Giochi di guerra italiani nel deserto del Qatar
Il complesso militare
industriale italiano rafforza la partnership con il ricco e potente
petro-emirato arabo
Un mese di giochi di guerra nel deserto del
Qatar e il complesso militare industriale italiano rafforza la partnership con
il ricco e potente petro-emirato arabo.
Il 20
novembre 2025 si sé conclusa presso il poligono di Al Qalayil l’esercitazione militare
internazionale “Ferocious Falcon 6”, condotta dal ministero della Difesa
italiano con personale
di Esercito, Marina, Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri,
insieme alle forze armate di Francia, Gran Bretagna, Qatar, Stati Uniti e
Turchia.
“Giunta
alla sesta edizione, l’esercitazione è stata organizzata dalle autorità
militari del Qatar e, per l’Italia, dal Comando Operativo di Vertice
Interforze (COVI)”, spiega lo Stato Maggiore della Difesa. “L’obiettivo è stato
quello di incrementare l’integrazione, l’interoperabilità e la capacità di
risposta congiunta nell’area del Golfo”.
I war
games sono consistiti in operazioni di “integrazione dei posti di comando” e
attività addestrative a fuoco. Nello specifico, uomini e mezzi della Brigata
Meccanizzata “Aosta” (con comando e sede in Sicilia) hanno svolto esercitazioni
di combattimento in ambiente desertico, con l’impiego di piattaforme terrestri
di nuova generazione. In parallelo, l’Aeronautica Militare ha simulato attacchi
impiegando i cacciabombardieri “Eurofighter” e i grandi aerei cargo KC-767A
per il rifornimento in volo.
“Ferocious
Falcon 6” si è conclusa con un seminario internazionale dedicato alle principali
sfide militari contemporanee; gli ufficiali italiani sono intervenuti nel panel
sulla Guerra Elettronica, “illustrando
gli strumenti per la protezione dello spettro elettromagnetico”.
Alla
giornata finale erano presenti i vertici delle forze armate qatarine
e le delegazioni militari dei Paesi partecipanti (per l’Italia il vicecomandante
del COVI, l’ammiraglio Giacinto Sciandra). Ospite d’onore il ministro della
Difesa Guido Crosetto, in visita ufficiale in Qatar e negli Emirati Arabi
Uniti per rafforzare la cooperazione nel
settore militare.
A
Doha, Crosetto ha incontrato lo sceicco Saoud bin Abdulrahman Al Thani, vice
premier e ministro della Difesa del Qatar.
“Il
Qatar è un mediatore che ha svolto un ruolo di primo piano nella crisi di Gaza
e sta attualmente mediando in altre crisi, confermandosi un partner capace e
affidabile nei processi di dialogo e di de-escalation, in grado di fornire un
contributo significativo alla stabilità regionale”, ha enfatizzato Guido
Crosetto a conclusione del meeting con Al Thani. “E’ emersa una comune volontà
di consolidare i già profondi legami di amicizia, di lavorare insieme per la
pace in Medio Oriente e di rafforzare l’eccellente cooperazione in corso tra le
nostre forze armate e l’industria della difesa”.
Ancora
più complessa l’esercitazione bilaterale “NASR 2025” condotta nelle prime due
settimane di novembre dall’Esercito Italiano e dalle Qatar Emiri Land Forces,
ancora una volta nel poligono desertico di Al Qalayil.
La “NASR
2025”, sotto la supervisione dello Stato Maggiore dell’Esercito, ha visto la
partecipazione di oltre 500 militari della Brigata Meccanizzata “Aosta” e di altri
reparti provenienti da tutta Italia.
“L’attività
addestrativa è culminata con una esercitazione di Gruppo Tattico pluriarma in
un contesto warfighting a guida 6° Reggimento bersaglieri, con l’impiego delle
nuove piattaforme blindo “Centauro 2” del 6° Reggimento Lancieri di “Aosta”,
col supporto di fuoco dei Reggimenti di Artiglieria 8° “Pasubio” e 52°
“Torino”, del 4° Guastatori e 6° Pionieri, del 185° Reggimento Paracadutisti e
degli aeromobili a pilotaggio remoto (droni) del 3° Reggimento Supporto
Targeting “Bondone””, riporta in nota lo Stato Maggiore dell’Esercito.
I war
games con le forze terrestri dell’Emirato arabo sono state un’importante
occasione per testare e proporre al florido mercato del Medio Oriente alcuni
dei nuovi sistemi d’arma prodotti dalle aziende leader del comparto militare
industriale nazionale.
“Durante
tutto il periodo di permanenza in Qatar, è stata condotta, a cura del Comando
Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE), un’intensa attività di
sperimentazione sul campo di una serie di tecnologie attualmente ritenute di
forte interesse per l’incremento delle capacità operative della Forza Armata”,
spiegano i vertici dell’Esercito.
In
particolare, in occasione delle esercitazioni a fuoco sono stati impiegati,
oltre ai blindo da combattimento 8x8 “Centauro 2” del Consorzio CIO (IVECO-Oto
Melara), i nuovi munizionamenti di artiglieria a lunga gittata per
obici da 155mm. “Vulcano”,
prodotti negli stabilimenti di Leonardo SpA.. “Organizzata dal IV Reparto Logistico dell’Esercito, l’attività di validazione ha messo in luce
l’efficacia del munizionamento, che può attingere obiettivi posti a oltre
settanta chilometri di distanza”, aggiunge lo Stato Maggiore. “Nella versione a guida GPS a lungo raggio, il
“Vulcano” ha messo in evidenza l’eccezionale precisione sui punti determinati
da un Team di Forze Speciali del 185°
Reggimento Acquisizione Obiettivi”.
In occasione di “NASR 2025” sono stati
massicciamente impiegati pure i nuovi obici semoventi
PZH 2000 da 155/52mm, che l’Esercito italiano ha acquistato dal consorzio
tedesco formato dalle aziende Krauss-Maffei Weggmann e Rheinmetall. Verificata
sul campo di battaglia anche “l’efficacia” dello scambio rapido delle
informazioni e l’integrazione dei sistemi di Comando e Controllo (C2) e di gestione del fuoco di diversa tipologia, schierati contestualmente in
Qatar, a Bracciano (Roma) e nel poligono di Monte Romano (Viterbo), grazie ai collegamenti satellitari digitali realizzati
dal 2° Reggimento Trasmissioni
Alpino di stanza a Bolzano.
Anche la Marina Militare italiana ha
rafforzato la propria presenza in Qatar nel corso dell’ultimo anno. A metà
giugno, la fregata missilistica “Antonio Marceglia” (unità del progetto
multi-missione italo-francese FREMM, realizzata da Fincantieri SpA) ha
effettuato una sosta tecnico-logistica nel porto di Doha. “L’importanza di
questo passaggio in Qatar è cruciale: tra i Paesi europei, l’Italia è il primo
partner commerciale dell’emirato, dove le aziende tricolori sono protagoniste
da tempo”, scrive con malcelata enfasi lo Stato Maggiore della Marina.
La
sosta nella capitale qatarina si è rivelata strategica per promuovere obici e
cannoni navali, sistemi radar e tecnologie elettroniche Made in Italy. “Questa
nave è ambasciatrice di
tecnologia, know how, eccellenza del Sistema-Paese Italia”, ha
dichiarato Paolo Toschi, ambasciatore d’Italia in Qatar, in visita alla
fregata missilistica. “Il confronto
tra il mondo militare italiano e quello qatariano è una costante della crescita
del legame fra i due Paesi, con
un percorso unito di interscambi, esercitazioni, confronti, programmi educativi
e, naturalmente, progetti industriali di rilievo”.
A marzo 2025 era stata un’altra fregata
multi-missione FREMM - la “Luigi Rizzo” - ad
approdare a Doha. “La sosta di Nave Rizzo è un’importante occasione per favorire lo scambio di
esperienze, rafforzare i legami istituzionali e promuovere un dialogo
costruttivo sui temi della difesa e della sicurezza”, riportava con l’immancabile
enfasi il Comando della Marina Militare italiana. “La presenza della Fregata
in Qatar è parte delle attività di cooperazione internazionale della
Difesa. L’obiettivo è rafforzare la sinergia con le forze armate del Qatar
nelle operazioni di sicurezza marittima, con particolare attenzione alla
protezione delle rotte commerciali e alla stabilità regionale”.
Articolo
pubblicato in Pagine Esteri l’1
dicembre 2025, https://pagineesteri.it/2025/12/01/europa/giochi-di-guerra-italiani-deserto-qatar/



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