I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

domenica 23 febbraio 2014

Antonio Mazzeo presenta il suo libro “Il MUOStro di Niscemi”


Ieri a Casa Febea, Antonio Mazzeo, giornalista e saggista, nonché ecopacifista e antimilitarista, è intervenuto per presentare, in diretta radiofonica, il suo nuovo libro “Il MUOStro di Niscemi”, che parla per l’appunto della costruzione del nuovo apparato di telecomunicazione della Marina Militare Statunitense. Una storia di appalti, mafia, inquinamento ambientale e diritti calpestati. Di seguito l’intervista:

Che cosa sta succedendo a Niscemi? Cos’è il MUOS? E come affronta questa tematica il suo libro?
A Niscemi, provincia di Caltanissetta, all’interno di una riserva naturale, protetta da normative europee, nazionali e regionali, stanno per essere completati i lavori di realizzazione di uno dei  4 terminali terrestri mondiali di un nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della marina militare statunitense. Si tratta di uno strumento di guerra che permetterà un po’ di governare le guerre del XXI secolo, fatte con droni, aerei senza pilota, missili intercontinentali, testata atomiche. Uno strumento di guerra pericolosissimo ma che ha un impatto sulle popolazioni e dal punto di vista ambientale drammatico. Si tratta di una vera e propria bomba elettromagnetica, con una potenza enorme, che andrà a colpire tra l’altro una delle popolazioni che ha già pagato enormemente i costi del processo di militarizzazione, perché proprio a Niscemi è sorta, venti anni fa, una delle principali basi di telecomunicazioni  con i sottomarini nucleari della marina militare americana. Si tratta di un sistema di quarantasei antenne che trasmettono in tutte le modulazioni di frequenza, con impatto drammatico in un area ha altre problematiche di tipo ambientale, perché sorge a due passi dal grande complesso petrolchimico di Gela, una delle aree più inquinate del Mar Mediterraneo. Il libro cerca un po’ di sistematizzare tutte le problematiche legate a questo strumento che possono essere di tipo militare, sociologico, ambientale e soprattutto l’impatto criminale. Si tratta di un’opera che ha destato l’attenzione delle organizzazioni criminali e mafiose che hanno collaborato alla realizzazione del Muos.

Gli altri impianti MUOS sono stati realizzati in aree desertiche. Perché ancora una volta il nostro governo si è piegato alle decisioni degli USA, dimostrando il suo basso o nullo potere contrattuale?
L’impianto creato in Australia è nel deserto, gli altri in Virginia e nelle Hawaii, sono all’interno di basi militari e sono sfuggite all’attenzione della popolazione. Ovviamente in Sicilia c’è un imposizione, non tenendo conto che l’intera popolazione siciliana, quattro consigli provinciali, la stessa Assemblea Regionale, decine e decine di consigli comunali, hanno più volte affermato il loro no a quest’opera, chiedendo al governo italiano ma anche ai due governi regionali di revocare le autorizzazioni. Ciò non è stato fatto e ha comportato purtroppo il completamento dei lavori di questa struttura, che comunque non significa la sconfitta del movimento NoMUOS, perché per l’attivazione dell’opera serviranno ancora due anni. Pertanto ci sono i tempi per rafforzare la mobilitazione a difesa dell’uomo, dell’ambiente e soprattutto per frenare in qualche modo la militarizzazione del sud Italia.

L’Europa in tutto questo cosa fa?
Si sente tantissimo la mancanza di risposte dell’Europa, anche perché è giusto dire che questo non è un progetto europeo, non è in ambito NATO,  ma è di uso esclusivo degli USA. A maggior ragione ci devono essere delle prese di posizione, anche perché l’opera ricade in un’area di interesse comunitario. Più volte il movimento NO MUOS ha tentato di far entrare a livello europeo questo importante tema, anche organizzando un convegno a Bruxelles e coinvolgendo vari parlamentari europei[…]. Ad un anno dal convegno però non abbiamo avuto risposte.

Quali sono i parallelismi tra Niscemi e Gioia Tauro?
La vicenda di Gioia Tauro conferma l’imposizione di scelte alle popolazioni. Crediamo che il governo italiano per evitare di fare ulteriori operazioni militari sulla Sicilia, che già paga col MUOS, con l’operazione Mare Nostro e tanto altro, abbia deciso di trasferire l’operazione al porto di Gioia Tauro. Un fatto gravissimo tenendo conto che tutta la comunità internazionale si era rifiutata di tenere sul proprio territorio queste armi pericolosissime per la salute della popolazione. Evidentemente ciò che è pericoloso per la comunità mondiale non è pericoloso per la popolazione della Piana, ancora una volta succube di scelte che sono fatte a migliaia di chilometri, tra l’altro sacrificando un territorio che ha pagato enormemente dal punto di vista dello sviluppo, con tutti i progetti governativi che non hanno risolto alcun problema, in primis quello della disoccupazione. A noi restano solo armi chimiche, rifiuti tossici, mega discariche,  testate nucleari e strutture, che dapprima erano strumenti di commercio e pace tra sponda sud e sponda nord del Mediterraneo, e ora sono diventate strumenti di guerra.
Intervista a cura di Radio Antenna Febea, trasmessa il 3 febbraio 2014: http://www.socialsud.it/socialsud/antonio-mazzeo-presenta-il-suo-libro-il-muostro-di-niscemi-a-casa-febea/

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