I Padrini del Ponte

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Affari di mafia sullo Stretto

sabato 16 novembre 2013

Mare Monstrum, guerra ai migranti nel Mediterraneo


Nel Mediterraneo l’Italia fa la guerra ai migranti. Non dichiarata, certo, ma di guerra indubbiamente si tratta. Perché le strategie, gli attori, gli strumenti, le alleanze e le modalità d’intervento sono quelli di tutte le guerre. E causano morte. Morti, tanti morti.

Qualcuno ha storto il muso per il nome,Il nome, Operazione Mare Nostrum. Si è detto che c’era una caduta di stile, un voler scimmiottare i fausti dell’impero romano. In verità esso risponde perfettamente al senso e agli obiettivi della messinscena ipermuscolare delle forze armate italiane. Il Mediterraneo, per la Fortezza Europa, non è né deve essere un mare di mezzo. Non è il luogo dei contatti, delle contaminazioni, delle solidarietà, delle trasformazioni. Né un ponte di intercultura e pace. È invece il lago-frontiera, noi qua, loro là, un muro d’acqua invalicabile, dove vige la regola del più forte e del più armato. Un’area marittima di conflitti, stragi, naufragi causati, respingimenti, riconsegne e deportazioni manu militari. A chi scampa ai marosi e ai mitragliamenti delle unità navali nordafricane (pagate con i soldi italiani) spetta l’umiliazione delle schedature, delle foto segnalazioni e degli interrogatori a bordo di fregate lanciamissili e navi anfibie e da sbarco. Poi un trasbordo, un altro trasbordo ancora, le soste interminabili su una banchina di un porto siciliano, il tragitto su bus e pulmini super scortati da poliziotti e carabinieri sino alla detenzione illimitata in un centrodiprimaccoglienza-CIE-CARA, un non luogo per non persone, dove annientare identità, memoria, speranze.

L’Operazione Mare Mostrum fu annunciata dal ministro Mario Mauro dopo la strage del 3 ottobre, quando a poche miglia da Lampedusa annegarono 364 tra donne, uomini e bambini provenienti dal continente africano e dal Medio oriente. Anche stavolta però l’incidente fu un mero casus belli. La nuova crociata contro chi fugge dalle ingiustizie, lo sfruttamento, gli ecocidi, era stata preparata infatti da mesi in tutti i suoi dettagli. Governo e Stato maggiore hanno rispolverato ad hoc l’armamentario linguistico delle ultime decadi: operazione militare e umanitaria, l’hanno ipocritamente definita, perché le guerre non devono mai essere chiamate con il loro nome per non turbare l’opinione pubblica e la Costituzione. “Si prevede il rafforzamento del dispositivo italiano di sorveglianza e soccorso in alto mare già presente, finalizzato ad incrementare il livello di sicurezza della vita umana ed il controllo dei flussi migratori”, recita il comunicato ufficiale di Letta & ministri bipartisan. Un contorto giro di parole per mescolare intenti solidaristici a logiche sicuritarie e repressive, dove volutamente restano vaghi i compiti e le istruzioni date ai militari. Niente regole d’ingaggio, perché si possa di volta in volta sperimentare in mare se e come intervenire, se e come soccorrere, se e come allontanare, respingere o scortare a quei “porti sicuri” che il ministro Alfano ritiene esistano pure nella Libia dilaniata dalla guerra civile.

In compenso però, in nome del Sistema Italia, non si contano le veline per descrivere in tutti i loro dettagli i dispositivi e le capacità tecniche dei mezzi impiegati per pattugliare il Mediterraneo. Anche perché, Mare Mostrum, è la migliore vetrina del complesso militare-industriale-finanziario di casa nostra: aerei, elicotteri, missili, unità navali, sommergibili, cannoni che aspiriamo a vendere ai paesi NATO e ai regimi partner della sponda sud mediterranea. Sistemi d’arma che nulla hanno a che fare con quello che in linguaggio militare si chiama “SAR – Search and Rescue”, ricerca e soccorso in mare, ma che invece delineano un modello di proiezione avanzata, aggressiva, di vera e propria penetrazione sino a dentro i confini degli stati nordafricani. Se si vogliono “arrestare i flussi migratori”, come spiegano generali, ammiragli, politici di governo e opinion maker embedded, bisogna impedire infatti a profughi e migranti di raggiungere le coste e le città portuali. Bloccarli nel deserto, detenerli nei lager del deserto e far fare il gioco sporco alle nuove polizie di frontiera che i Carabinieri armano e addestrano in Libia e nelle caserme in Veneto, Lazio, Toscana. Per intercettare e inseguire i rifugiati e  i migranti in transito nel Sahara abbiamo attivato i famigerati “Predator”, aerei senza pilota in grado di volare per decine di ore in qualsiasi condizione meteorologica. L’emblema della spersonalizzazione e della disumanizzazione delle guerre del XXI secolo, automi che spiano e sterminano persone senza il controllo umano. Vittime invisibili che devono restare invisibili. Non persone contro non persone.
Come tutte le guerre, quella ai migranti dilapida ingenti risorse finanziarie. Fonti di stampa filogovernative hanno previsto per l’Operazione Mare Nostrum-Mostrum un onere finanziario di circa 4 milioni di euro al mese ma, conti alla mano, la spesa potrebbe essere più che doppia. Il Sole 24 Ore ha preso a riferimento le “tabelle di onerosità” sul costo orario delle missioni delle unità navali, degli aerei e degli elicotteri impegnati nel Canale di Sicilia. Aggiungendo le indennità d’imbarco dei circa 800 marinai delle unità navali coinvolte (il personale militare destinato al “contenimento” delle migrazioni è però di non meno di 1.500 uomini), il quotidiano di Confindustria ha calcolato una spesa media giornaliera di 300 mila euro, cioè 9 milioni al mese a cui vanno aggiunti 1,5 milioni di euro per le unità costiere già in azione da tempo: totale 10,5 milioni. La rivista specializzata Analisi Difesa ritiene invece che la spesa complessiva sfiorerà i 12 milioni al mese. Dato che il governo non ha previsto stanziamenti aggiuntivi sul capitolo “difesa”, è presumibile che il denaro per alimentare la macchina militare anti-migranti sarà prelevato dal fondo straordinario di 190 milioni di euro messo a disposizione per far fronte alla nuova emergenza immigrazione. Come dire che da qui alla fine dell’anno bruceremo in gasolio e pattugliamenti aeronavali il 20% di quanto è stato destinato per “sostenere”, “soccorrere” ed “accogliere”. In perfetto stile shock economy, dopo le armi e le guerre arriva la ricostruzione: lager e tendopoli dove stipare corpi a cui abbiamo rubato l’anima, la cui malagestione è affidata alla misericordia di cooperative, Onlus e associazioni del privato sociale. A loro va l’altra metà del business migranti: un affaire di milioni e milioni di euro dove la dignità dell’uomo vale meno di nulla.

3 commenti:

  1. Testo di Vladimiro Rinaldi,autore di :MARE MOSTRUM(una poesia al suo stadio di magma),blog :In Parole Semplici.

    I ricchi fanno la guerra ai poveri o mettono i poveri contro i poveri e( quando non li usano o sfruttano) li annientano.Per ora gli servono ancora vivi e asserviti. Consumatori e simil schiavi. Le catene si possono fare persino invisibili. Il potere dell'uomo sull'uomo,e sulla natura ,l'ambiente,e' umanamente'...disumano . L'uomo e' ancora una creatura "pure" orrenda, terribile,una terrificante, distruttiva,predatrice,oppressiva specie.Sara' cosi' sempre? E chi lo sa? Speriamo di no.Possiamo almeno cominciare a provare-veramente ad essere migliori? Si!

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  2. Mare Mo(n)strum.
    L'uomo su l'uomo
    e sulla natura
    e' orreda creatura.
    Mare Nostrum?
    No,non piu'.
    Quando mai?
    Nostro vuol dire:
    di tutti e tutte.
    Noi siamo una specie

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  3. -Testo di Vladimiro Rinaldi,autore di MARE MOSTRUM-

    Quando scrissi e poi d inviai al blog: In Parole Semplici,il mio testo di poesia di denuncia MARE MOSTRUM ,testo provocatorio al suo stato di magma o di incandescenzai..avevo consapevolezza che,con il mio testo di poesia vera e coraggiosa avrei sollevato un vespaio di commenti,critiche e persino insolenze,da parte di un pubblico impreparato e che nella poesia vuole sempre...trovare santi e santini .Purtroppo gli editori "importanti" pubblicano poesia di autori morti o di soli Vip.
    Quel testo ,dal titolo provocatorio: MARE MOSTRUM, era sia molto fresco che moltissimo..rovente.E ancora con le scorie,che non volli limare.Era al suo stato,o stadio,di " magma". Ora io ho corretto il testo che titolava,e che titola ancora,titolera' sempre :MARE MOSTRUM( e non Mare Nostrum o Mare Monstrum).La provocazione lessicale e' stata da me voluta. Per una denuncia forte espressa in chiave poetica.Di quella strage,di quello scandalo che coinvolgeva e coinvelge ancora...il nostro Paese,denuncia poetica veritas si tratta e intende essere. A quel tempo quasi non se ne parlava ne' scriveva ancora o abbastanza del dramma degli immigrati,clandesini e non,comunque degli esseri umani, e di quel mare a cui ho cambiato il nome,provocatoriamente.Ora MARE MOSTRUM lo potete leggere,valutare,imparare a memoria o commentare,oppure no,la liberta' e' un altro valore che considero sacro,quando e' ,appunto,un valore e non un disvalore....,sia nella sua versione in lingua italiana che nella versione inglese.Cosi' lo capiranno pure la dove la lingua italiana l non capiscono ma l'inglese si'. Il sito web che ospita MARE MOSTRUM in entrambi le lingue e : www.apoesidi.com


    Cliccare e leggere per credere,siete tutti e tutte benvenuti.

    Grazie per la vostra attenzione di pubblico meritevole di poesia intelligente.



    MARE MOSTRUM,invece che :Mare Nostrum o Mare Monstrum(in latino)non desireravo latinizzare la parola ,il che sarebbe stato troppo banale e intellettualoide,cosa che non era nelle mie,di autore del poetico dissacrante testo : Mostro( quindi: MARE MOSTRUM volli fare neologismo-barbarismo

    si ed inviai

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