I Padrini del Ponte

I Padrini del Ponte
Affari di mafia sullo Stretto

martedì 16 novembre 2010

Grandi alleanze crescono all'ombra dei lavori del Ponte

Si accelerano le procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e i gruppi concorrenti si lanciano in una girandola di acquisizioni e fusioni societarie. L’Alta Velocità ferroviaria e le Olimpiadi di Torino consolidano la leadership della lobby del Ponte. Fioriscono le alleanze con le rampanti imprese locali.
Luglio da grandi manovre per il settore italiano delle costruzioni. È bastato l’annuncio del ministro delle Infrastrutture e dell’amministratore delegato della Società Stretto di Messina che entro la fine dell’estate si conoscerà il nome di chi presiederà ai lavori per il Ponte sullo Stretto, perchè i concorrenti in gara si lanciassero in una sfida fatta di reciproche acquisizioni e fusioni onde mutare i rapporti di forza in campo.

Tecnimont, società di ingegneria del gruppo Edison, in corsa per l’affidamento dei servizi di Project Management Consulting (controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del Ponte e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari) è finita nelle mani di Maire Holding, il gruppo a capo di Maire Engineering (già Fiat Engineering), società che aspira insieme ad Astaldi, C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni, Pizzarotti, Vianini Lavori e Grandi Lavori Fincosit a divenire il General Contractor del Ponte. Un’operazione finanziaria per 180 milioni di euro, prontamente criticata dall’on. Anna Donati, capogruppo in Commissione Trasporti dei Verdi-Unione, attenta osservatrice dei complessi meccanismi che si muovono dietro il business delle Grandi Opere infrastrutturali. "Siamo di fronte ad un caso emblematico in cui controllore e controllato sono rappresentati dalla stessa società", ha dichiarato la parlamentare.

"Così la società Maire che ha acquisito Tecnimont - prosegue Anna Donati - sarà in gara come Maire per il General Contractor e come Tecnimont per il Project Management. Per dirla in altre parole essa concorre sia per la progettazione e realizzazione del Ponte nella cordata Astaldi, sia per l’incarico bandito dalla società Stretto di Messina per la vigilanza delle due attività. In caso di successo della Maire Engineering in entrambe le gare, ci troveremmo nella condizione di un controllore che dovrà controllare se stesso".

L’ennesimo conflitto d’interesse che tormenta la storia del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, respinto tuttavia dall’amministratore delegato di Maire Holding, Fabrizio Di Amato, che nel ribadire che opere simili “non sono solo necessarie, ma indispensabili”, ha dichiarato che l’acquisizione "non è legata ad eventuali interessi della holding nella gara per il Project Management Consulting ma è stata fatta per favorire lo sviluppo di un polo italiano nel settore dell`ingegneria".

Comunque sia, la partecipazione di Tecnimont alla gara per il soggetto controllore della realizzazione dell’ecomostro presentava di per sé un’anomalia. La società, sino a qualche giorno fa nella costellazione del colosso chimico-elettrico in cui è determinante il controllo di Gemina-Fiat, per partecipare al bando per il P.M.C. aveva scelto di associarsi con Parsons Transportation Group inc., controllata dall’omonimo gruppo statunitense Parsons e partner del consorzio guidato da Impregilo, il maggiore gruppo di costruzioni italiano – anche esso in mano a Gemina-Fiat - in gara per il General Contractor del Ponte contro la cordata diretta da Astaldi. Come ebbero a dire all’agenzia ANSA i manager di Impregilo, la decisione di affidarsi al gruppo Parsons verteva sul suo riconoscimento a livello mondiale "come operatore con le maggiori competenze nella progettazione e realizzazione di ponti sospesi”. Se Tecnimont fosse rimasta in mani Edison e Impregilo fosse stata scelta come General Contractor, ci saremmo trovati di fronte ancora alla coincidenza tra controllore e controllato.

Al banchetto dell’Alta Velocità

Il passaggio di Tecnimont alla Maire Engineering segna un vero e proprio ribaltone nelle alleanze in vista dei lavori del Ponte, ma complica tuttavia la lettura del quadro, di per sé contraddittorio, che regola le relazioni di affare intessute dai protagonisti per la cogestione delle grandi opere pubbliche, Alta Velocità ferroviaria in testa. Tecnimont detiene infatti il 50,5% delle quote societarie del Consorzio COCIV per la realizzazione della tratta Milano-Genova, seguita a poca distanza dalla "concorrente" Impregilo (44%), CER Consorzio Emiliano Romagnolo fra le Cooperative di Produzione e Lavoro (3%), Collegamenti Integrati Veloci S.p.A. (2%) e Società Italiana Condotte d`Acqua (0,5%). Maire Engineering è invece presente nel Consorzio CAVET per la nuova linea ferroviaria Bologna-Firenze (quota 8%) e nel Consorzio CAVTOMI Torino-Milano (quota 16%).

Entrambi i consorzi vedono il controllo determinante di Impregilo (75,9% in CAVET e 66,5% in CAVTOMI), una significativa partecipazione in CAVET della C.M.C. Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna e del CRPL-Consorzio Ravennate di Produzione e Lavoro, e quella della Società Italiana Condotte d’Acqua in CAVTOMI. I “concorrenti” al Ponte sullo Stretto, cioè, siedono fraternamente al banchetto dell`Alta Velocità: di Tecnimont-Maire (partner Astaldi) sono socie infatti C.M.C. e Condotte d’Acqua, entrambe in associazione con Impregilo nelle gara per il General Contractor. Con un particolare in più: Società Italiana per Condotte d’Acqua ha assicurato un “appoggio esterno” alla recente scalata al colosso delle costruzioni di Gemina-Fiat e presto dovrebbe entrarne direttamente nella composizione sociale.
Per la cronaca, i dirigenti di Maire Engineering, Impregilo, C.M.C. e CRPL condividono pure la stessa aula di Tribunale a Firenze, dove devono rispondere dei danni ambientali e della compromissione delle risorse idriche causati durante i lavori di scavo per la linea ferroviaria Bologna-Firenze.

Pizzarotti "contro" Astaldi per le tratte delle ferrovie

Dopo aver inutilmente tentato di convincere la "concorrente" Impregilo a presentare un`unica offerta per la gara del Ponte, Astaldi aveva tentato di rilevarne buona parte del pacchetto azionario nel momento in cui il colosso di Gemina-Fiat manifestava gravi difficoltà finanziarie e insostenibili sovraesposizioni bancarie. Lo scorso aprile, però, la società di costruzioni romana partner di Maire Engineering nella corsa al Ponte, si era vista soffiare l’affare dalla cordata composta dalle famiglie lombarde Bonomi e Rocca, dalla finanziaria Argo dell’imprenditore Marcellino Gavio e da Autostrade S.p.A. del Gruppo Benetton. Neanche tre mesi dopo Astaldi è costretta a digerire un secondo boccone amaro, stavolta per mano di un`altra azienda partner nella gara per il megamostro tra Scilla e Cariddi, la Pizzarotti di Parma. Nel momento in cui i maggiori organi d’informazione preannunciavano il possibile acquisto da parte di Astaldi dell’azienda Garboli-Conicos (200 milioni di euro di fatturato annuo), ecco spuntare i manager Pizzarotti con un’offerta di 58 milioni di euro che convince la Con.I.Cos Partecipazioni a cedere il 90% della S.p.A. con sede a Mondovì (Cuneo), Roma e Perugia e un consigliere di amministrazione - Paolo Sabatini - membro del C.d.a. di Gemina e Amministratore delegato di Promozione e Sviluppo S.p.A. (Gruppo Impregilo).

L’azienda di Parma è leader nella realizzazione e l’ampliamento di buona parte delle basi militari USA e NATO in Italia (Comiso, Sigonella, Napoli, Camp Ederle, La Maddalena) e vanta un portafogli lavori di tutto riguardo (in Francia ha realizzato il parco divertimenti Eurodisney e parte della nuova linea metropolitana Aeroporto Charles de Gaulle-Parigi, mentre da un anno è General Contractor per la nuova arteria autostradale Catania-Siracusa). Con l’acquisizione di Garboli-Conicos, Pizzarotti rafforza la propria presenza nell’Alta Velocità e consolida i legami con l’imprenditoria siciliana che attende con ansia il via dei lavori per il Ponte sullo Stretto.

Poco meno di due anni fa, infatti, Pizzarotti aveva stipulato con Todini Costruzioni Generali S.p.A. un contratto di acquisizione del ramo d’azienda comprendente la partecipazione nel Consorzio CEPAV Due, incaricato della realizzazione della nuova linea ferroviaria Milano-Verona. (Particolare di non poco conto, la stessa Todini, insieme a Rizzani de Eccher e Salini Costruzioni avevano poi costituito il Consorzio Risalto, associatosi con l’austriaca Strabag nella fase preliminare della gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto, gara misteriosamente disertata proprio alla vigilia della presentazione delle offerte).

Nel Consorzio CEPAV 2 Pizzarotti incontra la stessa Garboli-Conicos (detentrice di una quota del 12% analoga a quella ottenuta dall’azienda di Parma da Todini), la Saipem e la SnamProgetti del Gruppo ENI (47%), Condotte d`Acqua (12%), Maltauro (12%) e Acquater (5%). Sempre nell`ambito del business dei lavori ferroviari, Pizzarotti risulta consorziata (14,1%) in CEPAV Uno per la realizzazione della tratta Milano-Bologna ancora una volta con SnamProgetti e Saipem ENI (50,4%), C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (21,3%) e Grandi Lavori Fincosit (14,1%). Come abbiamo già avuto occasione di vedere, Pizzarotti, C.C.C. e Grandi Lavori Fincosit concorrono congiuntamente con Astaldi nella gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto, mentre Società Italiana Condotte d’Acqua è membro della cordata "concorrente" guidata da Impregilo.

Evidenti anche gli appetiti delle due società ENI nella corsa ai lavori del Ponte. SnamProgetti si è associata con Technip Italy S.p.A. (quest`ultima attiva nel business delle acque e dei rifiuti in Sicilia) per partecipare alla gara per il Project Management Consulting, mentre Saipem aveva guidato il consorzio d’imprese che a metà anni `80 avevano presentato alla Società Stretto di Messina un progetto alternativo di attraversamento in alveo tra Scilla e Cariddi.

Gli amici siciliani

Attraverso Garboli-Conicons, Pizzarotti mette radici direttamente nel cuore della città di Messina: il gruppo di Mondovì è infatti azionista della società mista di trasformazione urbana “Il Tirone S.p.A”, accanto al Comune di Messina e a due aziende di proprietà del geometra Carlo Borrella (De.Mo.Ter. Demolizioni Terra e Ingegneria e Finanza).

Il geometra Borrella, monopolista locale dei lavori di movimentazione terra ma con vasti interessi economici in diverse regioni d`Italia, è tra i pretendenti più accreditati di subappalti e lavori viari e ferroviari per il Ponte. La sua De.Mo.Ter. ha già operato nella realizzazione delle maggiori infrastrutture a Messina in vista del collegamento stabile Calabria-Sicilia. Per conto del Consorzio Ferrofir, composto - coincidenza - da Astaldi, Di Penta ed Impregilo, il gruppo Borrella ha eseguito i lavori di sbancamento della galleria dei Peloritani tra Villafranca e Messina, predisposta a favore del costruendo passante ferroviario per il Ponte sullo Stretto. Recentemente De.Mo.Ter. ha pure rilevato gli ultimi lotti per il completamento degli svincoli sulla Messina-Palermo ai quartieri di Giostra e Annunziata che garantiranno una prima penetrazione autostradale verso Capo Peloro e la futura torre siciliana del manufatto. Ci sono infine le relazioni di fiducia intessute con i prevedibili committenti del Ponte: la società del geometra Borrella ha appena ottenuto i lavori per un lotto della metropolitana costiera di Catania (49 milioni di euro) da Italferr S.p.A., alla guida dell’associazione temporanea d’imprese con Metropolitana Milanese, Luois Berger, SAS, Setec TPI, Tractebel Development Engineering in gara per il Project Management Consulting (questo nonostante la stessa Italferr sia la società d’ingegneria delle Ferrovie azioniste della Stretto di Messina S.p.A...). Alla Di Penta, poi Astaldi, la De.Mo.Ter. è subentrata nella realizzazione del nuovo Stadio San Filippo di Messina; dalla Pizzarotti Parma ha invece ottenuto una commessa per 5,2 milioni di euro per la costruzione del cosiddetto “Residence Mineo” destinato ad ospitare 400 alloggi familiari per il personale americano in forza alla base nucleare di Sigonella.

Nonostante le aziende del gruppo Borrella abbiano eseguito decine di lavori con affidamento diretto da parte degli amministratori di centro-destra del Comune di Messina, non è mancata la disponibilità alla partnership con le aziende o le cooperative cosiddette "rosse". I lavori per conto della Pizzarotti a Sigonella, ad esempio, sono stati eseguiti in associazione temporanea con la Itaca S.r.l. del gruppo Mancuso di Brolo, società di costruzioni che ha realizzato a Messina buona parte dei complessi abitativi della locale Lega delle Cooperative. E la De.Mo.Ter., appena qualche mese fa, insieme alla C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna, ha ottenuto dalla provincia di Lucca lavori per 37 milioni di euro per la variante di collegamento stradale Castelnuovo-Garfagnana.

La turbativa “rossa” nelle gare del Ponte

Comunque vada a finire, il Ponte sullo Stretto sarà targato Lega delle Cooperative. Questo perchè in ambedue le cordate (quella a guida Astaldi e l’altra a guida Impregilo) compaiono due Consorzi-soci Coop (nella prima il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna e nella seconda il Consorzio Muratori Cementizi di Ravenna). Con un particolare che in altri tempi avrebbe fatto certamente "arrossire" di vergogna ma che oggi, nell`Italia dei mille conflitti d’interesse, sembra proprio non dover turbare il sonno delle autorità statali e giudiziarie. C.C.C. e C.M.C. non condividono infatti solo l’appartenenza alla Lega delle Cooperative: la coop ravennate è contestualmente il più importante socio del Consorzio Costruzioni di Bologna. Un’entità, dunque, che partecipa attraverso due propri soggetti ad una stessa gara. Su due fronti opposti, però.

Nessuna ipotesi di turbativa per le aziende "concorrenti" che ad oggi non hanno sollevato il caso davanti alla società concessionaria per tutte le opere del Ponte. Del resto è in associazione con il Consorzio Cooperative Costruzioni e con la partner Grandi Lavori Fincosit, che Impregilo ha recentemente ottenuto i lavori per il Passante autostradale di Mestre (importo 60 milioni di euro); mentre con la "concorrente" Astaldi, Impregilo sta portando avanti enormi commesse per l`ammodernamento dell`autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Sempre Impregilo è in quota IRICAV Due per la realizzazione della tratta ferroviaria ad Alta Velocità Verona-Padova, accanto ancora ad Astaldi (leader del Consorzio), Ansaldo Trasporti, Condotte d’Acqua, Salini Costruzioni, Torno Internazionale e, pur se con una quota infinitesimale, Fintecna S.p.A., la finanziaria statale che dopo la recente ricapitalizzazione della Società Stretto di Messina ne è divenuta la maggiore azionista con il 68,8% del capitale. Fintecna detiene anche una quota nel Consorzio IRICAV Uno per la tratta ferroviaria Roma-Napoli: appena lo 0,1% che tuttavia è estremamente “pesante” e compromissorio per Fintecna, dato che la società pubblica è la garante finanziaria di TAV S.p.A. per la buona esecuzione dei lavori.

Gli altri soci di IRICAV Uno? Innanzitutto Società Italiana Condotte d`Acqua (34,9%): poi Ansaldo Trasporti-Sistemi Ferroviari (17,4%), Astaldi (27,9%), Vianini Lavori (16,3%) e C.C.C. - Consorzio Cooperative Costruttori (3,5%): ancora i principali concorrenti alla gara del Ponte soci della maggiore azionista della Società concessionaria per il Ponte. Con due ulteriori aggravanti: la presenza tra i membri del consiglio di amministrazione di Fintecna di Ernesto Monti, presidente del Cda Astaldi; la partecipazione nei collegi sindacali di Fintecna e della Società Stretto di Messina del dottore Lucio Mariani, pure membro del consiglio di amministrazione di Astaldi presieduto dal professore Monti. Un altro controllore che prima o poi potrebbe controllare se stesso.

La inossidabile lobby del Ponte

Le sorprese non sono finite. Chi è stato chiamato a presiedere il nuovo consiglio di amministrazione della Garboli-Conicos acquistata da Pizzarotti? Il cavaliere del lavoro Franco Nobili, un curriculum professionale trentennale ai vertici della società di costruzioni Cogefar del Gruppo Gemina-Fiat, entrata poi a far parte di Impregilo, ed attuale membro del Cda del gruppo di Parma e dunque formalmente “avversario” di Impregilo nella gara per il General Contractor del Ponte. Franco Nobili ha pure ricoperto dal 1989 al 1993 la carica di presidente dell’IRI, l’istituto, poi liquidato, a capo dell’industria statale nazionale e di cui è stato direttore generale e membro del Collegio dei liquidatori l’odierno amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. La stagione di Franco Nobili all’IRI ha coinciso, tra l’altro, con il piano di rilancio della controllata Società del Ponte, con la nomina alla presidenza del giornalista Nino Calarco (oggi presidente onorario della S.p.A.) e con l’inserimento nella finanziaria di un rilevante stanziamento annuale a favore della concessionaria. Nobili dovette abbandonare l’incarico all’IRI a seguito all’arresto per una storia di tangenti. Ad accusarlo l’allora vicedirettore di Italstat Alberto Mario Zamorani: secondo il manager, Franco Nobili avrebbe fatto parte del cosiddetto “sistemone”, il tavolo di imprenditori e politici dove venivano suddivisi appalti e subappalti per i lavori pubblici stradali. Nobili trascorse 77 giorni in prigione; rinviato a giudizio fu però assolto otto anni dopo. Il cavaliere del lavoro è pure finito sotto inchiesta per vicende relative agli appalti ENEL. I processi, tuttavia, si sono conclusi sempre a suo favore: a Milano, dopo la condanna in primo grado, è giunta l’assoluzione in appello; assoluzione a Salerno e infine prescrizione nel procedimento aperto dai giudici di Roma.

Il ruolo di prestigio di Franco Nobili nel mondo dei grandi costruttori è sancito dalla sua ininterrotta vicepresidenza vicaria dell’IGI, l’Istituto Grandi Infrastrutture diretto dall’on. Giuseppe Zamberletti, odierno presidente della Società Stretto di Messina. L’IGI è certamente il cuore pulsante delle Grandi Opere, anzi, per precisione, è l’Istituto per antonomasia del Ponte: i componenti del consiglio direttivo in carica sono i rappresentanti di quasi tutte le società in corsa per la sua realizzazione. Presidente IGI Zamberletti. Vicepresidente vicario Franco Nobili e vicepresidenti “ordinari” Fabrizio Di Amato (presidente Maire Enginering), Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Autostrade S.p.A. entrata nel controllo di Impregilo); Vittorio Morigi (manager C.M.C. Cooperativa Mutarori Cementizi di Ravenna); Salvatore Ricci (nel Cda Impregilo). Membri del consiglio: Pasquale Alcini (Vianini Lavori); Duccio Astaldi (Società Italiana Condotte d’Acqua); Riccardo Bonasso (Italferr S.p.A.); Paolo Cetroni (Astaldi); Franco Lattanzi (Capitalia, gruppo bancario azionista di Astaldi ed Impregilo), Luca Pecchio (Techint, società del Gruppo Rocca, anch’essa entratta nel controllo di Impregilo); Roberto Pratesi (Tecnimont); Alessandro Mazzi (Grandi Lavori Fincosit).

Il trionfo olimpico dei “signori del Ponte”

Ricapitoliamo. Maire Engineering (ex Fiat Impresit), in gara per il GC del Ponte, ha acquistato Tecnimont in gara per controllare il progetto definitivo del GC. Pizzarotti, anch`essa in gara per il GC, ha acquistato la Garboli-Conicons, società dagli accertati legami con amministratori e imprenditori rampanti della città dello Stretto. Il Consorzio di Cooperative di Bologna che gioca la partita del Ponte con due distinti mazzi di carte ma con gli stessi interlocutori locali di Astaldi, Pizzarotti & Soci. Infine la fitta rete di compresenze e alleanze tra le differenti società “concorrenti”.

Esito scontato quello della gara per il Ponte. Vincerà ancora una volta il capitalismo assistito italiano, quello uscito indenne dalla breve stagione di Mani Pulite, che nonostante gli inni alla sana competizione, continua a imporre le regole e le scelte sulle grandi opere infrastrutturali. Alta velocità docet.
I protagonisti del Ponte sono gli stessi di quelli del Mose di Venezia, del Passante di Mestre, delle nuove tratte ferroviarie e autostradali, dei cosiddetti "aiuti allo sviluppo" in Africa, Asia e America latina. Sono i protagonisti delle colate di cemento realizzate in vista dei XX Giochi Olimpici invernali di "Torino 2006".

Una coincidenza a dir poco sorprendente: MaineEngineering, C.C.C. di Bologna e Gariboli-Conicons, individualmente o in associazioni costituite ad hoc, sono proprio le aziende che hanno fatto il pienone nelle gare d’appalto indette dall’Agenzia per lo svolgimento delle Olimpiadi invernali. Un`occhiata all’elenco (comunque parziale) con date di aggiudicazione dei lavori, oggetto, importo a base d’asta, ribassi e vincitori, fornito dall’Istituto Grandi Infrastrutture dell’on. Zamberletti:

1) 24 gennaio 2003: realizzazione di due trampolini Olimpici e tre trampolini minori per le gare di salto con sci, più edifici servizio e seggiovia biposto; 15.535.112,40 euro; 10,19%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.

2) 7 aprile 2003: progettazione definitiva, realizzazione e gestione per un periodo di anni 30 dell`immobile Villaggio Media "Spina 2" a Torino; 17.912.290,56 euro; 22,46%; Società Garboli-Conicos S.p.A., Roma.

3) 8 aprile 2003: progettazione definitiva, realizzazione e gestione dell’immobile Villaggio Media "Villa Claretta" a Grugliasco (Torino); 16.174.076,57 euro; 48,02%; Società Garboli-Conicos, Roma.

4) 16 maggio 2003: realizzazione del palazzo del ghiaccio di Torino; 8.424.945,09 euro; 8,90%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.

5) 30 luglio 2003: esecuzione di tutte le opere edili ed impiantistiche per la ristrutturazione di 5 padiglioni del centro di formazione internazionale ITC-ILO di Torino - 2° lotto; 12.229.370,95 euro; 19,03%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.

6) 26 agosto 2003: ristrutturazione dell’ospedale militare Caserma Riberi di Torino; 22.605.762,41 euro; 8,91%: ATI: Consorzio Ravennate COOP.VE, SECAP S.p.A., ARCAS S.p.A..

7) 12 settembre 2003: realizzazione del Palazzo del Ghiaccio di Torre Pellice (Torino); 7.530.000,00 euro; 4,99%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.

8) 16 settembre 2003: ristrutturazione del Palavela di Torino e realizzazione dell’impianto per il pattinaggio artistico e lo short-track - 2° lotto; 29.640.155,65 euro; 1,00%; RTI a guida FIAT Engineering S.p.A..

9) 31 ottobre 2003: realizzazione di un impianto sportivo per le diverse gare olimpiche di sci di fondo e sistemazione idraulica del Torrente Chisone; 14.057.739,17 euro; 7,95%; Consorzio Ravennate Cooperative di Produzione e Lavoro.

10) 12 gennaio 2004: realizzazione delle palazzine residenziali da adibire a villaggio olimpico - 3° lotto; 21.298.090,54 euro; 3,74%: ATI: Fiat Engineering – Garboli Conicos S.p.A., Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C..

11) 12 gennaio 2004: realizzazione delle palazzine residenziali da adibire a villaggio olimpico - 4° lotto; 20.842.034,04 euro; 3,74%; ATI: Garboli Conicos S.p.A., - Fiat Engineering, Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C..

12) 12 gennaio 2004: realizzazione delle palazzine residenziali da adibire a villaggio olimpico - 5° lotto; 19.703.286,56 euro; 3,74%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. - Fiat Engineering, Garboli Conicos S.p.A..

13) 20 gennaio 2004: progettazione esecutiva e costruzione del "Villaggio Media"; 17.969.377,59 euro; 0,486%; ATI: Garboli-Conicos S.p.A., Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C..

14) 15 aprile 2004: realizzazione del Villaggio Olimpico MOI di Torino - 2° lotto; 23.472.543,15 euro; 0,096%; ATI: Garboli-Conicos S.p.A. - Maire Engineering - Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C...

15) 19 aprile 2004; adeguamento e messa in sicurezza SS 589 nel Comune di Pinerolo zona Porporata - tangenziale di collegamento con Area Olimpica; 18.031.250,97 euro; 7,808%; ATI a guidata dal Consorzio Ravennate delle Cooperative di Produzione e Lavoro.

16) 28 luglio 2004: realizzazione variante alla SS. n. 589 - 1° lotto; 60.814.736,44 euro; 12,783%; RTI guidato da Grassetto Lavori S.p.A..

In sintesi 12 gare su 16 per un importo complessivo di 210.731.283,1 di euro sono finite alle magnifiche tre delle Olimpiadi “Torino 2006” (Garboli-Conicos, Maire Engineering, C.C.C. di Bologna). Una gara è stata vinta dalla Grassetto Lavori, società entrata a far parte del gruppo di costruzioni di Marcellino Gavio neoazionista di Impregilo; le ultime tre gare sono andate invece al Consorzio Ravennate delle Cooperative di Produzione e Lavoro, socia di Impregilo nel Consorzio CAVET nella tratta ferroviaria Bologna-Firenze. Insomma i soliti noti.

Certo è l’intero meccanismo concorsuale a lasciare non poche perplessità: in tre delle gare esaminate (n. 3, 4 e 14) è stata presentata, ad esempio, un’unica offerta e si sono registrati ribassi certamente anomali (il 48,02% in una e un misero 0,096% nell’altra). Ancora più sorprendente quanto accaduto nella giornata del 12 gennaio 2004, quando furono aperte le offerte di tre distinti lotti per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino: il raggruppamento temporaneo Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. - Fiat Engineering - Garboli Conicos sbaragliavano gli avversari in tutte e tre le gare, presentando l’identico ribasso (il 3,74%) ma invertendo solo l’ordine di mandante e mandatarie. Tanto, invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia.

Articolo pubblicato in Terrelibere.org il 26 luglio 2005

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