientrato in Sicilia dopo una lunga missione di
intelligence e sorveglianza nello spazio aereo del Golfo di Oman, in prossimità
dello Stretto di Hormuz. Il “Triton” era stato trasferito il 23 febbraio da
Sigonella alla base aerea di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti.
Il 24
febbraio, in particolare, è stata tracciato il volo del drone sul Golfo Persico
in prossimità di Bahrain e Qatar, ad un’altitudine “anomala” di oltre 11.500
metri. Anche in questo caso è presumibile che il velivolo abbia mappato le
infrastrutture e i siti iraniani da colpire e distruggere.
Un drone MQ-4C “Triton” di Sigonella ha partecipato alle operazioni di guerra di USA ed Israele contro l’Iran la notte del solstizio d’estate 2025.
Poche ore dopo
il bombardamento dei siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan, il
velivolo senza pilota di US Navy ha sorvolato lo spazio aereo dello
Stretto di Hormuz, l’Oman e gli Emirati Arabi, probabilmente per monitorare le
reazioni di Teheran all’attacco dei bombardieri B-2.
L’MQ-4C “Triton” è un velivolo a lungo raggio prodotto
dall’industria aerospaziale statunitense Nortrop Grumman. Lungo 14,5 metri e
con un’apertura alare di 39,9, può operare entro un raggio di 2.000 miglia
nautiche dalla base di decollo, a un’altitudine massima di 18.288 metri e una
velocità di crociera di 575 km/h.
Il drone gode di un’autonomia di volo tra le 24 e le
30 ore consecutive. Nel corso di una sola missione i sofisticati sensori di
bordo rilevano, classificano e tracciano obiettivi marittimi operanti in
profondità monitorando fino ad una superficie di quattro milioni di miglia
nautiche.
Dal 23 febbraio la base di Sigonella, congiuntamente
alle due basi della Marina Militare di Augusta (Siracusa) e Catania, opera a
supporto logistico-operativo della grande esercitazione aeronavale della NATO
“Dynamic Manta”.
Si tratta della più importante esercitazione che
l’Alleanza Atlantica svolge annualmente per la lotta anti-sottomarina e
“neutralizzazione” delle unità da guerra “ostili”.
All’edizione 2026 di “Dynamic Manta” partecipano unità di superficie, sottomarini,
mezzi aerei ed elicotteri di Canada,
Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Turchia, Regno Unito e
Stati Uniti d’America.
I war games nelle acque di Ionio, Tirreno meridionale e Canale di
Sicilia, concomitanti con la campagna bellica anti-Iran, dovrebbero concludersi
venerdì 6 marzo.
Articolo pubblicato in Africa ExPress il 3 marzo 2026, https://www.africa-express.info/2026/03/03/anche-un-drone-americano-partito-da-sigonella-allassalto-delliran/



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