Trapani Birgi base strategica degli aerei radar AWACS e dei droni AGS della NATO
La
Sicilia in guerra raddoppia: dopo Sigonella anche lo scalo aereo di Trapani
Birgi assume il ruolo di avamposto strategico per le operazioni militari delle
forze armate NATO nello scacchiere russo-ucraino.
Martedì
3 febbraio 2026, dopo il fallimento dell’accordo per una “tregua” e la ripresa
degli attacchi aerei russi contro le città ucraine, il sito specializzato ItalMilRadar ha tracciato la simultanea ed
inedita missione d’intelligence, riconoscimento e sorveglianza (ISR) dello
spazio aereo dell’Europa orientale e del Mar Nero da parte di due velivoli
decollati dalla Sicilia.
Nello
specifico, un aereo radar E-3A “Sentry” AWACS della NATO (denominato in codice MAGICS),
dopo aver lasciato la base di Trapani ha raggiunto la Polonia orientale per svolgere
una lunga attività di monitoraggio dei cieli dell’Ucraina. Nelle stesse ore è
decollato da Sigonella un drone RQ-4B “Global Hawk” in dotazione all’US Air
Force (denominazione FORTE) che si è poi posizionato in volo sul Mar Nero.
“Insieme,
i due velivoli segnano un netto passaggio dalla modalità standby al
monitoraggio per una rinnovata consapevolezza della situazione in tutto il
teatro delle operazioni militari”, spiegano gli analisti di ItaMilRadar. “L’aereo E-3A “Sentry”
della NATO era nella posizione ideale per monitorare l’attività aerea e le
dinamiche di comando e controllo legate alle operazioni all’interno
dell’Ucraina, mentre sorvolava all’interno dello spazio aereo NATO. Queste
missioni non sono limitate all’osservazione passiva: l’E-3 fornisce un quadro
aereo in tempo reale, traccia le attività dei velivoli e dei missili in volo e
opera come nodo chiave per comprendere quanto accade nei periodi di elevata
tensione”.
Sempre
ItaMilRadar ha rilevato che il drone RQ-4B
“Global Hawk” dell’Aeronautica Militare USA è decollato da Sigonella per
operare nell’area del Mar Nero dopo un’assenza di alcune settimane. “Le
missioni di FORTE sul Mar Nero sono divenute di recente meno frequenti, mostrando
una temporanea riduzione dell’escalation”, scrivono gli analisti. “Il suo ritorno,
giorno 3 febbraio, suggerisce che i rinnovati attacchi russi sono stati
immediatamente valutati assai più di un evento isolato”.
“La
combinazione di questi due assetti aerei è particolarmente significativo”,
annota ItaMilRadar. “Mentre FORTE si
focalizza su una persistente sorveglianza aerea in profondità dell’asse
meridionale — monitorando le regioni costiere, i sistemi di difesa aerea e i
modelli operativi — il velivolo radar E-3 lo completa fornendo un quadro aereo
dinamico più vicino al confine orientale della NATO. Insieme, i due velivoli
coprono sia la profondità strategica che l’immediato contesto dello spazio
aereo del conflitto russo-ucraino”.
In
conclusione ItaMilRadar sottolinea
quanto sia “cruciale” il tempismo della doppia missione di US Air Force e NATO.
“L’attivazione quasi simultanea dell’E-3 AWACS dall’Italia e del drone FORTE sul
Mar Nero indica fortemente che la tregua del fine settimana precedente era
stata considerata da tutti come temporanea”, commentano gli analisti. “La
postura operativa ISR della NATO sembra essere pronta a crescere rapidamente,
anticipando la ripresa delle ostilità più che a reagire ad un’escalation a
sorpresa”. (1)
Gli AWACS a Birgi per rafforzare la postura NATO in Est Europa
I
grandi aerei Boeing E-3A “Sentry” AWACS (Airborne Warning & Control
System) della NATO sono stati rischierati a Trapani Birgi a partire della
mattina del 18 dicembre 2025 per concorrere alle operazioni di comando,
controllo, intelligence e sorveglianza delle forze armate NATO nel sanguinoso
scacchiere di guerra russo-ucraino.
La
decisione di trasferire in Sicilia alcuni dei velivoli dotati di radar a lungo
raggio e sensori passivi capaci di rilevare contatti aerei o di superficie su
grandi distanze è stata assunta dall’Alleanza Atlantica per rafforzare le
attività di vigilanza nei rigidi mesi invernali nel Mediterraneo e in Europa
orientale.
“Da
Trapani Birgi l’E-3A può supportare con maggiore efficienza i compiti di
sorveglianza e comando e controllo in tutto il bacino mediterraneo, nei Balcani
e nelle più lontane aree orientali di interesse, così come mantenere rapido
accesso ai teatri operativi meridionali ed orientali della NATO”, spiegano ancora
gli analisti di ItaMilRadar. “La
location siciliana offre anche vantaggi logistici e minori tempi di transito in
comparazione con le basi del Nord, consentendo ai velivoli di trascorrere meno
tempo in volo”.
“Il
dislocamento si inserisce in uno schema ben consolidato”, annota ItaMilRadar. “L’Italia ha ripetutamente
ospitato gli aerei AWACS della NATO durante i periodi di maggiore attività o
con limiti stagionali, sottolineando il ruolo centrale di Roma all’interno
dell’architettura di difesa aerea e missilistica e di intelligence
dell’Alleanza. Poiché si intensificano le operazioni invernali, Trapani diviene
ancora una volta un centro nevralgico delle capacità di preavviso e pronto
intervento aereo della NATO, assicurando prontezza operativa in tempi critici
per la sicurezza regionale”. (2)
La
prima operazione dallo scalo siciliano è stata lanciata la sera di sabato 20
dicembre, alle ore 20.30: un E-3A “Sentry” identificato con il codice NATO05
(registrazione LX-90448), dopo la partenza da Trapani ha puntato in direzione
nord-est attraversando l’Italia e l’Europa centrale per poi raggiungere lo
spazio aereo della Polonia. Sui cieli polacchi l’aereo ha svolto una lunga
missione di nove ore, svolgendo una rotta di volo tipica di un mezzo militare
predisposto allo svolgimento di missioni di preallarme e comando e controllo.
“Il
tempo di sorvolo sulla Polona indica che si è trattato di una missione
focalizzata sul mantenimento della consapevolezza situazionale in una delle
aree più sensibili della NATO”, ha spiegato ItaMilRadar.
“Fin dall’inizio della guerra in Ucraina, la Polonia è divenuta una pietra
angolare del Fianco orientale dell’Alleanza, quale hub logistico e come paese
in prima linea confinante con l’area più estesa di confronto con la Russia”.
“Ciò
che distingue la missione del 20 dicembre è la scelta della base operativa”,
aggiungono gli analisti. “Lanciare una sortita così lunga da Trapani sottolinea
come il sud Italia sia sempre più impiegato come hub strategico che come
semplice avamposto mediterraneo. Dalla Sicilia, gli AWACS NATO possono
raggiungere l’Europa orientale mentre beneficiano di più stabili condizioni
climatiche e di una minore congestione del traffico aereo in comparazione con
le basi settentrionali, specialmente durante i mesi invernali. Ciò accresce sia
la flessibilità operativa che l’efficienza delle missioni”.
Nei
giorni precedenti alla missione dell’aereo radar decollato da Trapani verso la
Polonia, nei cieli dell’Europa orientale si era registrato un intenso traffico
di velivoli con e senza pilota delle forze aeree dei paesi membri
dell’Alleanza, specie in quelli confinanti con l’Ucraina. In particolare erano
stati monitorati i voli verso il Mar Nero dei grandi aerei ISR “Poseidon 8A” di
US Navy e dei droni “Global Hawk” di US Air Force, tutti operativi dalla
Stazione aeronavale siciliana di Sigonella.
“La
NATO sta continuando a generare un flusso costante di missioni lungo le proprie
frontiere orientali”, spiega ItaMilRadar.
“Il volo di nove ore da Trapani si adatta perfettamente a questo schema,
evidenziando come l’Alleanza sia in grado di proiettare la copertura aerea
persistente delle operazioni di comando e controllo sul Fianco Est anche quando
opera a centinaia di chilometri di distanza. Più di una sortita di routine, la
missione del velivolo AWACS è un modo di far presente, e Trapani in
particolare, che esse restano un fattore chiave dell’architettura di
sorveglianza aerea della NATO in un momento in cui il monitoraggio dell’Europa
orientale resta una priorità strategica”. (3)
Gli AWACS della NATO vengono impiegati in operazioni di sorveglianza e riconoscimento sul fronte orientale a partire del marzo 2014, dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia e l’escalation bellica in Donbass, nell’ambito delle misure adottate dall’Alleanza a supporto delle forze armate ucraine.
Il ruolo dei velivoli radar NATO è ovviamente
cresciuto dopo l’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022. “Gli AWACS hanno condotto centinaia di voli per pattugliare
i cieli lungo tutto il fianco orientale dell’Alleanza, incluso sul Mar Baltico
e sul Mar Nero e hanno anche monitorato i cieli sull’Ucraina”, riporta
l’ufficio stampa della NATO. “Durante questi voli gli AWACS sono stati in grado
di monitorare gli aerei da guerra russi, individuare missili e osservare
qualsiasi movimento delle unità navali, dei droni e dei carri armati. Queste
attività consentono ai leader militari e politici dell’Alleanza di avere un
quadro chiaro di ciò che sta accadendo in Ucraina e di poter osservare le
minacce che interessano il territorio NATO”. (4)
A Birgi pure i grandi droni AGS della NATO
A sancire
le sempre più strette relazioni logistico-operative tra le due maggiori
installazioni militari siciliane, c’è la decisione della NATO Intelligence, Surveillance and Reconnaissance Force (NISRF) di
utilizzare lo scalo di Trapani Birgi come base di supporto dei nuovi droni RQ-4D
“Phoenix” del sistema AGS (Alliance
Ground Surveillance), il cui hub di comando e controllo è stato insediato
proprio a Sigonella. L’AGS con i suoi cinque velivoli a pilotaggio remoto RQ-4D
“Phoenix” consente alla NATO di condurre ricognizioni aeree autonome in
qualsiasi condizione atmosferica, giorno e notte, in una vastissima aera
geografica che comprende l’Europa, il nord Africa e il Mediterraneo orientale.
Il
primo rischieramento di un drone “Phoenix” AGS nella base trapanese risale al 10
dicembre 2024. “Ciò ha rappresentato un passo significativo nell’ampliamento
della portata operativa e dell’adattabilità della NISR Force all’interno della cornice d’intelligence della NATO”, ha
dichiarato il generale Andrew Clark, comandante della forza di sorveglianza
interalleata. “Questo riuscito impiego a Trapani è una prova evidente dell’impegno
e della professionalità del nostro personale e di quello del 37° Stormo
dell’Aeronautica Militare italiana di stanza in questa installazione, nonché
dei militari della forza AWACS NATO di Trapani. Espandendo la nostra presenza
operativa, rafforziamo la nostra flessibilità nel fornire intelligence critica
e supporto alle attività di sorveglianza della NATO e dei suoi stati membri, in
qualsiasi momento e ovunque sia necessario”.
Sempre secondo i massimi vertici della NISR Force, l’inclusione dello scalo di Trapani all’interno del proprio dispositivo di intelligence militare ha consentito il potenziamento delle funzioni e delle capacità operative. “La diversificazione delle basi consente a NISRF di svolgere ininterrottamente le attività di sorveglianza in tutte le regioni più critiche, via via che si evolvono le situazioni sul campo (…) L’uso di Trapani rende ancora più solide le missioni vitali ISR a supporto degli obiettivi collettivi alla sicurezza della NATO”. (5)
Una piattaforma avanzata per gli aerei radar AWACS
Trapani Birgi è una delle basi operative avanzate (Forward Operations Bases) della NAEW&C (NATO
Airborne Early Warning & Control) fin dalla sua costituzione nei
primi anni Ottanta del secolo scorso. La NAEW&C è una delle forze di pronto
intervento dell’Alleanza, insieme alla Very
High Readiness Joint Task Force (VJTF) e alla NATO Response Force (NRF). Il quartier generale della struttura di
pronto allarme NATO è a Geilenkirchen, Germania. Le altre FOB sorgono ad Oerland
(Norvegia), Aktion (Grecia) e Konya (Turchia).
Complessivamente sono 17 i paesi membri NATO che
contribuiscono al programma NAEW&C: Belgio, Danimarca, Germania, Grecia,
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Turchia, Ungheria e Stati Uniti d’America.
Canada, Finlandia, Francia e Lituania assegnano proprio personale militare a
supporto dei velivoli radar E-3A “Sentry” AWACS.
Attualmente
la flotta AWACS è composta da 14 aerei. Si
tratta di velivoli modello Boeing 707 appositamente modificati con l’installazione
di un’ampia antenna radar sulla fusoliera. Radar e relativi sensori sono in
grado di tracciare ogni contatto terrestre e/o areo su larghe distanze. I
sistemi di bordo possono intercettare, identificare e seguire gli aerei
potenzialmente ostili che operano a basse altitudini ed assicurare le
operazioni di comando e controllo degli aerei alleati. Gli apparati radar
possono tracciare ed identificare simultaneamente i contatti navali, fornendo
il coordinamento a supporto delle forze di superficie. Le informazioni raccolte
dagli AWACS possono essere trasmesse direttamente – via link digitali –agli
utenti che operano in ambienti terrestri, aerei e navali.
Gli E-3A operano normalmente ad un’altitudine di circa
10 km.; ciò consente loro di monitorare costantemente uno spazio aereo con una
copertura di oltre 312.000 km², individuando target fino a 520 km. o a 280
miglia nautiche di distanza. (6)
Enfaticamente denominati gli occhi del cielo della NATO, gli E-3A AWACS conducono un ampio raggio di missioni: dalla sorveglianza aerea in tempo di pace, il supporto anti-terrorismo, gli interventi di evacuazione di personale militare e di vigilanza di embarghi, ecc., fino a tutte le missioni di guerra. Essi assicurano il comando e il controllo dei velivoli aerei e dei cacciabombardieri durante le loro operazioni ed esercitazioni; il coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso (SAR); il controllo delle unità di difesa missilistica con base terrestre; il supporto alle operazioni navali dentro definite aree marittime. (7)
In passato gli AWACS hanno avuto un ruolo chiave in alcuni dei più sanguinosi conflitti che le forze armate USA e NATO hanno lanciato in diverse aree del pianeta. Dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nell’agosto del 1990, alcuni di questi velivoli sono stati trasferiti in basi aeree della Turchia orientale per controllare il confine turco-iracheno e il traffico navale nel Mediterraneo orientale (Operation Anchor Guard). Le attività sono proseguite fino al marzo 1991.
Nel
corso degli anni Novanta, gli AWACS NATO e i velivoli radar di Francia, USA e
Regno Unito hanno operato congiuntamente sullo spazio aereo dei Balcani a
supporto delle missioni dell’Alleanza in Bosnia ed Erzegovina e in Kosovo (Operazioni
Deliberate Force e Allied Force).
Determinante l’impiego della NAEW&C Force dopo l’11 settembre 2001 a sostegno delle operazioni lanciate dagli Stati Uniti d’America e dalla NATO in Medio oriente. Dal 2007 al 2016 gli aerei radar sono stati impiegati per le attività “anti-terrorismo” che l’Alleanza ha svolto in tutto il bacino mediterraneo (Operation Active Endeavour). Ancora più rilevante il ruolo degli AWACS nella campagna bellica scatenata da USA e alleati contro la Libia nel 2011 (Operation Unified Protector). “La NAEW&C Force ha assunto la funzione cruciale di comando e controllo di tutti gli assetti aerei alleati che hanno operato sulla Libia”, ricordano i vertici NATO. “Ciò ha incluso l’emanazione degli ordini tattici e dei compiti in tempo reale per i caccia da combattimento alleati, per i velivoli di sorveglianza e riconoscimento e quelli di rifornimento in volo, nonché per gli aerei senza pilota UAV. Gli AWACS hanno inoltre fornito supporto alle unità navali e ai sottomarini alleati rafforzando il sistema di embargo militare contro la Libia e le capacità di sorveglianza navale. Per la cronaca, la maggior parte degli attacchi aerei in territorio libico partirono al tempo proprio dallo scalo aereo di Trapani Birgi.
Dal 2011 fino al 2014, alcuni aerei radar NATO sono stati trasferiti nella base di Mazar-e Sharif in Afghanistan, a supporto dell’International Security Assistance Force (ISAF), assicurando la copertura dello spazio aereo del paese e il sostegno alle attività da combattimento, interdizione del campo di battaglia, ricerca e soccorso del personale militare, trasporto aereo tattico. (8) Come abbiamo già visto, dal 2014 ad oggi i velivoli radar della forza di “pronto allarme” NATO vengono impiegati sul fronte di guerra russo-ucraino.
Una scuola di guerra mondiale per i piloti degli F-35
A
Trapani Birgi, agli E-3A “Sentry” AWACS e ai droni RQ-4B “Global Hawk” AGS
della NATO si aggiungeranno presto anche i cacciabombardieri di quinta
generazioneF-35 “Lightining II”. Il Ministero della Difesa italiano ha annunciato
infatti l’avvio dei lavori di ampliamento della grande base siciliana in vista
della realizzazione di un Centro di formazione dei piloti dei paesi che si sono
dotati o intendono dotarsi di questi velivoli a capacità nucleare.
La Direzione degli Armamenti
Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA) ha impegnato 112,6 milioni di euro
su un arco temporale quinquennale, per la creazione del centro di addestramento
avanzato, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per
l’Aeronautica Militare, ma per tutti i partner mondiali del programma JSF (Joint Strike Fighter, così come viene
indicato il velivolo da guerra F-35).
Secondo il periodico specializzato Ares, il Ministero della Difesa
realizzerà a Trapani Birgi la terza Main Operating Base (MOB) per la
flotta F-35 in dotazione all’Aeronautica Militare, affiancandola alle basi di Amendola (Foggia) e Ghedi (Brescia). “Il
progetto su Trapani è però più ambizioso e mira a istituire un vero e proprio ecosistema operativo e formativo”, aggiunge Ares. “Il piano prevede
infatti la coesistenza di tre realtà distinte
ma integrate: un Gruppo Volo Operativo nazionale (ITAF OPS Squadron), un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo (PTC Squadron) e il Centro di Addestramento Comune (LTC) oggetto
dell’attuale contratto (…) L’obiettivo è intercettare la crescente domanda di addestramento
dei paesi NATO ed europei, istituendo in Italia il
primo Pilot Training Center per F-35 al di fuori dei confini statunitensi”.
Ad oggi i Paesi che hanno acquistato o hanno
espresso l’intenzione di dotarsi del caccia F-35, oltre a Stati Uniti d’America
e Italia sono: Arabia Saudita, Australia, Belgio, Canada, Corea del Sud,
Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Germania, Giappone, Grecia,
Israele, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Qatar, Regno
Unito, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Spagna, Svizzera, Thailandia e
Turchia.
Sotto il profilo
amministrativo, il Ministero della Difesa ha affidato i lavori di realizzazione
del Pilot Training Center al
Raggruppamento Temporaneo di Imprese formato dall’italiana Leonardo S.p.A. e dal
colosso statunitense Lockheed Martin. “La scelta – spiega
ancora Ares - è dettata da vincoli
tecnologici e normativi stringenti. Lockheed Martin è
infatti l’unico soggetto titolato a
distribuire i simulatori del programma JSF, mentre Leonardo è stata individuata
dal costruttore americano come l’unica realtà industriale nazionale in possesso delle competenze e delle autorizzazioni (tramite
accordi approvati dal governo USA) per gestire i dati ingegneristici
classificati necessari all’opera”.
La Difesa ha già predisposto
il cronogramma per il completamento del progetto nell’installazione siciliana: la prima capacità di
training a bordo degli F-35 prenderà il via entro dicembre 2028, mentre il completamento dell’edificio che ospiterà
il centro scuola è previsto entro il 1° luglio 2029. (9)
Note
2)
https://www.itamilradar.com/2025/12/21/nato-e-3a-flies-a-nine-hour-mission-over-poland-from-trapani/
4)
https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/awacs-natos-eyes-in-the-sky
6)
https://awacs.nato.int/organisation/awacs-fleet-2
7)
https://awacs.nato.int/organisation/roles-and-operations
8)
https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/awacs-natos-eyes-in-the-sky



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