I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

mercoledì 23 dicembre 2015

Una Frontex 2 contro migranti e cittadini europei “sospetti”


Dopo l’operazione Triton e il varo della forza navale EUNAVFOR MED, l’Unione europea pensa a nuovi strumenti militari per garantire una gestione forte e condivisa delle frontiere esterne” e fare la guerra ai migranti nel Mediterraneo. Il 15 dicembre la Commissione europea ha infatti deciso di potenziare il mandato e le risorse finanziarie di Frontex, l’agenzia di vigilanza e controllo dei confini Ue ed istituire una Guardia costiera e frontaliera europea che sovrintenda con piena autonomia alla gestione delle operazioni anti-migrazioni.

“È giunto il momento di passare a un sistema di gestione delle frontiere realmente integrato”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. “La Guardia costiera e di frontiera europea riunirà l’agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera istituita da Frontex e le autorità degli Stati membri responsabili della gestione delle frontiere, che continueranno a occuparsi delle attività giornaliere di gestione delle frontiere esterne. Il sistema proposto avrà la possibilità di attingere a una squadra di persone e a un parco di attrezzature di riserva e permetterà di individuare in tempo reale eventuali carenze, che potranno così essere risolte rapidamente, migliorando anche la nostra capacità collettiva di intervenire in modo efficace in situazioni di crisi. Ciò contribuirà a gestire più efficacemente la migrazione, a rafforzare la sicurezza interna dell’Unione europea e a salvaguardare il principio della libera circolazione delle persone”.

Le misure adottate dalla Commissione comporteranno la riorganizzazione istituzionale di Frontex e uno smisurato ampliamento delle sue funzioni e dei suoi costi. I limiti di Frontex, hanno impedito sino ad oggi un suo efficace intervento per porre rimedio alle situazioni create dalle crisi dei rifugiati”, ha spiegato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. “L’agenzia Ue non può acquisire le proprie risorse, non ha un proprio staff operativo e fa riferimento sui contributi degli Stati membri; non è in grado di svolgere le proprie operazioni di gestione delle frontiere senza la richiesta prioritaria di uno Stato membro e non ha un esplicito mandato per condurre operazioni di ricerca e soccorso. Con la nuova agenzia si potrà fare molto di più”.

A specificare compiti e mezzi di Frontex 2 è Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza. “La nuova agenzia per la guardia costiera e di confine verificherà che le regole di gestione integrata delle frontiere siano rispettate, potrà agire autonomamente per prevenire situazioni di crisi e intervenire subito sulle frontiere esterne con azioni urgenti sul campo. Altre misure proposte consentiranno la velocizzazione del rimpatrio dei migranti irregolari: ci sarà uno speciale ufficio rimpatri che collaborerà con gli stati membri finanziando o co-finanziando le operazioni per rimandare indietro gli irregolari”.

L’istituzione di una Guardia costiera e di frontiera europea era stata anticipata il 9 settembre 2015 da Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell’Unione, ma il colpo di acceleratore alla riforma delle agenzie Ue anti-migranti è stato giustificato dallo stesso presidente della Commissione europea con la necessità di “dare una risposta ai recenti attentati di Parigi ed alla crescente minaccia posta dai terroristi combattenti stranieri”.

Secondo il documento pubblicato dalla Commissione europea il 15 dicembre, la nuova guardia di frontiera avrà una “squadra di riserva rapida di guardie costiere” e potrà contare su almeno 1.500 esperti, il cui dispiegamento in una zona a rischio migranti potrà essere effettuato entro tre giorni. “Essi costituiranno la Forza Europea di Pronto Intervento rischierabile a ridosso delle frontiere in situazioni di crisi”, scrivono i commissari di Bruxelles. “Per la prima volta l’agenzia potrà procurarsi le attrezzature autonomamente e attingere a un parco di attrezzature tecniche messo a disposizione dagli Stati membri”. Entro il 2020 la nuova agenzia potrà contare su un migliaio di dipendenti a tempo indeterminato, un numero due volte maggiore di quanto è impiegato attualmente da Frontex.

Sarà attivato inoltre un Centro di monitoraggio ed analisi dei rischi per controllare i flussi migratori verso l’Unione europea e al suo interno e “svolgere valutazioni obbligatorie della vulnerabilità, volte a individuare i punti deboli ed a porvi rimedio”. L’agenzia includerà la “criminalità transfrontaliera” e il “terrorismo” nelle analisi dei rischi e collaborerà con altre agenzie dell’Unione e le maggiori organizzazioni internazionali nella “prevenzione del terrorismo”. Funzionari di collegamento verranno distaccati negli Stati membri per garantire una presenza dove si riterrà che le frontiere siano a rischio pressione migratoria. “L’agenzia potrà valutare la capacità operativa, le attrezzature tecniche e le risorse di cui dispongono gli Stati membri per fronteggiare le sfide alle loro frontiere esterne e potrà imporre agli Stati membri di adottare misure entro un termine prestabilito”.

Il documento della Commissione europea fa esplicito riferimento al diritto d’intervento sovranazionale della nuova superagenzia Ue. “Gli Stati membri potranno richiedere operazioni congiunte e interventi rapidi alle frontiere, nonché il dispiegamento di squadre della guardia costiera e di frontiera europea a sostegno di tali operazioni”, spiega Bruxelles. “In caso di persistenza delle carenze o di ritardo o inadeguatezza dell’azione nazionale qualora uno Stato membro sia sottoposto a una forte pressione migratoria che rappresenti una minaccia per lo spazio Schengen, la Commissione potrà adottare una decisione di esecuzione per stabilire che la situazione in un particolare tratto delle frontiere esterne richiede un intervento urgente a livello europeo. Ciò permetterà all’Agenzia di intervenire, dispiegando le squadre della guardia costiera europea, per assicurare l’azione sul campo anche quando uno Stato membro non può o non vuole prendere le misure necessarie”. Frontex 2 potrà pure inviare funzionari di collegamento ed avviare operazioni congiunte con Paesi terzi confinanti, anche sul loro territorio.

Le attività di controllo delle frontiere effettuate sino ad oggi dalle Guardie costiere nazionali saranno poste gerarchicamente sotto il comando-gestione della nuova Guardia costiera e di frontiera europea; congiuntamente anche i mandati dell’Agenzia europea di controllo della pesca e dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima “saranno allineati” a quello della neonata istituzione. “Le tre agenzie saranno in grado di avviare operazioni di sorveglianza congiunte, ad esempio utilizzando sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni) nel Mar Mediterraneo”, scrive la Commissione Ue.
Nell’ambito della nuova agenzia sarà istituito pure un Ufficio europeo dei rimpatri che “permetterà di dispiegare squadre europee di intervento per il rimpatrio, composte da personale di scorta e di sorveglianza nonché da specialisti in materia di rimpatrio, che lavoreranno con efficacia per rimpatriare i cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”. Bruxelles ha previsto inoltre di introdurre “controlli sistematici” - basati sul raffronto con le banche dati esistenti - dei cittadini Ue che entreranno o usciranno dall’Unione. “Per accrescere la sicurezza nello spazio Schengen, si propone una modifica mirata del codice frontiere Schengen volta a introdurre controlli sistematici obbligatori dei cittadini dell’Ue alle frontiere esterne terrestri, marittime ed aeree”, riporta il paper del 15 dicembre. “Saranno introdotti controlli obbligatori dei cittadini dell’Ue basati sul raffronto con banche dati, quali il sistema d’informazione Schengen, la banca dati dell’Interpol sui documenti di viaggio rubati e smarriti e i pertinenti sistemi nazionali, al fine di verificare che le persone in arrivo non rappresentino una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza interna”. La Commissione Ue propone inoltre di rafforzare l’obbligo di verificare gli identificatori biometrici nei passaporti dei cittadini europei “in caso di dubbi sull’autenticità del passaporto o sulla legittimità del titolare”. La valutazione dei rischi sarà comunicata alla nuova superagenzia di controllo delle frontiere, “che potrà giudicare il modo in cui è applicata l’eccezione nella sua valutazione della vulnerabilità”. Sempre secondo la Commissione, i controlli sistematici nelle banche dati saranno eseguiti secondo un sistema cosiddetto Hit/no hit, sulla base cioè di valutazioni meramente soggettive dei funzionari di Frontex 2 sulla presunta pericolosità sociale del cittadino Ue. “Se la persona controllata non rappresenta un rischio, il controllo non viene registrato e i suoi dati non subiscono un ulteriore trattamento”, conclude la Commissione. L’ennesimo colpo di piccone allo stato di diritto e alle libertà individuali nel nome dell’Europa lager e fortezza armata.

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