I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

venerdì 14 novembre 2014

Mini droni per le forze d’assalto dell’esercito italiano


Si chiama COMFOSE: è il nuovo Comando forze speciali che nell’ambito del potenziamento delle capacità di pronto intervento delle forze armate negli scenari di crisi e di conflitto internazionali ha posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito il 9° Reggimento d’Assalto “Col Moschin”, il 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi, il 28° Reggimento Comunicazioni Operative “Pavia” e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti. Con sede nella caserma “Gaberra” di Pisa, la stessa che ospita il Centro addestramento paracadutisti, COMFOSE ha il compito di coordinare le specifiche esigenze di formazione ed addestramento dei reparti ad alta specializzazione dell’Esercito, assicurandone l’interoperabilità. Una task force in linea con le nuove strategie Nato, somigliante ai reparti d’eccellenza statunitensi, francesi e britannici, che sarà dotata dei più moderni e sofisticati sistemi d’arma.

Grazie ad un accordo con IDS - Industria dei Sistemi S.p.A. di Pisa (società d’ingegneria e produzione di sistemi radar e apparati elettromagnetici e aeronavigazione), COMFOSE ha avviato - tramite il 9° Reggimento “Col. Moschin” - la sperimentazione dei droni Manta “ASFO” (acronimo che significa Army Special Forces Operations), piccoli velivoli ad ala fissa, la cui configurazione aeromeccanica consente di eseguire missioni di intercettazione aerea di lunga durata. “Studiato e realizzato per rispondere alle esigenze operative espresse dal COMFOSE, l’eventuale entrata in servizio del Manta consentirà al bacino Forze Speciali/Forze per Operazioni Speciali (FS/FOS) di aumentare la disponibilità di assetti a controllo remoto per la sorveglianza e la ricognizione a livello tattico”, spiega lo Stato Maggiore dell’esercito. “Le FS/FOS devono estendersi a ogni ambiente ed essere attuabili anche in condizioni estreme; in tal senso rappresentano la punta di lancia nella sperimentazione di nuovi armamenti ed equipaggiamenti che in alcuni casi vengono successivamente adottati da esse stesse come da altre unità delle forze armate”.

I nuovi mini droni sono stati realizzati da IDS in due distinte configurazioni da 1,8 e 2,8 metri di apertura alare, con motore a benzina, elettrico o a turbina. I Manta possono essere lanciati mediante una catapulta meccanica o pneumatica da veicoli leggeri o da piccole imbarcazioni per raccogliere e trasmettere informazioni video dall’alto ed in tempo reale. Grazie alle loro dimensioni, i droni possono atterrare su un prato o su una pista di fortuna; il paracadute con cui sono equipaggiati ne consente l’atterraggio verticale su terra o in mare. Per le loro caratteristiche tecniche, i Manta sono adatti pure per missioni di controllo delle frontiere, stima di eventi catastrofici, ricerca e salvataggio e prevenzione incendi.

IDS – Industria dei Sistemi è stata costituita nel 1980 dall’ingegnere Giovanni Bardelli, figlio del fondatore della storica Selenia, poi assorbita dalla holding Finmeccanica. Con un capitale sociale di 7.500.000 di euro e 500 dipendenti, l’azienda ha assunto un ruolo importante nel business dei sistemi elettronici civili e militari. IDS ha il suo quartier generale a Pisa, ma conta pure su una sede operativa a Roma e consociate estere a Brisbane (Australia), Portsmouth (Gran Bretagna), Montreal (Canada) e San Paolo (Brasile). Ha avviato proficue collaborazioni nel campo della ricerca con la Scuola Normale di Pisa e l’Università di Napoli e contribuisce finanziariamente ai master sulla sicurezza della Biomedical University di Roma.

Oltre alla fattiva collaborazione avviata con il neo costituito Comando forze speciali dell’Esercito, l’azienda ha eseguito ricerche nel settore “prevenzione e protezione dalle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti” per il Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari (CISAM) di San Piero a Grado, Pisa (l’ex Centro per le Applicazioni Militari dell’Energia Nucleare - CAMEN). Nel novembre 2013, l’IDS Measurement Laboratory ha preso parte alle esercitazioni NATO “SET-180” presso il poligono interforze di Mazagón, Huelva (Spagna), uno dei più brandi di tutta Europa, fornendo un proprio radar per l’identificazione di differenti target. Le tecnologie e le consulenze dell’azienda in campo militare sono state pure messe a disposizione del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, del Ministero della difesa britannico, dell’Agenzia per lo sviluppo della difesa della Corea del Sud e dell’Aeronautica militare dell’Australia. Altri importanti progetti ed interventi in ambito civile e militare sono stati avviati in Argentina, Austria, Botswana, Cina, Colombia, Germania, Georgia, Giappone, Giordania, Indonesia, Malesia, Perù, Russia, Singapore, Spagna, Svizzera, Sud Africa, Trinidad e Tobago, Turchia.
Nel sempre più lucroso affaire dei velivoli senza pilota, oltre ai Manta, l’azienda pisana è presente con progetti con molteplici applicazioni che spaziano dal controllo di volo a quello delle frontiere terrestre, marittime e fluviali, al monitoraggio ambientale fino alla valutazione degli effetti di un terremoto o di una frana. Spicca in particolare la realizzazione in joint venture con AgustaWestland (Finmeccanica) di “Hero”, un sistema basato su un velivolo ad ala rotante (con decollo e atterraggio verticale) e su una stazione di terra che grazie ad una vasta gamma di sensori consente missioni pre-programmate in modo completamente autonomo, sia in ambito civile che militare, con una raggio operativo di 100 km. Ci sono poi i velivoli ad ala rotante “Colibrì” e “Stark”: il primo è un quadricottero ideato per missione di sorveglianza e ricognizione, soprattutto in ambienti urbani complessi (può fornire dettagliate immagini dall’alto, seguire veicoli o persone all’interno di un’area di crisi, ecc.); il secondo ha una configurazione classica di elicottero ed è utilizzato per operazioni di pattugliamento a medio e corto raggio, con un’autonomia di due ore e una velocità massima di 100 km/h. “Come il Manta – spiega IDS - anche lo Stark può essere trasportato da veicoli leggeri o da camion ed essere utilizzato per la raccolta di informazioni video a supporto delle operazioni di polizia legate al controllo di traffici illegali o alla sorveglianza in occasione di grandi eventi”. Piccoli-grandi fratelli dunque per operare nelle guerre e nella repressione globale.

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