I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

giovedì 29 dicembre 2011

Asse militare tra Roma e Berlino con missili e droni

Sistemi missilistici e satellitari, apparati per le guerre elettroniche, bombe e munizioni “intelligenti”, aerei e velivoli terrestri senza pilota. Dal prossimo anno, piccole, medie e grandi industrie d’Italia e Germania avvieranno progetti congiunti di sviluppo dei più avanzati strumenti di guerra. Il 16 dicembre, è stato firmato a Berlino un accordo di collaborazione strategica tra la Federazione delle industrie italiane per la difesa e la sicurezza (AIAD) e la BDSV, l’omologa associazione tedesca del comparto militare. L’accordo che punta a promuovere la ricerca, la progettazione e la produzione di tecnologie belliche aerospaziali, navali e terrestri, è stato messo a punto dopo mesi di negoziati fra i rappresentanti dei ministeri della Difesa dei due paesi, con il supporto dei manager delle maggiori holding industriali. E segue di pochi giorni la lettera d’intenti firmata dai ministri della difesa, Giampaolo Di Paola e Thomas de Maizière, che prefigura, insieme ai nuovi progetti dei mercanti d’armi, una più stretta cooperazione operativa tra le forze armate italiane e tedesche.
Le aziende dei due paesi hanno collaborato in passato ad alcune importanti produzioni, per esempio i veicoli di terra senza pilota (UGV - Unmanned Ground Vehicles) commissionati dall’Agenzia europea della difesa a Fiat Iveco e Rheintmetall. Il 14 dicembre 2011, proprio alla vigilia del memorandum AIAD-BDSV, Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica) e Cassidian (una controllata della franco-tedesca-spagnola EADS – European Aeronautic Defense and Company) hanno firmato un accordo preliminare di collaborazione nel campo dei velivoli senza pilota UAS MALE (Medium-Altitude-Long-Endurance) e UCAV (Unnammed Combat Air Vehicle). “Alenia e Cassidian intendono rafforzare il proprio know-how al fine di creare una partnership strategica e garantirsi un ruolo di primaria importanza nel mercato degli UAS”, hanno spiegato i manager della società di Finmeccanica. Per Bernhard Gerwert, amministratore delegato di Cassidian, “saranno esplorati possibili ulteriori collaborazioni nell’area degli UAS MALE di prossima generazione, come ad esempio il Talarion, un sistema di cruciale importanza per l’industria dell’aviazione militare europea, in quanto svolgerà missioni di sicurezza governativa e civili non accessibili alle soluzioni attualmente disponibili”.
Talarion era stato pensato inizialmente per lo sviluppo di velivoli senza pilota destinati a missioni di sorveglianza e riconoscimento, in grado di soddisfare i requisiti stabiliti da Francia, Germania e Spagna. Gli enormi costi preventivati per la produzione del sistema hanno però costretto Cassidian a rivolgersi alle industrie di altri paesi Nato, ma ad oggi solo Polonia e Turchia hanno mostrato interesse a cooperare al programma. Adesso entrano in gioco Alenia Aeronautica e il mercato italiano: l’azienda è già attiva nel business degli aerei senza pilota grazie ai dimostratori MALE Sky-Y e UCAV Sky-X, e partecipa pure allo sviluppo di un aereo UAV da combattimento, il Neuron, prime contractor la francese Dassault, il cui test di volo è previsto entro il 2012. Poco comprensibili i disegni industriali di Finmeccanica ed EADS: l’asse delle armi Roma-Berlino è stata voluta come risposta agli accordi del novembre 2010 tra i governi di Francia e Gran Bretagna che puntano a conquistare il mercato europeo dei sistemi di morte, e proprio la partnership tra Alenia e Cassidian intende contrastare il progetto UAS Telemos della britannica BAE Systems e della francese Dassault, socia di Alenia Aeronautica in Neuron.
Certa schizofrenia sembra regnare pure nel settore missilistico. Il recente accordo industriale italo-tedesco potrebbe infatti riportare in vita il cosiddetto programma “MEADS” (Medium Extended Air Defense) per la realizzazione di un sistema anti-aereo, anti-missili balistici e da crociera e anti-UAV di ultima generazione. I governi di Stati Uniti, Italia e Germania ne hanno affidato la progettazione ad un consorzio guidato dalla statunitense Lockheed Martin Corp. (la produttrice dei supercostosi cacciabombardieri F-35 e del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della US Navy in via di realizzazione a Niscemi), e di cui sono partner l’italiana MBDA, EADS e la tedesca MBDA-LFK. I tre alleati internazionali si sono suddivisi gli investimenti: il 58% agli USA, il 25% alla Germania e il restante 17% all’Italia. La rapida impennata dei costi del “MEADS” (nel giugno 2005 la spesa prevista era di 3,4 miliardi di dollari, oggi è di 4,2 miliardi) e i forti ritardi accumulati (il piano originario fissava come data entro cui completare la produzione il 2007, oggi si è posticipato al 2018), hanno convinto però il Congresso degli Stati Uniti a bloccare i finanziamenti (febbraio 2011). Se da qui a poco non verranno individuati nuovi partner internazionali, il “MEADS” rischia di divenire un missile fantasma e il consorzio subirà il collasso finanziario (dal 2004 ad oggi, solo l’Italia ha già speso più di 600 milioni di euro).
Secondo Defense News, un mese fa le autorità militari del Qatar avrebbero avviato una trattativa con Lockeed Martin e le imprese italo-tedesche per fare ingresso nella produzione “MEADS”. Il piccolo emirato sarebbe interessato a dotarsi del nuovo sistema missilistico in vista dei campionati del mondo di calcio del 2022 e per la “crescente percezione della minaccia proveniente dall’Iran”. I mercanti d’armi italo-tedeschi sapranno sicuramente come districarsi nei drammatici scenari di guerra che incombono in Medio oriente e nel continente africano.

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