I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

giovedì 8 gennaio 2015

No MUOS sempre! Sino alla vittoria


Sabato 4 gennaio a Niscemi, a conclusione di una nuova bella giornata di riflessione e di lotta contro l’installazione del MUOS, ho avuto l'enorme piacere di ricevere dalle donne e artiste No MUOS il “premio speciale” che mi era stato riservato il luglio scorso in occasione del Concorso In Pace con il Mondo che il Gruppo AP Arte di Niscemi, il Comitato No Muos di Piazza Armerina e Legambiente hanno organizzato con le alunne e gli alunni delle scuole di Niscemi e Piazza Armerina. “Un premio per la determinazione espressa nella lotta contro il MUOS”, la motivazione di un regalo che serberò da oggi in poi accanto ai più bei ricordi dei miei viaggi nel mondo. Ecco il messaggio di ringraziamento inviato agli organizzatori del Concorso

La guerra alle porte di casa. Anzi le guerre. Gaza bombardata dai caccia d’Israele, centinaia di morti, migliaia di feriti, anziani, donne, bambini, nel silenzio dell’Onu e dell’Occidente. La Siria in fiamme, più di due milioni e mezzo di profughi fuggiti in Giordania e Libano, qualcuno più ricco e fortunato in Europa. E poi nel Libano e nelle alture del Golan dove si torna a sparare e uccidere. E la Libia che abbiamo condannato all’instabilità generale e permanente, dove feroci miliziani si contendono pozzi e oleodotti per conto delle transnazionali petrolifere. La Somalia e il Corno d’Africa, l’Etiopia e l’Eritrea, la Regione dei Grandi laghi, il Sud Sudan e il Darfur. E più a ovest il Mali e il Congo, la Nigeria e la Costa d’Avorio. La geografia del terrore, della morte e delle distruzioni. Della disperazione e della follia dell’uomo. I luoghi dei diritti negati e violati, dell’ingiustizia e della memoria offesa e negata.

Le guerre alle porte di casa, come quella che Roma e Bruxelles hanno scatenato nel Mediterraneo contro migranti e richiedenti asilo in nome dell’Europa Fortezza dell’Ipocrisia e dell’Intolleranza. Conflitti e crisi armate alimentano l’economia e i profitti del complesso militare-industriale e finanziario di casa nostra ma a casa nostra nessuno deve metterci piedi, specie se arriva dai continenti in cui abbiamo disseminato bombe, mine, caccia, droni e fregate. Il Mare Nostrum che è mare mostrum, dove spariscono ingoiati tra i flutti migliaia di sorelle e fratelli del Sud. I nuovi desaparecidos a cui neghiamo una casa, il cibo, dignità e speranza. Per coloro che scampano miracolosamente alla prigione degli abissi, innalziamo invece i nuovi lager della reclusione senza accoglienza, i CIE e i CARA sempre più numerosi in Sicilia che arricchiscono pseudo coop e profittatori di tutte le emergenze.   

Le guerre in casa con la povertà estrema che esplode nelle città e nelle periferie, la precarietà a vita per milioni di donne e uomini, l’istruzione negata ai minori, i farmaci e l’assistenza ospedaliera a buona parte della popolazione. Una moltitudine di invisibili, il surplus di un modello neoliberista criminale e liberticida. Il carcere per chi si oppone ed invoca giustizia e uguaglianze, la criminalizzazione delle differenze, delle resistenze, dei movimenti sociali. Territori sempre più militarizzati, territori espropriati. Come quello che vi e ci appartiene, la straordinaria riserva naturale di Niscemi che lo Stato e la Regione hanno sacrificato al MUOStro a tre teste e a stelle e strisce per le guerre globali del XXI secolo. La “Sughereta” che anche voi donne e mamme di Niscemi avete fatto conoscere, apprezzare e amare. E di cui oggi avverto la lontananza. Nostalgia degli odori primaverili, quando nel Grande Campo Usa trionfa l’arcobaleno floreale, la rivincita di Madre-Terra-Natura-Vita contro il dio Marte e i suoi micidiali terminali che dirigono verso la Morte sottomarini atomici e droni. 
Vi sono grato di tutto. Sono grato a voi, donne e madri, perché vi siete prese carico della sopravvivenza di tutte le figlie e i figli del pianeta, sacrificando attimi e attenzioni alle creature a cui avete donato la vita. Ho imparato tanto. Vi devo tanto. E spero di poter continuare a sognare con voi, ancora, la Pace. E invocare un mondo diverso. Senza guerre e senza armi. Un mondo per tutte e tutti. Un mondo giusto, migliore.

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