L’Etna, Sigonella e l’aeroporto di Catania. Riflessioni su una settimana d’inferno
La
chiusura per otto giorni dello scalo aeroportuale di Catania Fontanarossa con
le sue enormi conseguenze sulla vita di centinaia di migliaia di siciliani e dei
turisti che avevano scelto la Sicilia per le vacanze di Ferragosto. Un piccolo
diario con le riflessioni, i dubbi, le certezze e non, le domande che mi sono
fatto durante tutto questo periodo d’inferno. Nello sfondo, neanche troppo
lontana, la stazione aeronavale di Sigonella, hub per le operazioni di guerra
delle forze armate italiane, USA e NATO. Mentre le ceneri dell’Etna bloccavano
qualsivoglia attività a Catania, Sigonella ha operato senza alcuno stop. Ho
provato a capire il perché. Giorno dopo giorno…
12 agosto, mercoledì
Sigonella aeroporto civile. Se non ora, quando?
Gli
scali di Catania Fontanarossa e Comiso chiusi da giorni per l'eruzione
dell'Etna. Decine di migliaia di passeggeri abbandonati e disperati, mentre le
autorità civili e militari italiane sono del tutto incapaci ad affrontare
quest'emergenza di Ferragosto 2026.
Eppure
la soluzione più semplice sarebbe quella di utilizzare da subito l'aeroporto di
Sigonella per i decolli e gli atterraggi dei velivoli passeggeri. Ma guai a
parlarne pur di non turbare le operazioni di guerra delle forze armate USA,
NATO, UE e italiane.
La
base di Sigonella era stata messa a disposizione del traffico aereo civile tra
il novembre e il dicembre del 2012, durante i lavori di rifacimento delle piste
di Catania Fontanarossa.
Allora,
in un mese, dallo scalo militare furono gestiti circa 70 voli al giorno, 4
movimenti l’ora, per un totale di 2230 voli civili (fonte Aeronautica Militare
italiana).
Cosa
aspetta la classe dirigente politica ed economica dell'Isola e del Paese a
chiedere l'apertura di Sigonella per il traffico passeggeri?
Nicola
Cipolla, compianto comunista siciliano, negli ultimi anni d'impegno sociale,
lanciò con alcuni comitati NoWar siciliani la campagna per Smilitarizzare
Sigonella. Un'Utopia-Profezia, su cui vale la pena tornare a riflettere e
lottare.
13 agosto, giovedì
Prosegue la chiusura di Catania Fontanarossa. Aprite
subito Sigonella!!!
Mentre
la chiusura dell'aeroporto di Catania Fontanarossa è stata prorogata fino alle
ore 2 di venerdì 14 agosto, non è prevista alcuna limitazione dello spazio
aereo di Sigonella.
Solo
dall'8 all'11 agosto, tra cancellazioni e mancati arrivi e partenze, sono
saltati a Catania non meno di 700 voli, a cui si aggiunge lo stop di ieri
mercoledì 12 e di oggi giovedì 13.
Decine
e decine di migliaia di passeggeri sono stati pesantemente danneggiati, ma
soprattutto è stato generato un enorme danno economico al settore turistico
siciliano nel periodo di maggiore domanda e offerta (ferragosto).
La
soluzione più semplice e a costo zero sarebbe stata l'apertura al traffico
civile dello scalo militare di Sigonella, a meno di 20 km a sud/sudovest da
Catania, ma assai meno soggetto agli effetti delle nubi di cenere emesse
durante le fasi eruttive dell'Etna.
Il
traffico aereo militare a Sigonella in questa settimana di "passione
eruttiva", non ha subito limitazioni di sorta per l'attività vulcanica. Le
operazioni di volo, atterraggio e decollo, si sono svolte dunque regolarmente.
Anche
negli anni scorsi, durante le fasi eruttive più rilevanti dell'Etna, Sigonella
è stata assai raramente penalizzata dall'emissione delle ceneri che invece
hanno compromesso in più occasioni il funzionamento del vicino scalo di Catania
Fontanarossa, situato a sud-est dal vulcano.
Aprire
Sigonella al traffico civile in queste settimane d'emergenza sarebbe stato un
atto di responsabilità doveroso da parte delle autorità di governo e militari,
italiane e straniere. Si è scelto invece di colpire il vissuto di un'intera
popolazione siciliana e di coloro che avevano scelto la Sicilia come meta
turistica.
Le
classi dirigenti siciliane e l'imprenditoria mordi e fuggi propongono adesso -
in alternativa - la realizzazione di nuovi aeroporti in tutta l'Isola.
Infrastrutture tutte insostenibili dal punto di vista economico, sociale ed
ambientale, ma utili alla propaganda, alle clientele elettorali e ai peggiori
speculatori della borghesia mafiosa.
Prima
di tutto la guerra in tempi di guerra: Sigonella non s'ha da toccare, né deve
essere messo in discussione il suo uso a supporto delle operazioni USA e NATO
negli scacchieri geostrategici mediorientali, africani e dell'Europa
orientale...
Smilitarizzare
Sigonella e riconvertire lo scalo ad hub aeroportuale è l'unica scelta
possibile e concreta. Su questo si giocano le ultime chance si sopravvivenza
della Sicilia.
14 agosto, venerdì
Catania Fontanarossa chiuso fino alle ore 2 di
Ferragosto. E Sigonella resta operativa
Tutto
come da copione. Con l'ennesimo comunicato, la chiusura dello scalo
aeroportuale di Catania Fontanarossa è stata prorogata fino alle ore 2 di
sabato 15 agosto 2026.
Secondo
la società che gestisce lo scalo, nel periodo compreso tra il 6 e il 12 agosto,
circa 630 voli previsti sono stati dirottati verso altri scali (Comiso,
Palermo, Trapani e Lamezia Terme).
Nello
stesso periodo per lo scalo di Catania erano previsti circa 1.974 voli di cui
circa il 36% è stato cancellato. Oltre centomila i passeggeri
"vittime" delle ceneri dell'Etna, ma soprattutto dell'incapacità (o
della mancanza di volontà) delle autorità di prevedere alternative rapide e
credibili per tamponare l'emergenza. Prima fra tutte, a costo zero, l'apertura
dello scalo militare di Sigonella al traffico civile, così come avvenuto nel
novembre-dicembre 2012, in concomitanza con i lavori di rifacimento delle piste
di Catania Fontanarossa.
Relativamente
a Sigonella, confermiamo ancora una volta che è funzionale al 100% e che non ha
subito alcuno stop in questa settimana di "passione" per la vicina
Fontanarossa. Anche per la giornata di oggi 14 agosto non risultato attivi
NOTAM di chiusura o restrizioni operative straordinarie per la stazione
aeronavale italiana, USA e NATO di Sigonella.
L'"emergenza"
Fontanarossa torna utile per ridare vita a progetti fantasma di nuovi scali in
tutta la Sicilia, del tutto insostenibili dal punto di vista economico, sociale
ed ambientale. O per accelerare i processi di privatizzazione del sistema
aeroportuale regionale, a partire da Catania e Comiso
Importante
alla fine che non si dica a siciliani e non che l'Isola è piattaforma di guerra
e che in nome della guerra si possono cancellare i diritti di mobilità di
residenti e turisti, colpendo con ancora più violenza l'economia siciliana,
così come accadde nel 2011 con la chiusura al traffico civile dell'aeroporto di
Trapani Birgi e la sua conversione in centro strategico per i cacciabombardieri
della coalizione internazionale che mise a ferro e fuoco la Libia guidata da
Gheddafi.
Smilitarizzare
Sigonella subito....
15 agosto, sabato
Catania Fontanarossa chiusa fino alle ore 15 di
Ferragosto. Gli USA confermano: "Sigonella operativa nonostante l'eruzione
dell'Etna".
Ennesima
proroga della chiusura dello scalo di Catania Fontanarossa per le ceneri emesse
dall'Etna in eruzione.
L'ultimo
comunicato promette la riapertura solo dopo le ore 15 di oggi 15 agosto 2026.
Di
contro, ancora una volta come accade da una settimana, per la giornata odierna
non risultano attivi NOTAM di chiusura o restrizioni operative straordinarie
sull'aeroporto di Sigonella, base strategica di guerra per le forze armate
italiane, USA e NATO.
Lo
scalo militare risulta dunque operativamente aperto e regolare
Intanto
da Washington giunge la conferma ufficiale che l'eruzione del vulcano siciliano
non ha ostacolato né ridotto le funzioni operative della Naval Air Station di
Sigonella.
"Le
attività di volo nella base militare della Sicilia proseguono nonostante
continui l'eruzione vulcanica", titola un servizio pubblicato dalla
rivista delle forze armate USA "Stars and Stripes", pubblicato
giovedì 13 agosto.
"Una
nuova eruzione originatasi da un cratere dell'Etna ha disperso la cenere verso
la Sicilia orientale questo mese, costringendo ripetutamente l'aeroporto di
Catania a sospendere l'arrivo dei voli", prosegue Stars and Stripes.
"Le
operazioni stanno proseguendo presso l'hub chiave della Marina USA nell'Isola
nonostante uno dei più attivi vulcani disperda cenere nell'aria, costringendo
alla chiusura di almeno un aeroporto civile vicino. I voli e le altre
operazioni alla Naval Air Station Sigonella sono proseguiti con interruzioni
minime a seguito dell'eruzione dell'Etna, che ha preso il via la scorsa
settimana, secondo quanto ha riferito mercoledì il Comando di US Navy. NAS
Sigonella sta aderendo a tutti regolamenti applicabili alla zona aerea e alle
restrizioni per la sicurezza, coordinandosi con le autorità di aviazione
italiane ed altre agenzie “per assicurare quotidianamente che le operazioni di
volo siano pienamente allineate con i parametri di sicurezza", spiegano
dalla base. Il personale sta utilizzando camion spazzatrici per ripulire le
piste, gli hangar e le linee di volo dalle ceneri depositatesi. Il personale
dei servizi antincendio e di emergenza sono in stato di allerta e stanno
monitorizzando quanto accade, mentre il dipartimento per i lavori pubblici
della base USA sta attenzionando le infrastrutture e la loro
manutenzione".
Anche
Flightradar24 conferma l'operatività dello scalo di Sigonella e registra perlomeno
negli ultimi sette giorni due voli "passeggeri" (con militari USA e
familiari) dalla base siciliana, uno verso all'aeroporto di Napoli Capodichino
e l'altro verso lo scalo internazionale di Chania (isola di Creta, Grecia),
presumibilmente per trasportare il personale diretto alla stazione aeronavale
di Souda Bay in forza a US Navy.
Lo
richiediamo ancora una volta: perché le autorità italiane non hanno predisposto
l'uso "emergenziale" di Sigonella per consentire il decollo e
l'atterraggio di una porzione dei velivoli civili diretti a Catania Fontanarossa?
E perché? il governo Meloni e l'Aeronautica Militare italiana hanno mantenuto
top secret l'operatività di Sigonella?
Tutto
sulla pelle di centinaia di migliaia di siciliani e di turisti che avevano scelto
la Sicilia per le loro vacanze estive...
16 agosto, domenica
Eruzioni Etna. Perché USA e NATO non mollano Sigonella
Ripartono
i voli a Catania Fontanarossa dopo più di una settimana di stop per le
emissioni di ceneri da parte dell'Etna.
Gli
operatori fanno i conti sui danni economico-finanziari (centinaia di milioni di
euro) ma né il governo regionale né le autorità nazionali spiegano perché in questa
drammatica emergenza di Ferragosto non sia stata richiesta l'apertura al
traffico civile della base militare USA e NATO di Sigonella, a meno di 20 km in
linea d'aria da Fontanarossa, risparmiata dalle ceneri (la direzione dei venti
ha colpito lo spazio aereo ad est e sud-est del vulcano).
L'impiego
alternativo di Sigonella era stato assicurato tra il novembre e il dicembre
2012 in occasione dei lavori di rifacimento delle piste di Catania
Fontanarossa.
Le
forze armate italiane e statunitensi ed i principali centri di ricerca
universitari e di vulcanologia sono perfettamente a conoscenza della maggiore
"protezione" dalle emissioni delle ceneri della base militare, posta
a sud-ovest dal vulcano.
Inoltre
sono stati predisposti sofisticati sistemi di monitoraggio e controllo
dell'Etna che consentono di prevedere con largo anticipo le attività eruttive
ed i possibili effetti, specie in termini di intensità delle emissioni, loro
direzione ed aree di ricaduta.
Vogliamo
citare in proposito quanto evidenziato nella prestigiosa rivista scientifica
"Natural Hazards and Hearth System Sciences" della European
Geosciences Union (13 giugno 2025) da sette ricercatori italiani dell’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV (sezioni di Bologna e Catania) e
delle Università degli Studi di Genova e “Aldo Moro” di Bari (titolo:
Estimating the mass of tephra accumulated on roads to best manage the impact of
volcanic eruptions: the example of Mt Etna, Italy).
I
ricercatori spiegano in particolare che "la localizzazione dell'Etna,
insieme ai venti predominanti da ovest e da nord-ovest in alta altitudine,
favorisce la dispersione e la ricaduta di ceneri e materiali piroclastici
principalmente verso est (31%), sud est (35%) e nord ovest (29%), con solo il
6% diretti verso sud. Questi valori sono derivati dall'analisi dei dati
ottenuti durante i 39 eventi eruttivi registratisi tra il febbraio e ottobre
2021. Questi risultati sono coerenti con la storica distribuzione statistica
della direzione e velocità dei venti bel periodo 1990–2007 ad altitudini
comprese tra i 5 e i 10 km.".
Ad
analoghe conclusioni è giunto uno studio del Dipartimento di ingegneria Civile
e Architettura dell’Università di Catania e di altri centri di ricerca
accademici sui "possibili riutilizzi del rifiuto vulcanico nel campo dei
materiali edili", coordinato dalla prof.ssa Loredana Contrafatto. In un
articolo pubblicato dal sito di UNICT il 26 febbraio 2024, la docente scrive in
proposito che “a causa della direzione dei venti dominanti sono soprattutto i
comuni del versante orientale e sud-orientale ad essere maggiormente colpiti
dalla ricaduta delle ceneri vulcaniche e a soffrirne i disagi logistici e le conseguenze
economiche maggiori”.
Pentagono
e NATO possono stare tranquilli dunque e ciò spiega come nella "settimana
di passione" ferragostana la base di Sigonella sia rimasta sempre
pienamente operativa.
Attendiamo
di conoscere il motivo per cui la Regione Siciliana non abbia chiesto al
governo Meloni e alla Difesa di concedere anche parzialmente l'uso della base
militare per "tamponare" gli enormi disagi causati dalla chiusura
dello scalo di Fontanarossa.
Tre
anni avevamo assistito ad un ipocrita "balletto"
propagandistico-elettorale tra il governatore Renato Schifani e il ministro
della Difesa Guido Crosetto, proprio in merito all'apertura di Sigonella al
traffico aereo civile. "Ieri sera ho chiamato il ministro Crosetto al
quale ho chiesto la possibilità dell'utilizzo dello scalo dell'aeroporto
militare di Sigonella, dopo aver rappresentato il grave stato di criticità in
cui si trova il sistema aeroportuale siciliano a seguito della ridottissima
attività dello scalo di Fontanarossa", scriveva Schifani il 20 luglio
2023. "Il ministro, dopo le dovute consultazioni, mi ha informato circa la
possibilità dell’utilizzo dello scalo militare, come già avvenuto in una
precedente situazione di inagibilità dell'aeroporto di Catania, a causa della
pioggia di polvere vulcanica (sic.). Ringrazio a nome dei siciliani il ministro
Crosetto per la grande sensibilità dimostrata sulla vicenda, che denota ancora
una volta la serietà ed affidabilità del governo Meloni".
Nella
stessa giornata del 20 luglio 2023, il ministero della Difesa italiana emetteva
la seguente nota. "L’aeroporto militare di Sigonella è stato reso
disponibile per allentare la pressione sugli aeroporti siciliani. In
particolare lo scalo civile di Catania. Il Ministro della Difesa, Guido
Crosetto, ha infatti dato immediata disponibilità dello scalo militare di
Sigonella venendo incontro alla richiesta del Presidente della Regione Sicilia,
Renato Schifani".
In verità
alla fine non si fece nulla: lo scalo non fu messo a disposizione degli aerei
passeggeri, ma la ricaduta mediatica per Regione Sicilia e Difesa fu enorme.
Stavolta
si poteva fare e in tempi rapidissimi, ma non è stato fatto. Volere è potere.
Ma né Schifani né Crosetto hanno inteso voler fare qualcosa. Né purtroppo
l'"opposizione" politica e le forze sindacali di regime hanno voluto
proferire parola.
Che lo ricordino alle tornate elettorali 2027 i siciliani e le decine e decine di migliaia di turisti condannati alla tragica odissea di questa bollentissima estate. Buona domenica!


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