I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

giovedì 23 marzo 2017

Variante al PRG di Messina. Quelli che l’hanno fatta prima, quelli che la fanno ora

Si accende lo scontro politico a Messina sulla variante “parziale” al Piano Regolatore Generale della città predisposto dall’amministrazione guidata da Renato Accorinti. Perplessità, critiche e veleni piovono da più parti sulle procedure e le scelte adottate dagli estensori del mini PRG ancora top secret per consiglieri comunali e cittadini e, un po’ fuori tempo massimo, dalle opposizioni di centrodestra si lanciano accuse di “incompatibilità” e possibili “conflitti d’interesse” dell’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola, ingegnere e co-titolare dello studio di progettazione “De Cola Associati” sino al febbraio 2016 e comunque “consulente” dello stesso dal maggio 2016. “Da quando faccio l’assessore non ho mai avuto altri incarichi”, ha replicato De Cola. “Mi sono dimesso dall’associazione professionale già un anno fa mentre gli atti della Variante sono stati formalizzati in Giunta solo un mese fa dopo un lungo iter e comunque non c’è alcun rapporto tra il mio ruolo politico e quello di consulente”. Nessun comportamento illegittimo, dunque, anche se più di un dubbio resta sull’opportunità che un professionista il cui studio è storicamente uno dei protagonisti nella progettazione in città di opere e piani di edilizia pubblica e privata, possa dirigere l’assessorato all’Urbanistica. “Il conflitto di interessi è fattispecie configurabile in tutti i casi in cui un soggetto investito della capacità di svolgere una attività amministrativa funzionalizzata sia anche portatore di un interesse privato correlato con quella attività”, riporta testualmente l’Enciclopedia Universale Treccani. “Per quanto concerne l’aspetto soggettivo, il conflitto di interessi riguarda tutti coloro i quali esercitano funzioni pubbliche, in quanto tenuti a perseguire e/o curare interessi pubblici senza condizionarli (…) Non si richiede che sia stata posta in essere una specifica condotta volta a favorire un interesse privato del titolare di una carica pubblica, essendo, invece, sufficiente che il medesimo si trovi in una situazione da cui può trarre vantaggio, la cui possibilità può minare la fiducia pubblica nelle istituzioni, rendendo sospetto ogni comportamento. Per questo, anche la semplice apparenza di conflitto di interessi viene considerata rilevante; infine, non è considerato necessario che si produca un danno per l’interesse pubblico, eventualmente molto difficile da provare”.
Scalpore e qualche mal di pancia anche tra i sostenitori del sindaco Accorinti ha destato la recente “scoperta” che all’elaborazione della Variante Generale del Piano Regolatore del Comune di Messina, approvata con D.D.R. n. 686 del 2 settembre 2002, ha partecipato in qualità di “consulente esterno”, il professore Guido Signorino, docente di Economia dell’Università degli Studi, vicesindaco nella prima parte della sindacatura Accorinti e odierno assessore allo Sviluppo economico e al Piano strategico della Città di Messina. Se era noto e assai stimato il suo impegno scientifico contro il Ponte sullo Stretto, nessuno o quasi ricordava a Messina la sua “consulenza” a favore di un Piano regolatore inviso alla sinistra radicale e alle principali associazioni ambientaliste cittadine soprattutto per il consumo di suolo e le volumetrie previsti (frutto del sovradimensionamento degli studi demografici) e perché legava il disordinato sviluppo urbanistico al megaprogetto di collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria.
Ha stupito in particolare che accanto al nome del professore Signorino, tra i “consulenti esterni” della variante al PRG del 2002 compaia pure l’architetta Francesca Moraci, professionista che nel 2016 ha concorso, insieme al professore romano Francesco Karrer, alla redazione del rapporto per la valutazione ambientale strategica (VAS) applicata al Piano Regolatore (PRP) dell’Autorità Portuale di Messina, comprensivo del progetto di completamento della piattaforma logistica e del nuovo porto di Tremestieri, due opere anch’esse duramente stigmatizzate da Verdi, WWF, Italia Nostra, MAN e Comitato la Nostra Città. In verità i nomi degli architetti Moraci e Karrer si ripetono pure in quasi tutte le fasi progettuali e/o di valutazione a favore del famigerato Ponte sullo Stretto. Già professore ordinario di Urbanistica presso l’Università “La Sapienza di Roma”, nel 2002 Francesco Karrer è stato componente della Commissione per l’aggiudicazione dei servizi relativi allo studio di impatto ambientale applicato al progetto del Ponte, istituita dalla Società “Stretto di Messina” Spa, concessionaria statale per la predisposizione dell’opera. Sempre per conto della “Stretto di Messina”, il professor Karrer è stato consulente per la gestione degli studi ambientali connessi alla realizzazione del Ponte, mentre nel 2005 ha ricoperto il ruolo di membro della Commissione internazionale per l’aggiudicazione della progettazione definitiva ed esecutiva e dei lavori per la costruzione dell’ecomostro tra Scilla e Cariddi. Dal curriculum dell’urbanista si evince inoltre che nel 2001 egli ha collaborato allo studio finalizzato a valutare “gli effetti di valorizzazione e riorganizzazione territoriale a seguito della realizzazione del Ponte sullo Stretto”, commissionato al CERTeT – Centro di Economia regionale dei Trasporti e del Turismo dell’Università “Luigi Bocconi” di Milano; inoltre è stato anche “vincitore, in associazione con Università Bocconi, Price Waterhouse, Net Engineering, della gara internazionale (indetta dal Ministero lavori pubblici) per l’advisor sul progetto di attraversamento stabile dello Stretto (aspetti ambientali, territoriali-urbanistici, trasportistici e di fattibilità economica)”.
Altrettanto instancabile pro-pontista la professionista messinese “consulente esterna” della Variante al PRG, nonché incaricata della VAS del nuovo Piano regolatore portuale di Messina. Entrata a far parte nel maggio 2015 del consiglio d’amministrazione dell’ANAS, la società per azioni controllata per intero dal Ministero dell’Economia a cui è affidata la gestione della rete stradale ed autostradale italiana, Francesca Moraci è ordinaria di Urbanistica dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. Già componente della Commissione urbanistica del Comune di Messina e del Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale della Regione Sicilia, la professoressa Moraci è stata nominata nell’aprile 2014 dal Ministero delle infrastrutture e trasporti quale componente del tavolo tecnico istituito per la redazione dello Studio di fattibilità per il miglioramento dei sistemi di collegamento marittimo, ferroviario e stradale nell’Area dello Stretto di Messina. Inoltre, su delega del sindaco del Comune di San Filippo del Mela, è pure componente del Comitato Portuale dell’Autorità Portuale di Messina–Milazzo, in qualità di “esperto per le infrastrutture”.
“Nel campo della pianificazione territoriale ed urbanistica e dei trasporti, in edilizia e nell’ambito della pianificazione ambientale, si ricordano tra le esperienze, la redazione di piani di settore, generali e di attuazione come, ad esempio, la Variante Generale al P.R.G. di Messina; il Piano dei Parchi e delle aree protette e relativi regolamenti della Regione Sicilia; l’aggiornamento ed integrazione dello Studio di Impatto Ambientale del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ed i suoi collegamenti e predisposizione della documentazione necessaria all’accertamento di conformità urbanistica delle opere, e della localizzazione urbanistica del Ponte e dei suoi collegamenti (gara internazionale)”, si legge nel curriculum dell’urbanista messinese. Inoltre Moraci è componente del Comitato di coordinamento per l’accordo stipulato tra le Università di Messina e Reggio Calabria, il consorzio Eurolink guidato da Impregilo, general contractor per la realizzazione del Ponte, la società Stretto di Messina, Parsons Italia e Sviluppo Italia Sicilia Spa, avente come finalità “l’erogazione di servizi e prestazioni strumentali alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, nell’ambito dei settori della formazione, ricerca e trasferimento tecnologico”.
Tra le principali attività di consulenza effettuate da Francesca Moraci, quelle a favore di società pubbliche e private entrate a pieno titolo nella storia multimilionaria del Ponte fantasma: Bonifica Spa, PricewaterhouseCoopers, Parsons, Systra, Stretto di Messina e Parsons Transpontation Group. In quest’ultimo gruppo internazionale, Moraci ha ricoperto l’incarico di componente del comitato scientifico per il Project Management Consulting del progetto del Ponte e delle opere connesse e compensative, con attività di “consulenza e assistenza tecnica e scientifica di indirizzo” alla progettazione del contraente generale Eurolink.
In qualità di responsabile del laboratorio LabStuTep (Strategie Urbane e Territoriali per la Pianificazione) del Dipartimento Scienze Ambientali e Territoriali (DASTEC) dell’Università di Reggio Calabria, Francesca Moraci ha sottoscritto con l’allora assessore per lo Sviluppo del Comune di Messina, Gianfranco Scoglio, l’accordo quadro che ha dato vita nel luglio 2012 al primo UrbanLab della Città e dell’area Metropolitana. “L’accordo prevede in particolare l’assistenza tecnico-scientifica per la progettazione, sviluppo, attivazione e prima gestione dell’UrbanLab, grazie al contributo scientifico della prof. arch. Francesca Moraci, con la collaborazione del prof. arch. Giuseppe Fera”, riportava la nota stampa emessa da Palazzo Zanca (amministrazione di centrodestra, sindaco Giuseppe Buzzanca). “Le prime attività che saranno svolte riguardano la definizione di un modello gestionale dell’UrbanLab secondo una base progettuale già redatta dalla professoressa Moraci e consegnata all’Ufficio Programmi Complessi del Comune di Messina quale struttura responsabile di UrbanLab; l’attivazione di un primo laboratorio tematico Azioni Integrate Innovative sulle azioni poste in essere dal Comune di Messina nell’ambito della programmazione nazionale avviata dal Ministero delle Infrastrutture”. Fu inoltre affidata a UrbanLab l’attivazione di un laboratorio tematico per la “partecipazione al nuovo PRG della Città di Messina”, con la coordinazione dell’assessore alle Politiche del Territorio, Giuseppe Corvaja e del docente universitario Giuseppe Fera.
L’UrbanLab è stato mantenuto in vita e potenziato con il cambio di guardia a Palazzo Zanca. Nelle intenzioni del sindaco Accorinti e dell’assessore De Cola, esso dovrebbe fare da “strumento di partecipazione attiva della società civile, ed in particolare dei giovani, ai processi decisionali delle strategie di sviluppo del territorio, della cultura d’impresa, delle arti”. Coordinato dal dirigente ing. Giacomo Villari, UrbanLab è stato posto alle dipendenze dall’Ufficio Programmi Complessi del Comune, diretto dall’ing. Mario Pizzino. I programmi in essere sono quelli più ambiziosi, propagandati e gettonati dall’amministrazione comunale: l’INTERREG IVC – progetto SUM per promuovere la realizzazione di politiche a livello locale e regionale in materia di mobilità urbana sostenibile; lo sviluppo di un Piano di azione locale per la rinaturalizzazione e rivitalizzazione dei villaggi collinari e green economy, il recupero della memoria storica e delle tradizioni (URBACT II); il P.R.U.S.S.T che si pone l’obiettivo di avviare una serie di azioni mirate ad attivare finanziamenti per interventi in aree urbane ed il potenziamento del sistema economico; il P.I.A.U. per la riqualificazione di “aree sottoutilizzate marginali alle strutture portuali e ferroviarie”; il Piano Strategico Messina 2020 per lo “sviluppo sostenibile” del territorio; PISU / PIST Governance, progettualità in collaborazione con i dipartimenti di vari assessorati del Comune; il Piano Particolareggiato di Capo Peloro per la “realizzazione di un complesso di edifici pubblici e privati con finalità culturali e turistico-ricettive e la realizzazione di opere di urbanizzazione”; la realizzazione di una piastra logistico/distributiva in prossimità del nuovo porto commerciale realizzato in località Tremestieri; la Programmazione triennale di Opere pubbliche e Finanza di Progetto per un importo superiore a 100.000 euro; il Programma di costituzione di un polo di eccellenza socio-assistenziale presso l’Istituto Marino di Mortelle “con finalità culturali, aggregative ed informative, destinate a diverse categorie di utenti”. La sede tecnico-organizzativa di UrbanLab si trova attualmente al 4° piano del Palazzo della Cultura “Antonello da Messina”, in viale Boccetta.
“La nuova Amministrazione comunale ha ri-avviato il ragionamento urbanistico sulla città decidendo di Ripensare Messina attraverso due principi guida: coerenza e condivisione”, dichiarava nel settembre 2014 l’assessore all’urbanistica Sergio De Cola, in occasione del lancio del Piano Pi.Co. che nelle intenzioni del Comune avrebbe dovuto portare alla stesura del “nuovo PRG condiviso”. “Pi.Co. ha visto una fase di ascolto aperta a tutti i cittadini e laboratori tematici coordinati da Urbanlab Messina e da LabProCom dell’Università di Reggio Calabria”, spiegava De Cola. “Si lavora alla costruzione di una nuova idea di città a partire dalla salvaguardia ambientale e del paesaggio, applicando metodi innovativi per la rappresentazione del rischio idrogeologico e dalla rigenerazione urbana per la riqualificazione della città esistente e il contenimento del consumo/spreco di suolo”. Impegni partecipativi smentiti poi dal modus operandi degli estensori della mini Variante al PRG e dalla secretazione degli atti ordinata dall’amministrazione. Sempre nel corso della presentazione del progetto Pi.Co., l’assessore annunciava l’avvio della selezione per individuare il “consulente esterno” da affiancare ai funzionari del Comune per la redazione del nuovo PRG. “Alla manifestazione d’interesse ai fini del conferimento dell’incarico hanno risposto in 25”, dichiarava De Cola. Tra gli aspiranti, l’immancabile Francesco Karrer.
Per la cronaca, la professoressa Francesca Moraci è coniuge (e collega) di Dario Maria Rocco La Fauci, altro noto e potente professionista locale, già assessore alla Provincia Regionale di Messina con delega alla viabilità (giunta di centrodestra presieduta dall’ex senatore Nanni Ricevuto) e presidente del Consiglio provinciale dell’Ordine degli Architetti dal 1997 al 2008. La firma di Dario La Fauci compare su numerosi progetti di complessi residenziali, alloggi di edilizia popolare, opere pubbliche, ecc.. Tra gli incarichi più rilevanti per importo e importanza, quelli di direttore tecnico per i lavori di realizzazione del Palazzetto dello Sport in località San Filippo e del nuovo Centro sportivo universitario con annesse palestre, piscina e residence per atleti in località Annunziata, appaltati tutti dal Comune di Messina al Raggruppamento temporaneo d’imprese guidato dalla “Nino Ferrari” di Roma; co-progettista per la ristrutturazione del padiglione “C” del Policlinico Universitario e della realizzazione del nuovo Plesso fieristico di Messina (bando di concessione temporale bandito dall’Autorità portuale) e di quasi 2.000 alloggi a carattere sociale in località Bordonaro, Sperone e Galati (committente la Lega delle Cooperative su delega dell’Amministrazione comunale). La Fauci ha inoltre collaborato con la moglie Francesca Moraci alla redazione del progetto di un plesso scolastico polivalente in località Catarratti; del PRG e del P.I.P: del Comune di San Filippo del Mela; degli studi di valutazione d’impatto ambientale del poligono di tiro nel Comune di Nizza Sicilia, del Centro direzionale e dei servizi nella zona industriale A.S.I. di Messina e di altre opere nei comuni di Furci Siculo, San Teodoro e Mongiuffi Melia.
A rendere ancora più invidiabile il curriculum professionale dell’architetto Dario La Fauci anche l’incarico di consulente in materia architettonica ed urbanistica” dell’allora presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo; componente del Consiglio Regionale dell’Urbanistica dell’Assessorato Territorio Regione Sicilia (dal settembre 2002 al dicembre 2006) e del Consiglio d’amministrazione del Consorzio Autostrade Siciliane (giugno 2007 - giugno 2009); consulente per il Comune di Messina per la “riqualificazione e lo sviluppo economico e sociale del territorio” (determina del commissario regionale dell’11 aprile 2008, n° 4806); componente della Commissione edilizia del Comune di Messina (1993–1998) e presidente della Commissione urbanistica comunale (febbraio 2004 - giugno 2005); componente della Commissione di giuria della gara per la costituenda società di trasformazione urbana per la Riqualificazione dell’area del Tirone, sempre nel Comune di Messina (2003). Ancora su incarico dell’ex presidente della Regione Lombardo, il professionista peloritano ha redatto il progetto per la realizzazione di alloggi e la riqualificazione di un’area degradata di edilizia popolare a seguito dell’alluvione dell’1 ottobre 2009 in contrada Foragine, nel comune di Scaletta Zanclea, e di rilocalizzazione di 30 unità abitative in contrada Grazia, San Fratello. Come la moglie, anche l’arch. La Fauci ha ricoperto l’incarico di consulente di Parsons Transportation Group relativamente al “Megaprogetto territoriale e paesaggistico, collegato al Ponte sullo Stretto di Messina. Fase 1 Analisi ricognitiva”. Il professionista, infine, è stato pure componente del Comitato scientifico alla programmazione e delle infrastrutture (aeroporto, area metropolitana, Ponte di Messina, ecc.) della Provincia regionale di Messina dal 2002 al 2008.
Cambiano i governi e le amministrazioni, ma nella città dello Stretto, varianti ai PRG e progetti di opere pubbliche ed edilizia privata sono un affare di pochi. Veramente pochi.

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