I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

lunedì 24 gennaio 2011

US Army sceglie Finmeccanica per elicotteri da guerra

L’incondizionata fedeltà italiana all’amministrazione degli Stati Uniti d’America e alle sue avventure belliche in mezzo mondo, è stata premiata. Il Comando missilistico e d’aviazione dell’Esercito USA, ha aggiudicato a Drs Technologies, azienda elettronica con sede a Parsippany (New Jersey), ma interamente controllata dal gruppo Finmeccanica, un contratto per 5 anni del valore di 913 milioni di dollari per il supporto logistico, la manutenzione e la fornitura di parti di ricambio dei sistemi di visione elettro-ottici di 300 elicotteri OH-58D Kiowa Warrior.

“Grazie ai sistemi di visione elettro-ottici dotati di tecnologia a infrarossi – si legge in una nota della società leader del complesso militare industriale italiano – l’elicottero può operare anche con visibilità praticamente nulla o condizioni meteorologiche avverse e può rimanere nascosto fino a pochi attimi prima di entrare in azione”. Il tipo d’azione del Kiowa Warrior? Non certo quella esplorativa, come lascerebbero pensare i visori elettronici della Drs Technologies. Si tratta invece di un elicottero d’attacco con un’impressionante potenza di fuoco.

L’OH-58D Kiowa Warrior è armato infatti con un mixer di missili ad altra precisione, come gli aria-terra Hellfire e gli aria-aria Stinger ATAS, più i cannoni Hydra-70 ed M296. Prodotto dalla Bell Helicopter, il velivolo è stato venduto pure ad Arabia Saudita, Australia, Austria, Canada, Repubblica Dominicana e Taiwan.
Drs Technologies è stata acquistata da Finmeccanica poco meno di 4 mesi fa e non si è trattato certo di un’operazione finanziaria indolore: la holding italiana ha infatti versato 5,2 miliardi di dollari comprensivi dell’assunzione di circa 1,6 miliardi di debiti. Il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, ha giustificato il megaesborso perché “con l’acquisizione di Drs, il gruppo si è trasformato nel secondo fornitore estero del Pentagono”. “Ci consolidiamo ulteriormente come competitor internazionale di primo livello”, ha aggiunto Guarguaglini. “E rafforziamo il nostro impegno negli USA, nostro mercato di riferimento, e, soprattutto, nel supporto alle forze armate statunitensi, creando in tal modo un importante polo transatlantico di competenze nel settore dell’elettronica per la difesa”.
 
Il 26 maggio 2008, una controllata, Alenia Aermacchi, aveva sottoscritto un accordo di collaborazione con il colosso statunitense Boeing integrated Defense Systems per lo sviluppo tecnico e logistico degli aerei da addestramento M-311 ed M-346 e del Lead-in Fighter di nuova generazione. L’affermazione di Finmeccanica nel mercato USA coincide temporalmente con tutta una serie di accordi segreti Roma-Washington che hanno condotto all’ampliamento e potenziamento delle infrastrutture militari statunitensi in Italia (il Dal Molin a Vicenza, la stazione terrestre del nuovo sistema satellitare MUOS a Niscemi, Caltanissetta, gli aerei senza pilota Global Hawk a Sigonella, i comandi terrestri e navali di Africom rispettivamente a Vicenza e Napoli, ecc.). Ancora più strano che l’OK del Pentagono per i visori del Kiowa Warrior sia venuto subito dopo il “pacco” rifilato all’Italia dalla NATO (in realtà dagli stessi Stati Uniti), relativo cioè all’installazione a Sigonella del comando AGS, un sistema d’osservazione e d’allerta interamente prodotto negli USA, che è stato rifiutato dagli alleati europei per gli altissimi costi e l’intrinseca pericolosità. 
 
Nonostante il contratto con l’Us Army, Finmeccanica è stata costretta a collocare sul mercato bond per un miliardo di euro, 750 milioni lo scorso dicembre e 250 milioni a fine gennaio. “L’emissione ha raccolto richieste per circa 700 milioni di euro e rientra nell’attività ordinaria di rifinanziamento dell’indebitamento del gruppo e riflette la politica volta ad assicurare la stabilità patrimoniale e la flessibilità finanziaria”, tranquillizza il management dell’azienda. A garantire l’operazione un pool d’istituti finanziari di casa tra i produttori di morte, come Banca Imi, Bnp Paribas, Merrill Lynch, Ubs ed UniCredit Group. A sottoscrivere a favore di Finmeccanica, “risparmiatori” d’Italia (44%), Francia (20%), Germania (12%) e Gran Bretagna (6%).
 
C’è infine da registrare un vorticoso giro di poltrone tra le principali società del gruppo. Giancarlo Grasso, attuale senior advisor del presidente e ad di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, è stato nominato amministratore delegato di Selex Communications. Giorgio Brazzelli, presidente di Alenia Aermacchi, è stato designato presidente di Alenia Aeronautica. Fabrizio Giulianini, ad di Mbda Italia, passa alla guida di Galileo Avionica, al posto di Renzo Meschini che assume invece l’incarico di amministratore delegato di Finmeccanica Group Services. Antonio Perfetti, già direttore generale di Alenia Aeronautica, va a Mbda Italia, e viene sostituito da Daniele Romiti, oggi direttore centrale operazioni di AgustaWestland.

Articolo pubblicato in Agoravox.it il 9 febbraio 2009

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