I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

venerdì 20 gennaio 2012

Sciogliere il Comune di Barcellona PG, imprescindibile per la democrazia

COMUNICATO IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA STAMPA CONTRO IL MEGAPARCO COMMERCIALE DELLA FAMIGLIA DEL PREGIUDICATO ROSARIO PIO CATTAFI, BARCELLONA POZZO DI GOTTO (Me)

Carissimi, purtroppo non posso essere con voi a condividere ancora una volta la lotta per la legalità in una provincia dove colui che viene indicato da anni - da organi inquirenti e collaboratori di giustizia - come uno dei “capi” della criminalità organizzata, può intestarsi impunemente un dissennato progetto pseudo “economico” che ha ottenuto prima il voto unanime (e un’astensione) del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, poi la difesa d’ufficio di amministratori e forze politiche e finanche la discesa in campo del locale senatore della repubblica. A ciò, avrei oggi voluto segnalare di persona, si aggiunge il silenzio complice delle forze politiche, sociali e sindacali che per patrimonio storico e dichiarazioni di principi, dovrebbero fare della lotta alla mafia, al malaffare, al dissesto dei territori e dell’ambiente, la loro costante pratica di azione.
La vicenda del Parco commerciale di Contrada Siena è sicuramente una delle pagine più nere della recente storia politica del messinese e della Sicilia. Tuttavia, l’inchiesta avviata lo scorso anno dalla Procura della repubblica di Barcellona e l’indagine conoscitiva recentemente decretata dal Ministero dell’interno per valutare le possibili infiltrazioni criminali nella vita amministrativa del Comune, vengono viste con fastidio o volutamente ignorate dalle stesse forze d’opposizione. La stessa ipotesi di scioglimento del Consiglio Comunale e il conseguente commissariamento, invece di essere ritenuti necessari e imprescindibili per azzerare una classe politica inetta, incapace e pericolosamente contigua ai poteri forti, viene vissuta con malcelato fastidio. A Barcellona Pozzo di Gotto, la democrazia formale e sostanziale è valore del tutto inesistente e solo un terremoto politico e giudiziario potrà dare fievoli speranze di cambiamento a tutti coloro che per decenni sono stati de-privati dei diritti di cittadinanza e partecipazione.
Per questo, nell’esprimere piena solidarietà alle associazioni antimafia di Barcellona e Milazzo che continuano coraggiosamente e in solitudine a rivendicare verità e giustizia, non posso che augurarmi che le forze e i soggetti sani della città non perdano quest’ultima opportunità per impedire, innanzitutto, lo scempio che ne deriverà per l’intero territorio provinciale dal Piano di lottizzazione del parco di Cosa Nostra. Auspico altresì un fronte comune per chiedere con forza che la Commissione prefettizia concluda serenamente e prima possibile il proprio lavoro e che il Governo Monti non ripeta quanto accaduto con l’ultimo governo di centro-sinistra, quando vennero ignorati i contenuti di una relazione che stigmatizzava i comportamenti e i legami di quei soggetti politico-sociali ed economici ancora al governo della città e della provincia.  E se alla fine, per meri problemi tecnico-temporali, non si riuscisse a giungere allo scioglimento per mafia del Comune, credo che sarà doveroso che la sinistra realmente etica e radicale e la società civile aprano un confronto comune sull’ipotesi di un aperto boicottaggio della tornata elettorale: essa rischierebbe, infatti, di legittimare l’arroganza dei potenti e dei vecchi e nuovi boss di mafia. Sarebbe un modo autorevole e nonviolento di porre regionalmente e nazionalmente la centralità criminale della città-Corleone del XXI secolo.           

Buon lavoro, con la stima di sempre
Antonio Mazzeo                                                              Messina, 20 gennaio 2012

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